Sindrome di Sjogren

Dr.ssa Anna Cantagallo

A cura del Dr.ssa Anna Cantagallo

Neurologo

Cos'è Cos'è

La sindrome di Sjogren è una malattia infiammatoria, causata da un’anomalia del sistema immunitario che, anziché difendere l’organismo da agenti patogeni e virus come di norma dovrebbe fare, ne permette l’attacco. Può colpire diverse parti dell’organismo, ma nella maggior parte dei casi colpisce le ghiandole esocrine, specialmente quelle salivari e lacrimali e si manifesta con irritazione, secchezza o bruciore delle parti interessate.

Colpisce prevalentemente le donne, in un’età compresa fra i 50 e i 70 anni, anche se i sintomi d’esordio possono comparire anche prima.

Sintomi Sintomi

I più comuni sintomi della sindrome di Sjögren si verificano a livello delle ghiandole esocrine salivari e delle ghiandole esocrine lacrimali: la progressiva degenerazione delle prime determina xerostomia; quella delle seconde provoca xeroftalmia e cheratocongiuntivite secca.

Altre ghiandole esocrine colpite sono situate a livello di: cute, naso, polmoni e bronchi, vagina.

Inoltre, sono coinvolti altri diversi distretti del corpo, non propriamente formati da tessuto ghiandolare, ovvero le zone adiacenti o connesse a una ghiandola esocrina bersaglio. Questi disturbi insorgono in uno stadio avanzato della malattia e interessano, per esempio, l'apparato gastrointestinale, i reni o le articolazioni.

La xerostomia è la riduzione della secrezione di saliva, quindi la mucosa della bocca risulta secca. Inoltre, muta anche la consistenza del liquido salivare: esso diventa viscoso, denso e contiene meno lisozima. Tutto ciò si traduce in una difficoltà a mangiare cibi secchi, nella necessità di bere frequentemente (anche di notte), in una diminuzione del gusto, nella formazione di fessure sulla lingua o in un impedimento a parlare velocemente e per lunghi periodi di tempo.
I pazienti colpiti da sindrome di Sjögren sono particolarmente soggetti a complicazioni, quali carie dentarie e candidosi orale. Ciò è dovuto al fatto che nella saliva sono contenute delle immunoglobuline di tipo A (IgA), che svolgono una funzione protettiva nei confronti dei batteri del cavo orale.
La xeroftalmia invece, è l’alterazione della secrezione lacrimale, in cui lacrime hanno un minor contenuto di acqua e assumono un aspetto viscoso e denso. Questa condizione pone le basi per sviluppare la cosiddetta cheratocongiuntivite secca. Inoltre, le lacrime contengono anche meno lisozima.
I disturbi patiti dal paziente sono diversi: il principale è la sensazione di sabbia negli occhi, ma a questo si aggiungono la secchezza oculare, la congiuntiva arrossata, l'intolleranza alla luce (fotofobia), dolore, bruciore e prurito. Le complicazioni consistono in infezioni batteriche/funginee e, nei casi più gravi, in lesioni corneali.

Diagnosi Diagnosi

Interessando molti organi e tessuti, la sindrome di Sjogren può essere diagnosticata attraverso diverse indagini:

  • Test oftalmologici: consistono nel test di Schirmer, che misura la produzione di lacrime, e nel test del rosa Bengala, che va ad indagare se l’epitelio di cornea o congiuntiva è danneggiato.
  • Esami del sangue: bisogna valutare la quantità di globuli bianchi, poiché un loro numero superiore al normale indica la presenza di un linfoma. Inoltre, permettono di osservare la presenza di auto-anticorpi, ovvero gli anticorpi anomali che sono diretti contro i tessuti dell’organismo.
  • Biopsia labiale: è l’esame istologico più utilizzato per conoscere la salute delle cellule ghiandolari e si esegue sul labbro interno.
  • Scintigrafia e scialografia: son dei test minimamente invasivi, che attraverso un mezzo di contrasto permettono di fornire immagini radiologiche sullo stato delle ghiandole salivari e quindi di osservare l’anatomia del tessuto stesso.
  • Scialometria: serve a misurare la quantità di saliva prodotta in un determinato lasso di tempo.

Rischi Rischi

Non ci sono reali fattori di rischio ben identificati per l’insorgenza di questa sindrome, ma i medici ritengono che possa essere associata principalmente alla combinazione di due fattori: quelli genetici e l’esposizione ad un virus o un batterio.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Non esiste al momento una cura specifica per la sindrome di Sjögren, pertanto la terapia mira ad alleviare i sintomi locali, come la xerostomia, la xeroftalmia o la secchezza vaginale e le manifestazioni sistemiche, tipiche delle patologie autoimmuni come questa.

Nello specifico, per trattare la xerostomia, si consiglia di mantenere sempre idratata la bocca, tramite l’assunzione di molti liquidi e di avere molta cura per l’igiene orale e la salute dentaria, che influiscono molto in questa problematica. Per la xeroftalmia invece si consiglia di assumere delle lacrime artificiali e dei colliri, in modo da alleviare la secchezza oculare e quella tipica sensazione di sabbia negli occhi ed inoltre di effettuare controlli periodici da un oculista per prevenire infezioni all’occhio ed eventuali lesioni alla cornea.

L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.


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