Occhio secco

Dr. Giorgio De Santi

A cura del Dr. Giorgio De Santi

Oculista

Cos'è Cos'è

L'occhio secco, o secchezza oculare, indica un'alterazione della secrezione e della distribuzione del film lacrimale. È una patologia molto diffusa che interessa molte fasce di popolazione, non solo gli over 60.

Cause Cause

Le cause di questo disurbo possono essere diverse: dai soggetti portatori di lenti a contatto, al prolungato utilizzo del computer, al sesso femminile nell'età della menopausa, dall'utilizzo di farmaci come i beta bloccanti, gli antidepressivi, gli antistaminici, alle condizioni ambientali con clima particolarmente secco, alla concomitanza di patologie autoimmuni come il lupus, la sarcoidosi, l'artrite reumatoide.

Sintomi Sintomi

I sintomi principali sono:

  • senso di sabbia 
  • fotofobia
  • pesantezza palpebrale
  • difficoltà a mantenere gli occhi aperti
  • dolore all'apertura degli occhi al risveglio
  • modeste secrezioni oculari specie al mattino.

Diagnosi Diagnosi

L'oculista valuterà il tempo di rottura del film lacrimale (BUT) osservando gli occhi del paziente alla lampada a fessura ed inoltre misurerà con delle striscioline di carta assorbente posizionate all'angolo delle palpebre la quantità di lacrime prodotte in 2-3 minuti (Test di Schirmer).

Ovviamente visiterà il paziente ed attraverso il colloquio cercherà di capire le origini e le caratteristiche della secchezza.

Rischi Rischi

L'occhio secco può determinare micro erosioni della superficie corneale con rischio di infezioni, inoltre un occhio che produce meno lacrime è un occhio maggiormente esposto a episodi ricorrenti di congiuntiviti. È noto infatti che le lacrime contengono tra l'altro il lisozima, un fattore che ci protegge da pericolose flogosi.

Non dimentichiamo che un occhio secco è un occhio infiammato, pertanto curare la secchezza senza considerare questo aspetto, non risolverà il problema. 

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Personalmente tratto i pazienti affetti da questa patologia con dei colliri di lacrime artificiali a densità variabile a seconda della gravità della forma.

Inoltre propongo al paziente un collirio omeopatico a base di Chamomilla vulgaris ed Euphrasia officinalis, il cui vantaggio sta nel fatto che non solo riepitelizza rapidamente lo strato superficiale della cornea ma, grazie ai suoi componenti, esplica una importante attività antinfiammatoria sulla mucosa congiuntivale .

A seconda delle caratteristiche cliniche del paziente e delle manifestazioni oculari prescrivo anche degli unitari omeopatici in forma di granuli da sciogliere sotto la lingua.

Uno di questi per es. è Bryonia alba indicato nella secchezza di tutte le mucose: Bryonia è suggerito nella secchezza oculare, in pazienti che avvertono dolore al minimo movimento dei bulbi oculari, che giovano di impacchi di acqua fredda, che avvertono una intensa seta di acqua fresca.

I risultati clinici e la soddisfazione dei pazienti trattati con l'omeopatia mi incoraggiano nel proseguire a curare i principali disturbi oculari con la farmacologia dell'infinitesimale.

L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.


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