Vertigini

Dr. Giorgio Giuliani
A cura del Dr. Giorgio Giuliani
Neurologo

Cos'è Cos'è

La vertigine vera consiste in un’illusione di movimento rotatorio soggettiva (se stesso che ruota) o oggettiva (ruota il mondo intorno). Una sensazione di instabilità senza rotazione viene chiamata dai medici (ma non dai pazienti!) “pseudo vertigine”, come pure spesso sono descritti dai pazienti con il termine vertigine altri fenomeni a tipo sbandamenti, annebbiamento della vista, sino a perdite di coscienza brevi e reversibili di diverso tipo.

Questi ultimi fenomeni non sono classificabili come vertigini ma comunque devono essere identificati ai fini sia della diagnosi, definire cioè la natura del fenomeno, che della terapia, i provvedimenti per ridurlo o farlo cessare.

Cause Cause

Prima di proseguire è bene spiegare a grandi linee i meccanismi con cui il cervello controlla il bilanciamento della posizione del corpo e mantiene una continua consapevolezza della posizione reciproca delle sue singole parti, in particolare la testa, tra loro e rispetto all'ambiente circostante.

Dobbiamo immaginare il nostro cervello come un computer con una o più schede madri capaci di integrare impulsi che provengono da diversi sistemi sensoriali.

Ai nostri fini il cervello integra in modo del tutto automatico e non cosciente (tutto avviene senza che ce ne rendiamo conto!) almeno tre tipi di impulsi:

  1. Gli impulsi visivi provenienti dagli occhi;
  2. Gli impulsi provenienti dai labirinti dell'orecchio, specializzati nel registrare le variazioni di velocità o accelerazioni nei tre piani dello spazio, (orizzontale, verticale antero-posteriore e verticale destro-sinistra);
  3. Gli impulsi provenienti dai muscoli che indicano lo stato di contrattura o rilasciamento delle fibre muscolari. Tra questi particolare importanza assumono gli impulsi che provengono dai muscoli della regione cervicale che, se contratti, indicano al cervello una falsa posizione della testa rispetto al collo.

Ogni volta che uno di questi sistemi va in tilt, il cervello riceve informazioni non coerenti con gli altri due e si può generare la vertigine.

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Sintomi Sintomi

Il termine vertigine, come abbiamo detto, è utilizzato dai pazienti con significati molto diversi ed il primo compito del neurologo è capire cosa intenda il paziente con questo termine. Ciò si ottiene attraverso una interrogazione molto puntigliosa del paziente, con domande mirate a capire le caratteristiche della crisi che ha sofferto e gli eventuali meccanismi che la scatenano. Ad esempio l'occorrenza della crisi soltanto quando si assumono posizioni particolari della testa, orienta verso una vertigine posizionale benigna.

La sensazione di “incertezza” o “perdita di equilibrio” o “ondeggiamento” senza che sia citata la rotazione, senza che ci sia nausea o vomito, fanno pensare ad una pseudovertigine, spesso psicogena, e così via.

Un ulteriore strumento diagnostico è la visita del paziente, visita che giocoforza può comportare una attivazione della crisi vertiginosa e di conseguenza risultare molto fastidiosa. Infatti in ambiente ambulatoriale l'unico test fattibile è quello della movimentazione decisa del capo con le ricadute vertiginose che questo può comportare. Altri test quale la irrigazione del condotto uditivo o la rotazione su un'apposita sedia (di Barany) sono riservati all'ambiente ospedaliero.

Diagnosi Diagnosi

Una volta che si è appurato che il paziente ha sofferto di una vertigine o di una pseudo vertigine, il passo successivo è quello di capire quali ne sono state le cause. In sintesi possiamo dire che:

  1. Le alterazioni dei labirinti provocano in ordine di frequenza la sindrome di Vertigine Posizionale Benigna o la neuronite vestibolare o labirintite. Il primo dei due quadri clinici è dovuto al malfunzionamento di uno o più canali semicircolari dell’orecchio, l’altro è dovuto ad una infiammazione dei labirinti; entrambi sono senza implicazioni a lungo termine anche se debilitanti sul momento. Un terzo quadro clinico, meno frequente, è la malattia di Meniere, che ha invece un decorso più grave che si associa a acufene (rumori, sibili etc. all’orecchio) e perdita progressiva dell’udito. Altre cause di sofferenza dei labirinti per fortuna sono molto più rare e le omettiamo in questa sede.
  2. La disfunzione neurologica, più frequente causa di vertigini, è quella legata allo spasmo dei muscoli cervicali, la cosiddetta vertigine cervicale identificata come entità autonoma già negli anni '60 ma tutt’ora oggetto di discussione ai fini della sua autonomia diagnostica. Altre forme molto meno frequenti da danno neurologico sono quella da ictus nel territorio di rami dell'arteria vertebrale, la vertigine da crisi epilettiche ed infine la vertigine emicranica, entità quest'ultima anche molto discussa. Sempre in questo ambito ricordiamo le pseudo vertigini su base psichica, definite anche vertigine fobica o funzionale o psicogena.

Esistono infine molte altre forme sintomatiche o secondarie di vertigine che non possiamo elencare in questa sede vista la natura estremamente sintetica della nota. Esse sono comunque tutte estremamente rare.

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Rischi Rischi

Non esistono rischi particolari se non quelli derivanti da un primo attacco, indipendentemente dalla sua natura. Chi ha sofferto di vertigine in passato è più esposto di chi ne è sempre stato privo, ad ulteriori ricadute.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Il trattamento delle vertigini è chiaramente collegato alla loro natura. Mentre per la vertigine posizionale benigna hanno importanza delle manovre specifiche per normalizzare la funzionalità dei canali semicircolari, la crisi dovuta a malattia di Meniere prevede specifiche terapie farmacologiche indirizzate a contenere l'attacco per ridurre l’edema dei tessuti. Questa malattia può giovarsi se particolarmente grave anche dell'intervento chirurgico.

Le forme cervico geniche si giovano di miorilassanti ed ansiolitici. Per le vertigini su base vascolare le altre forme più rare le terapie sono strettamente specifiche alla natura della crisi.

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