Vigoressia

Dr.ssa Stefania Paparella

A cura del Dr.ssa Stefania Paparella

Psicologo

Cos'è Cos'è

La Vigoressia o Bigoressia o Anoressia riversa è una forma di dismorfofobia, ovvero un disturbo dell'Immagine Corporea, caratterizzato dalla continua e ossessiva preoccupazione per la propria massa muscolare, l'allenamento, la massa magra, una dieta ipocalorica e iperproteica nonché la tenuta atletica del corpo, anche a discapito della propria salute.

Cause Cause

Le cause della vigoressia sono da identificarsi in una combinazione di fattori di natura diversa, tra cui: fattori psicologici, fattori sociali e fattori biologici.
Grande importanza rivestono proprio i fattori sociali, uniti a un discorso di bassa autostima: i mass-media diffondono un'immagine pubblica degli uomini e delle donne che, fisiologicamente parlando, è piuttosto artificiosa e poco incline a considerare le diverse forme e corporature che caratterizzano il panorama umano da un punto di vista estetico. Le persone con un livello di autostima insufficiente, possono così essere indotte a copiare questi modelli a costo della propria salute. E' un po' lo stesso meccanismo dell'anoressia, ed è per questo che viene definita "anoressia riversa", ma la diagnosi è di più recente acquisizione. Proprio perché, al di là di fattori biologici, psicologici e familiari che possono trovarsi in entrambi i disturbi, questa forma patologica è stata fortemente influenzata da una società sempre più competitiva e performante anche da un punto di vista fisico. Questo comportamento evolve spesso in un disturbo ossessivo-compulsivo appartenente alla categoria delle dismorfofobie. E si accompagna spesso a depressione.

Sintomi Sintomi

Essendo "malato di perfezionismo" il paziente non trova mai la forma che vorrebbe raggiungere. Non importano i risultati ottenuti, in ogni caso, per la persona appariranno non sufficienti rispetto a quanto voleva ottenere.

I soggetti affetti da Vigoressia hanno i seguenti sintomi:

1. Osservarsi costantemente e ossessivamente allo specchio (sintomo comune anche all'anoressia mentale e alla dismorfofobia);

2. Paragonare il proprio fisico con quello degli altri, facendo paragoni in termini di tonicità muscolare, ma vendo sempre il presentimento di avere una muscolatura debole o sotto la media nonostante tutti i propri sforzi;

3. Provare stress o ansia se non mettono in atto i loro comportamenti rituali, ovvero seguire gli allenamenti in palestra o seguire uno dei loro numerosi pasti proteici;

4. Assumere anabilizzanti potenzialmente pericolosi, farmaci che possono rivelarsi tossici per l'organismo (con conseguente rischio di mettere a dura prova la loro salute fisica);

5. Dedicare la maggior parte del tempo a soddisfare questa loro ossessione, non dando importanza al resto della propria vita: trascurano il lavoro, gli studi, la famiglia e le relazioni sociali, pensando solo ad allenarsi e rischiano di isolarsi sempre di più.

Diagnosi Diagnosi

Per venire diagnosticato con tale sindrome, il soggetto deve mostrare i sintomi delineati dal Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM) per il disordine dell'Anoressia Riversa o Vigoressia, e non semplicemente apparire come eccessivamente interessato al culturismo o predisposto a comportamenti che altri definirebbero esagerati.

Secondo il DSM-V la Vigoressia è “la preoccupazione cronica di non essere sufficientemente muscolati” che comporta:

- una marcata dipendenza dall’esercizio fisico (protratto per molte ore al giorno), unita ad un’attenzione eccessiva alla loro dieta che porta ad evitare di consumare certi cibi, ad incrementarne quindi il desiderio e poi a cedervi con abbuffate seguite da senso di colpa;

- compromissione in aree importanti del loro funzionamento (sociale, occupazionale, relazionale);

necessità di sviluppare sempre più massa muscolare che conduce la maggior parte di loro a fare uso di sostanze illegali, in particolare steroidi anabolizzanti. Queste sostanze possono provocare conseguenze negative sia di natura fisica che psichica come aumento dell’aggressività, acne, impotenza.

Più che una distorsione relativa all’immagine dei loro corpi, nei soggetti con dismorfia muscolare, vi è una distorta immagine di se stessi come uomini. L’insoddisfazione nei confronti di se stessi, viene trasferita sul corpo, che diventa il "capro espiatorio"  delle loro paure e vuoti interiori. Vi è infatti una marcata correlazione, per i soggetti affetti da dismorfia muscolare, tra taglia muscolare e autostima. Sembra che quest’ultima dipenda in modo esclusivo da quanto grossi e muscolati i soggetti sentono di essere. Questo fenomeno spiega l’esigenza di richiedere costantemente rassicurazioni agli altri in merito allo sviluppo della loro muscolatura.

La Vigoressia è particolarmente diffusa nei maschi e, solitamente, appare sul finire dell'adolescenza o all'inizio dell'età adulta, sebbene negli ultimi anni abbiano iniziato a soffrirne anche molte persone con età superiore ai 40 e ai 50 anni. Colpisce in particolar modo gli atleti o comunque persone considerate dagli altri come dotate di un buon fisico e sono in aumento anche le diagnosi fra le donne.

Spesso il disturbo è accompagnato da depressione.

Rischi Rischi

Il soggetto affetto da Vigoressia può:

1. mettere a rischio la propria salute fisica: l'abuso di steroidi anabolizzanti, comune tra i vigoressici, può avere effetti devastanti sul sistema cardiocircolatorio, portare all'atrofizzazione dei testicoli e a forme di psicosi, mentre le diete iperproteiche possono danneggiare i reni.

2. avere una cattiva qualità di vita, spesso tutta dedicata alla sua ossessione, incorrere in disturbi psicologici secondari come la depressione: l'ossessiva cura del corpo può sfociare nell'isolamento sociale, che a sua volta può innescare la depressione e l'incremento di pensieri suicidari

3. mettere a dura prova anche le proprie finanze in quanto anche l'investimento economico in palestre, centri estetici e fitness solitamente è sproporzionato.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Trattare la vigoressia non è semplice perché la maggior parte dei pazienti non crede di avere un problema di salute: le difficoltà più grandi nella cura di questa insidiosa patologia risiedono, infatti, nel convincere il paziente che soffre di una malattia e che necessita di aiuto.

Fatto questo primo passo fondamentale, il trattamento consiste nella psicoterapia cognitivo-comportamentale, talvolta associata a una terapia farmacologica a base di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.

Può rivelarsi idoneo anche un approccio che vada a considerare la Psicologia del Profondo, e il vissuto di immagini e "fantasmi" depositati nell'inconscio del soggetto.

Ho avuto un certo riscontro terapeutico anche attraverso sessioni di Mindfulness o Meditazione mirate ad una maggior consapevolezza della loro presenza fisica e mentale nel qui ed ora (invece di "perdersi" nei pensieri ossessivi alla base dei rituali compulsivi).

L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.


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