Vaginoplastica

Dr. Patrizio Vicini
A cura del Dr. Patrizio Vicini
Urologo

Cos'è Cos'è

Con il termine Vaginoplastica, s’intende un intervento chirurgico utile nella ricostruzione post traumatica, oncologica o di qualsiasi altra causa che abbia causato perdita dell’integrità e/o dell’identità della vagina, oppure la ricostruzione chirurgica dell’intero apparato genitale femminile, per quei soggetti affetti da “disforia dell'identità di genere”, che intendono cambiare il proprio sesso ed avviare l’iter RCS ossia riattribuzione chirurgica del sesso.

Esistono due tipologie di interventi di vaginoplastica:

  1. La Vaginoplastica che si riferisce ad un intervento di chirurgia plastica estetica che consente la modifica della forma dei genitali esterni femminili;
  2. La Vaginoplastica eseguita dai soggetti transgender, che consiste in un intervento di chirurgia ricostruttiva urogenitale, per consentire il passaggio e transizione del soggetto maschio al soggetto femmina.

Cause Cause

I motivi per cui viene richiesto un intervento di vaginoplastica possono essere sia di origine estetica che medica. In molte donne con l’avanzare dell’età e dopo la menopausa, a seguito di uno o più gravidanze e parti naturali, può manifestarsi un prolasso della vescica oppure la vagina può perdere tono ed elasticità.

Anche le grandi labbra possono modificarsi perdere tono ed assumere un aspetto troppo lasso invasivo, conferendo alla donna non solo un disagio di carattere estetico, ma anche difficoltà nei rapporti sessuali. La perdita di tonicità, si traduce in una debolezza dei muscoli vaginali, che può rendere dunque difficile il raggiungimento dell’orgasmo, infezioni recidivanti e implica dunque la necessità di una correzione per via chirurgica.

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Diagnosi Diagnosi

L'intervento chirurgico di vaginoplastica è destinato dunque a tutte quelle donne che vogliono migliorare l’aspetto estetico della propria vagina e migliorare la funzionalità del proprio apparato genitale soprattutto duranti i rapporti sessuali. Tale intervento, infatti, è finalizzato a ridare tono e restringere i muscoli della vagina, consentendo loro di contrarsi in modo più efficace. Inoltre, riducendo il diametro della vagina si favorisce l’attrito durante il rapporto sessuale e quindi una maggiore possibilità di raggiungimento della sensazione orgasmica.

La vaginoplastica è un intervento dedicato anche al soggetto transgender, che dopo aver eseguito una diagnosi da uno psichiatra, psicologo o sessuologo specializzato, decide di procedere con l’intervento chirurgico di ricostruzione dell’apparato genitale femminile, per poter effettuare il percorso di transizione da soggetto maschio a soggetto femmina, iter RCS (riattribuzione chirurgica del sesso) F to M.

Rischi Rischi

I rischi legati ad un intervento di vaginoplastica possono riguardare:

  • Insoddisfazione del risultato estetico: non sempre le aspettative da parte del paziente vengono soddisfatte in quanto i risultati ottenibili con l’intervento dipendono dalla reale situazione anatomica iniziale.

  • Dolorabilità e parestesia: è possibile che l’intervento causi una modificata sensibilità per un certo periodo di tempo.

  • Inestetica cicatrizzazione: le donne con tendenza alla cicatrizzazione ipertrofica o cheloidea ossia eccessiva, potrebbero ritrovarsi a seguito dell’intervento una cicatrice non gradevole e quindi dover intervenire nuovamente.

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Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Per quanto riguarda la vaginoplastica esistono 3 tipologie di interventi che consentono:

  • Intervento di chirurgia plastica vaginale: questo intervento consiste nell’asportazione di una porzione di parete vaginale, seguita dal riposizionamento della vescica e del retto nella normale posizione, ed infine nella sutura della vagina. Durante la plastica vaginale anteriore si esegue anche la correzione dell’incontinenza urinaria da sforzo mediante la tecnica della Uretropessi e/o posizionamento di benderelle o sling sub uretrali per la sospensione dell’uretra femminile, nel caso in cui la donna soffra di incontinenza urinaria da sforzo, associata al totale prolasso vaginale, che può generarsi a seguito di uno o più parti naturali.

  • Ringiovanimento vaginale: questo intervento consiste nell’intervenire sulle parti intime per ridisegnare la vulva, diminuire il diametro della vagina o migliorare il tono del perineo. La finalità di questo tipo di intervento non è soltanto estetica ma anche funzionale, in quanto è finalizzato a migliorare il piacere sessuale e sensazione orgasmica di una donna. Questi interventi sono interventi chirurgici mini-invasivi e possono riguardare la liposuzione e rimodellamento del pube, la riduzione e correzione delle asimmetrie delle piccole labbra, la ricostruzione dell’imene, l’esposizione del clitoride, il restringimento di una vagina troppo dilatata.

  • La vaginoplastica, in ambito DIG (Disforia di identità di Genere) negli individui Transgender è un intervento molto complesso che consente la ricostruzione dell’apparato genitale femminile e quindi il passaggio dal soggetto maschio al soggetto femmina. È un intervento abbastanza invasivo svolto in anestesia totale che consiste nell’asportazione degli organi genitali maschili e la ricostruzione dell’apparato genitale femminile, si asportano testicoli e corpi cavernosi penieni e si utilizza la pelle del pene e dello scroto per la creazione della neo-vagina e delle grandi labbra.

La creazione di tale struttura avviene nello spazio delimitato tra i testicoli e l’ano, che viene chiamato perineo, che col tempo assumerà la forma e le dimensioni di una vagina femminile con un diametro variabile ed una profondità di circa 7-8 centimetri. Il diametro sarà generato dall’utilizzo di un dilatatore vaginale che il paziente dovrà utilizzare per circa 30-60 giorni al fine di evitare un restringimento e chiusura della neo-vagina. Le cicatrici derivanti da tale intervento ricadono a livello della regione inguinale e con il tempo verranno confuse con le rughe cutanee.

Nei casi recidivi con stenosi vaginale può essere utilizzato un tratto di intestino per creare la neovagina ossia Colon-vaginoplastica.

Procedura di Cambio sesso

La vaginoplastica è l’intervento di riconversione M-to-F. Prima di arrivare all’intervento di vaginoplastica, il paziente si deve sottoporre ad una diagnosi psicologica, alla quale segue un percorso con l’endocrinologo per impostare la terapia ormonale sostitutiva (estrogeni ed antiandrogeni). Successivamente, l'individuo transessuale M-to-F può sottoporsi a trattamenti medici e chirurgici di tipo estetico (mastoplastica additiva, rimozione barba, rimodellamento di viso e naso viso, etc.) che essendo “chirurgia estetica” sono privati ossia a carico della persona transessuale e non del Sistema Sanitario Nazionale.

Dopo il trattamento ormonale, in base alla legge 164/82 l'individuo transessuale può richiedere al Tribunale l'autorizzazione per gli interventi chirurgici di riconversione sessuale ossia orchiectomia, penectomia, e vaginoplastica. Dopo l’intervento di cambio di sesso, l'individuo transessuale deve rivolgersi al Tribunale per chiedere il cambiamento di stato anagrafico. Ottenuta la sentenza positiva, tutti i documenti d’identità saranno modificati per sesso e per nome acquisendo anche il diritto a sposarsi e ad adottare figli.

Intervento chirurgico

L’intervento di cambio di sesso con Vaginoplastica si basa sul completo disassemblamento penieno (successivo ad orchiectomia bilaterale) e sull’utilizzo di tutti i componenti anatomici disassemblati (eccetto i corpi cavernosi ed i testicoli) per la vaginoplastica.

L’intervento di vaginoplastica rappresenta l’intervento di ri-conversione andro-ginoide e può essere effettuato con le seguenti metodiche chirurgiche:

  • Tecnica del Flap peno-scrotale: la neovagina viene ricostruita con cute del pene e dello scroto.
  • Tecnica dell’Inversione di cute del pene: la neovagina viene ricostruita con il tessuto del pene.
  • Tecnica del Prof. Sava Perovic: prevede l’utilizzo di un tratto di uretra per la creazione della neovagina.
  • Colon Vaginoplastica: si utilizza un tratto di intestino colon-sigma per il confezionamento della neovagina.

La vaginoplastica, indipendentemente dalla tecnica utilizzata, prevede che tutte le strutture anatomiche dell’apparato genitale femminile vengono ricostruite in un “unico” tempo. Il clitoride viene ottenuto dalla riduzione del glande ossia si lascia un triangolino di glande, risparmiando il fascio vascolo-nervoso penieno; così confezionata la neovagina avrà una un’eccellente sensibilità.

Dopo l’intervento di vaginoplastica il paziente dovrà restare in ospedale per almeno 4-6 giorni. Per raggiungere una perfetta guarigione durante il ricovero in ospedale, il paziente dovrà seguire alcune istruzioni: per almeno 1-2 giorni dopo l’operazione, il paziente dovrà riposare supino, con i fianchi rialzati e le gambe leggermente divaricate per diminuire i gonfiori. È necessario evitare rapporti sessuali per almeno 2 mesi, sono necessarie dilatazioni periodiche continue fino all'inizio dei rapporti sessuali.

Dr. Patrizio Vicini
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