Depressione

Dr. Stefano Oliva   A cura del Dr. Stefano Oliva

Cos'è Cos'è

Ciascuno di noi ha provato nella vita l'esperienza di sentirsi triste, di cattivo umore, giù di corda, demotivato e fragile, sia a seguito di eventi stressanti di varia natura, che, talora, in assenza di un apparente motivo. In altri momenti avremo provato sentimenti diametralmente opposti, con la percezione di una gradevole ilarità, di un senso di forza e di una ricca energia, sufficiente a farci vivere la quotidianità con leggerezza e armonia.

Il nostro organismo pertanto è regolato attorno ad un certo livello di energia vitale, che può aumentare o diminuire, senza mai tuttavia discostarsi eccessivamente dal nostro punto di equilibrio. Esiste cioè una sorta di software interno che si occupa di mantenere il nostro umore, la nostra carica energetica, ad un livello pressoché costante.

Come tutti i meccanismi di regolazione che hanno la funzione di rendere stabili i nostri equilibri, tuttavia, anche quello che presiede alla stabilità dell'umore può, per motivi complessi, non funzionare adeguatamente.

In alcune persone il livello di energia vitale può perciò diminuire drasticamente, anche in assenza di un evidente fattore scatenante, generando in tal modo una vera e propria patologia dell'umore, il Disturbo Depressivo (o Depressione). A seguito di ciò non solo scompare la gioia di vivere, la voglia di fare, l'autostima, il senso di auto-efficacia, l'ottimismo, ma l'individuo viene pervaso da un angoscioso senso di inutilità e di inadeguatezza, da un cupo e indefinito senso di colpa e di svogliatezza e da una visione pessimistica circa se stessi e il proprio futuro, che in alcuni casi può generare il desiderio di farsi da parte, di scomparire, di spegnere tutto bruscamente, anche con gesti estremi e drammatici.

Cause Cause

Il Disturbo Depressivo dell'Umore (o Depressione) è una patologia dalle cause complesse ed articolate, in parte note e in parte ancora da scoprire. Gli studi più recenti ci dicono che è una problematica che ha radici che affondano tanto nel terreno biologico-biochimico, costitutivo del nostro hardware, quanto nel terreno socio-relazionale, che in quello psicologico (il nostro sistema operativo). Una cosa è certa: la Depressione non si può curare con la semplice forza di volontà, dandosi una spinta, uscendo forzatamente di casa o dal letto, perché la Depressione è la malattia della forza di volontà, della carica energetica, dello spirito vitale, del desiderio e della creatività.

Il nostro benessere psico-fisico infatti non è mai scontato, ma è sempre frutto di misteriosi e sottili equilibri interni; il venir meno dei quali può generare conseguenze anche catastrofiche.

Il nostro organismo è peraltro programmato per andare in depressione in alcune situazioni particolari della sua esistenza, come a seguito di bruschi distacchi affettivi (morte, abbandono, separazione). Il rallentamento depressivo delle funzioni psichiche avrebbe in questo caso un ruolo riparativo e costituirebbe un momento di transizione e di crisi, una sorta di imbozzolamento, per generare, una volta superata la cosiddetta fase del lutto, una nuova possibilità creativa e costruttiva, una nuova possibilità di vita.

Lo stato depressivo fisiologico è pertanto una condizione passeggera (qualche giorno, qualche settimana...), che si risolve da solo, con un automatico processo di auto-cura. Talora tuttavia questo programma interno, che dovrebbe attivarsi unicamente in condizioni ben controllate (es. dopo un lutto), può accendersi senza motivo e con intensità e durata inusitate, generando una vera e propria malattia.

Il perché questo si verifichi è, come detto più sopra, estremamente complesso e non del tutto noto. Vi sono sicuramente numerosi fattori concausali e di rischio, tra i quali:

  • Cause Genetiche: E' nota la presenza di una possibile predisposizione allo sviluppo di un Disturbo dell'Umore, che probabilmente è inscritta nel proprio DNA.
  • Cause Biochimiche: E' noto il ruolo di alcune sostanze, chiamate neurotrasmettitori (Serotonina, Noradrenalina, Dopamina...), nel generare fenomeni depressivi, laddove diminuiscano di quantità in alcune aree cerebrali. Non è del tutto chiaro perché ciò accada, ma è certo che se questo fenomeno si verifica si genererà una Depressione. I principali farmaci antidepressivi cercano, con modalità differenti, di ripristinare un equilibrio nelle quantità disponibili di questi neurotrasmettitori. Molto frequentemente (ma purtroppo non sempre...) dopo l'inizio di una terapia farmacologica adeguata, si assiste alla totale scomparsa dei sintomi depressivi, trascorse 2-6 settimane dall'inizio del trattamento.
  • Rischio Psicologico e Socio-Relazionale: Il funzionamento complessivo del nostro Sistema Operativo e dei nostri programmi specifici (software), così come della nostra capacità di conoscere e avere confidenza con le nostre emozioni può avere un significativo ruolo nel generare alcuni quadri depressivi. Non sempre infatti la nostre psiche è in grado di metabolizzare adeguatamente fattori stressanti che subiamo dall'esterno (stress relazionali, lavorativi, sociali, correlati alla salute fisica, ecc) o dall'interno (insicurezza, bassa autostima, disarmonie di funzionamento, ansia patologica, ecc.). A seguito di ciò il meccanismo che genera benessere può incepparsi e la conseguenza sarà la Depressione.
  • Rischio correlato ad altre problematiche: Alcune patologie fisiche o alcuni comportamenti (es. abuso di sostanze stupefacenti, di alcol o di gioco d'azzardo) possono provocare come conseguenza un quadro depressivo. In questi casi è necessario non solo occuparsi della cura della Depressione, ma anche di ciò che evidentemente sta contribuendo a generarla.

Sintomi Sintomi

Ciascuna persona può manifestare i sintomi della Depressione in maniera un po' differente, ma spesso sarà presente:

  • Scarso piacere nel fare le cose (Anedonia).
  • Scarsa voglia di fare (Abulia), riduzione dell spirito vitale (Apatia).
  • Disturbi dell'appetito, più frequentemente in senso negativo (Iporessia).
  • Disturbi del sonno (Insonnia), con difficoltà nell'addormentamento, risveglio precoce o frequenti risvegli notturni e sonno non riposante.
  • Sensi di colpa e perdita dell'autostima o perdita del senso di fiducia verso le proprie capacità di cavarsela o di fiducia e stima da parte degli altri.
  • Frequenti rimuginazioni negative; pensieri ossessivi pessimistici.
  • Ansia costante e talora anche molto acuta.
  • Pensieri di inutilità e di voglia di lasciare la vita.
  • Vari malesseri fisici vaghi, come senso di nodo alla gola, di oppressione toracica, di dolori diffusi o cefalea; stitichezza o diarrea frequente.

In alcune persone la Depressione si presenta in maniera cosiddetta Atipica e cioè prevalentemente con:

  • Irritabilità e ipersensibilità alle critiche.
  • Sintomi vegetativi inversi rispetto alla presentazione classica, cioè: Aumento dell'appetito (Iperfagia), Aumento del sonno (Ipersonnia) e fiacchezza (Astenia) molto marcata.
  • Attacchi di panico e manifestazioni fobiche (paure irrazionali).

Nell'Adolescente il fenomeno depressivo tende più spesso a generare quadri atipici, caratterizzati da tendenza all'abuso di sostanze o comportamenti compulsivi e impulsivi (es. gioco d'azzardo, bullismo, attività pericolose...); calo delle energie e dell'attenzione, con riduzione delle performance scolastiche. Irritabilità e nervosismo, con frequenti sbalzi d'umore. Perdita di progettualità e autostima. Riduzione, anche drastica, della propria vita relazionale o del piacere nella stessa.

Infine anche nell'Anziano la Depressione si può più facilmente manifestare in maniera atipica, spesso senza evidenza di un vero e proprio senso di tristezza (sempre presente invece nella manifestazione classica della patologia). Più frequenti invece sono le manifestazioni gravemente ipocondriache, le drammatizzazioni di sintomatologie fisiche semplici (es. stitichezza o difficoltà digestive...), le ideazioni di rovina o di povertà o le ideazioni persecutorie correlate a furti e maltrattamenti. Facilmente presenti anche difficoltà nella memoria e nella concentrazione, che talora possono dare l'impressione errata di un decadimento cognitivo (pseudo-demenza).

Diagnosi Diagnosi

Nella maggior parte dei casi per uno specialista esperto nella patologia giungere alla diagnosi di Depressione non è complicato ed è possibile arrivarci con il semplice colloquio clinico. E' tuttavia una sconsolante evidenza che la Depressione risulti normalmente molto sottovalutata e mal riconosciuta dai medici non specializzati in tale diagnosi e nella medicina generale e di base.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) infatti la Depressione, colpendo il 4,3% della popolazione, è la principale causa di invalidità a livello globale; tuttavia solamente una ridotta percentuale delle persone che ne soffrono riceve una corretta diagnosi e una percentuale ancora inferiore una corretta terapia, che potrebbe risolvere completamente il quadro patologico.

Sempre l'OMS (2015) afferma infatti che nel mondo fino al 90% delle persone affette da Depressione non riceve un trattamento adeguato e il 50% non lo riceve affatto. La Depressione è invece una patologia in drastico aumento, essendo aumentata la sua presenza del 18,4% in un solo decennio (2005-2015).

Per la diagnosi e la cura della Depressione perciò la cosa più utile è rivolgersi a medici psichiatri che si occupino in maniera specifica di tale disturbo. Questi saranno in grado di fare diagnosi con uno o più colloqui clinici con il paziente ed eventualmente con i suoi famigliari. Non esistono in questo ambito esami strumentali o test diagnostici che siano più validi ed efficaci rispetto alla sensibilità del medico esperto, anche se qualche esame di approfondimento potrà essere utile per escludere o confermare alcune concause mediche rilevanti (es. disfunzioni della tiroide, scarso contenuto di ferro nel sangue, altre patologie mediche che possono generare reazioni depressive)

Esistono tuttavia dei test di autosomministrazione, reperibili sul web, che possono aiutare la singola persona ad orientarsi circa i propri sintomi e a decidere se è necessario rivolgersi ad uno psichiatra. Se ne propongono due a titolo di esempio e di auto-aiuto, il Quick Inventary for Depressive Simptomatology, QIDS-SR16 e la versione più completa, l'IDS-SR 30.

Una volta risposto a tutte le domande bisognerà sommare i punteggi correlati e confrontare il risultato con i seguenti parametri:

QIDS-16:

  • 0 - 5: Non Depressione
  • 6 - 10: Lieve
  • 11 - 15: Moderata
  • 16 - 20: Severa
  • 21 - 27: Molto Grave

IDS-30:

  • 0 - 13: Non Depressione
  • 14 - 25: Lieve
  • 26 - 38: Moderata
  • 39 - 48: Severa
  • 49 - 84: Molto Grave

Rischi Rischi

La Depressione è una patologia che, nella maggior parte dei casi, oggigiorno può essere curata fino a completa guarigione attraverso:

  • Una corretta terapia farmacologica, che andrà monitorata nel tempo.
  • Una efficace alleanza medico-paziente, che instilli fiducia, affidabilità e fornisca informazioni efficaci sulla gestione dei sintomi e sulla patologia sia al paziente che ai suoi famigliari.
  • Un eventuale supporto psicoterapeutico.

Come già detto in precedenza, tuttavia, una Depressione mal curata può generare gravi rischi sia per la salute che per la vita stessa della persona che ne soffre e di conseguenza per il benessere dell'intero gruppo famigliare e sociale.

Secondo i dati OMS la Depressione non o mal curata aumenta del 40-60%, rispetto al resto della popolazione, il rischio di morte prematura e riduce l'aspettativa di vita di circa 20 anni.

Si elencano pertanto alcuni comuni errori clinici, che frequentemente si incontrano nella esperienza di cura di individui depressi:

  • Depressioni presenti in forma Lieve non curate, con il rischio di sottovalutare un fenomeno precoce, che può degenerare in Depressione Maggiore.
  • Cattive interpretazioni di dolori o fastidi fisici (es. di tipo gastroenterologico) o dolori vaghi e diffusi, come derivanti da cause fisiche indeterminate, senza ipotizzare la presenza di una Depressione come fattore causale degli stessi.
  • Cattiva interpretazione nell'anziano dei sintomi depressivi, che possono mimare un decadimento cognitivo o anche una Demenza. I primi però risultano perfettamente curabili e risolvibili se correttamente intercettati e trattati.
  • Alcuni abusi di alcolici saltuari o di altre sostanze o comportamenti (es. Gioco d'Azzardo) potrebbero essere sintomo di Depressione. Altre volte tuttavia la Depressione è conseguenza o è rinforzata dalla genesi di una Dipendenza da tali sostanze o comportamenti. E' necessario in questi casi occuparsi di entrambe le problematiche, curando tanto la Depressione, quanto la Dipendenza, che ha dei percorsi di trattamento specifici.
  • Sottovalutare i pensieri autolesivi.
  • Sottovalutare il malessere del paziente depresso, con raccomandazioni di tipo moraleggiante, come ad esempio: "dovresti muoverti di più; mangiare di più; essere meno pigro o piagnucoloso", che tendono unicamente a far sentire più inadeguata e frustrata la persona depressa.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La Depressione è una patologia che genera importanti sofferenze a chi ne è affetto, ma è nella maggior parte dei casi curabile in maniera efficace e completa, tanto più se si opera:

  • Una diagnosi precoce.
  • Una terapia farmacologica adeguata rispetto alla specifica Depressione e alla specifica persona.
  • Una buona relazione medico-paziente, che consenta ascolto, fiducia e dialogo nel tempo.
  • In alcuni casi specifici un trattamento psicoterapeutico.

Dal punto di vista farmacologico lo psichiatra ha a disposizione diversi principi attivi, che devono essere utilizzati con perizia e scrupolosità, sia nella scelta del composto, che nel suo dosaggio o associazione farmacologica, preferendo i farmaci più efficaci e tollerati in funzione del particolare quadro depressivo espresso da quella specifica persona.

Meglio evitare pertanto soluzioni standardizzate, magari corrette secondo le linee guida, ma che rischiano di non essere i provvedimenti più appropriati, se applicati senza un approfondito pensiero clinico soggettivizzato sul paziente.

In generale, come già detto in altri paragrafi, i farmaci antidepressivi svolgono un ruolo di riequilibrio di alcune importanti sostanze coinvolte nel processo patologico della Depressione (Serotonina, Noradrenalina, Dopamina). Essi possono essere divisi in due grandi gruppi:

  • Antidepressivi di I Generazione: Triciclici o Anti-Imao.
  • Antidepressivi di II Generazione: SSRI, SNRI, NARI. NASSA.

Attualmente i farmaci antidepressivi più prescritti sono quelli di II Generazione, che complessivamente combinano una significativa efficacia ad una buona tollerabilità e maneggevolezza (scarsa tossicità anche a dosaggi superiori alla dose terapeutica).

Essi agiscono selettivamente, diminuendo il riassorbimento della serotonina (alcuni anche di noradrenalina e dopamina) da parte dei sistemi atti alla loro metabolizzazione e aumentandone di conseguenza i quantitativi disponibili, con l'obiettivo di ricreare un equilibrio biochimico, che rigeneri lo stato di salute.

Gli effetti collaterali che si possono presentare sono rappresentati da nausea, cefalea, insonnia e disfunzioni sessuali (es, ritardo nell'eiaculazione o anorgasmia) e si risolvono frequentemente col passare del tempo o comunque con la sospensione dell'assunzione.

Una volta ottenuto l'effetto curativo il trattamento deve essere comunque prolungato per almeno 6-12 mesi, al fine di ridurre il rischio di ricadute. Il monitoraggio e la sospensione della terapia farmacologica fa parte del lavoro condiviso fra paziente e terapeuta.

In alcune condizioni depressive particolari o su alcune persone in particolare, risultano ancora utili e più efficaci i farmaci di I Generazione (soprattutto i triciclici), che, contrariamente a quanto sta avvenendo, dovrebbero essere salvaguardati dalle case farmaceutiche e dalla politica sanitaria, nonostante la loro oramai scarsa redditività.

Inoltre, in caso di Depressioni Resistenti, può essere utile associare diversi farmaci antidepressivi: sarà la competenza e la sensibilità dello psichiatra esperto a suggerire in queste situazioni le scelte e i monitoraggi necessari.

Anche le Psicoterapie, nelle loro varie forme (psicodinamica, cognitivo-comportamentale, interpersonale, ecc.) o i trattamenti centrati sul corpo (Mindfullness, EMDR, ecc) possono garantire un efficace apporto di fattori curativi, che ben si integrano e associano a quelli garantiti dal trattamento farmacologico.

Dr. Stefano Oliva
A cura del Dr. Stefano Oliva
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