Anoressia

Cos'è, cause, sintomi, diagnosi, rischi, cure e trattamenti

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Cos'è Cos'è

L'anoressia (AN) è un disturbo del comportamento alimentare inquadrato fino a qualche decennio fa come semplice evento di un'alterazione endocrina o come conseguenza di alcune patologie di tipo soprattutto psichiatrico, quali la nevrosi, la schizofrenia, i disturbi affettivi.

Le ricerche neurobiologiche degli ultimi anni, hanno però iniziato a svelare i meccanismi che presiedono al controllo della condotta alimentare, e hanno modificato profondamente il trattamento della AN che è attuabile solo con un approccio individuale multifattoriale.

L'AN è una malattia che può presentarsi in forme cliniche molto varie, con un decorso che può adare dal singolo episodio benigno (che si risolve in adolescenza senza complicazioni fisiche), sino all'estremo opposto con l'instaurarsi di una malattia cronica altamente debilitante, provata da gravi complicanze cliniche o con un elevata mortalità.

La prevalenza di questa malattia è sicuramente in crescita in tutti i paesi occidentalizzati, colpisce soprattutto le donne, con un età di insorgenza più frequente dai 12 ai 24-25 anni, con un primo picco di massima incidenza a 14 anni e un secondo a 18 anni. Non mancano comunque in letteratura segnalazioni di casi prima dei dieci anni che peraltro sono in aumento, e casi dopo i 30 anni fino alla menopausa. Anche la connotazione sociale è profondamente mutata negli anni, da malattia della classi sociali medio-alte oramai è una malattia trasversale che colpisce tutt i ceti senza differenze.

Cause Cause

Nonostante si stia cercando, con le ultime ricerche di evidenziare delle cause neurobiologiche (alterazioni di neuroormoni o neurorecettori o alterazioni di specifiche aree cerebrali) per il momento le cause rimangono ancora relegato nella sfera psichiatrica.

La paura vissuta come vera e propria fobia del proprio peso, la ricerca ossessiva di un corpo sempre più magro, la distorsione della propria immagine per cui il paziente si sente sempre troppo grasso nonostante un BMI inferiore a 16, sono solo elementi di un quadro sintomatico che può portare il malato a un vero e proprio quadro dissociativo simil-psicotico.

Sintomi Sintomi

I tratti  abbastanza comuni che precedono la malattia vera e propria, sono quelli di una personalità caratterizzata da passività, ubbidienza, perfezionismo, competitività, iperattivismo. La malattia vera e propria inizia quasi sempre in modo subdolo, magari con una prima dieta che incontra il consenso dei genitori in quanto afflitti da un leggero sovrappeso.

La nuova immagine che così si ottiene, crea una sensazione di maggiore accettazione sociale, che porta a un aumento dell'autostima. Mentre la paziente continua però con determinazione a perdere peso, nonostante la magrezza sempre più evidente, i genitori cominciano a vivere con preoccupazione e senso di frustazione questa nuova fase. La sintomatologia psichiatrica accompagna con intensità variabile il disturbo alimentare, meno frequentemente lo precede, spesso persiste dopo il recupero del peso, come componente fondamentale del quadro clinico. Il suo iquadramento è importante perchè può servire a determinare il sottotipo psicopatologico, a stabilire un elemento di prognosi, a determinare la scelta del farmaco o delle associazioni terapeutiche.

La perdita di peso e la malnutrizione che si instaurano, possono peraltro peggiorare l'intensità dei sintomi depressivi, ossessivi, e di ansia, e non sempre il recupero del peso porta a una remissione del quadro psicopatologico. La clinica ha permesso di distinguere due sottotipi di anoressia, l'AN restrittiva,dove la perdita di peso viene raggiunta e matenuta attraverso la restrizione dell'introito calorico e l'AN bulimica, dove la perdita di peso iene raggiunta e mantenuta compensando l'assunzione di cibo (talora in forma di abbuffate) con pratiche di svuotamento (vomito autoindotto o uso di lassativi).

Diagnosi Diagnosi

Per poter diagnosticare l' AN occorre che vi siano rispettati i seguenti criteri:

  1. rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo per l'età e per la statura; per esempio, calo ponderale oltre il 15% di quello previsto, oppure incapacità durante il periodo di crescita, a raggiungere il peso previsto rimanendo con un peso inferiore al 15% di quello stimato ottimale;
  2. paura di acquistare peso o di diventare grassi nonostante l'evidente sottopeso;
  3. disturbi nel modo di sentire il peso e le forme del proprio corpo, influenza indebita del peso e delle forme del corpo sulla valutazione di sè o diniego della gravità della perdita in atto;
  4. assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi, quando non vi siano altre cause potenzialmente responsabili (amenorrea primaria o secondaria).

Rischi Rischi

La disidratazione è un rischio reale per entrambi i sottotipi di AN, vuoi per l'uso prolungato di diurteci e di vomito autoindotto, vuoi per la scarsa quantità di liquidi introdotti. Frequente nelle forme croniche la formazione di calcoli renali di ossalato di calcio. La grave malnutrizione comporta una riduzione delle proteine totali con ipoalbuminemia, tendenza a formazione di edemi declivi e iperaldosteronismo secondario.

L'ipopotassemia che si instaura, può provocare aritmie che possono risultare fatali. A livello cardiaco frequente è la rilevazione di ipotensione e bradicardia. A livello digerente, sono da registrare i notevoli danni dentali, ernia jatale, reflusso esofageo, gastriti e ulcere peptiche, meteorismo e stipsi. L'amenorrea è spesso il primo segno clinico che si instaura, e il suo protrarsi nel tempo può inficiare la capacità procreativa della paziente. La rarefazione ossea è infine un altro non scontato rischio del perseverare di un grave stato di malnutrizione.

L'anemia megaloblastica e i deficit di coagulazione così come un'aumentata fragilità nei confronti di infezioni virali e batteriche sono altri elementi di un quadro clinico che può diventare estremamente complesso soprattutto nel momento in cui si decide di rialimentare forzatamentei il paziente. Le cause di morte sono dovute a complicanze legate direttamente o indirettamente alle  carenza nutrizionali in almeno metà dei casi. Il suicidio è comunque fra le maggior cause di morte nei pazienti anoressici.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La presa in carico di un paziente AN richiede la presenza di un team di professionisti in cui siano inclusi un medico nutrizionista, uno psicologo e uno psichiatra per l'eventuale trattamento farmacologico. Il paziente può essere seguito a livello ambulatoriale o si può ricorrere a ospedalizzazione presso centri specializzati nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare. Il ricorso alla nutrizione artificiale con sondino naso-gastrico è l'evento che si vorrebbe sempre evitare al proprio paziente ma che, nei casi più gravi, rimane l'unico trattamento salvavita.

Non bisogna mai dimenticarsi che il paziente AN non viene quasi mai per sua scelta, lui è convinto di non essere malato, nega sempre la propria malattia, pertanto è poco collaborante, a volte ostile, tende a mentire. Lo stesso controllo che esercita sul cibo tende a esercitarlo nei confronti di chiunque cerchi di scompigliare il suo mondo fatto di rinunce. La presa in carico di un paziente afflitto da anoressia richiede da parte del nutrizionista grande capacità di ascolto, di comunicazione empatica e di disponibilità totale dal punto di vista professionale. Il paziente deve sentirsi compreso, supportato nelle sue scelte alimentari, ma deve anche imparare lentamente a fidarsi dei consigli nutrizionali del suo consulente.

Dr.ssa Antonella Guanziroli
A cura della Dr.ssa Antonella Guanziroli
Dietologo
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