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Ulcera venosa

Prof. Vincenzo Sangrigoli

Prof. Vincenzo Sangrigoli

Chirurgo Vascolare Medico Chirurgo, specialista in Angiologia Medica ed in Chirurgia Vascolare Creato il: 28/02/2024
L’ulcera venosa è una ferita caratteristica della parte inferiore delle gambe, spesso dolorosa e a lenta cicatrizzazione. Questa condizione può verificarsi quando le valvole venose non funzionano correttamente, causando un ristagno di sangue e danneggiando la pelle nel tempo. 

Ha incidenza maggiore nella popolazione anziana di sesso femminile, nelle donne in gravidanza e nei soggetti interessati da patologie dei vasi sanguigni. 
 
Ulcera venosa

Cause Cause

La principale causa dell’ulcera venosa è linsufficienza venosa cronica, una patologia che altera il regolare flusso sanguigno. 

Nei pazienti affetti da ulcera venosa cronica, le vene delle gambe hanno difficoltà a far fluire il sangue in modo efficiente verso il cuore. Questo può essere causato da danni alle valvole venose, che normalmente impediscono al sangue di fluire all’indietro. Con l’insufficienza venosa cronica, il sangue può accumularsi nelle vene, causando sintomi come gonfiore, dolore, sensazione di pesantezza e, in casi più gravi, ulcere venose. 

L’insufficienza venosa cronica ha diversi fattori favorenti, quali: 
 
  • gravidanza;
  • età avanzata; 
  • obesità e diabete;
  • trombosi venosa acuta.

Sintomi Sintomi

L’ulcera venosa si manifesta come una macchia scura localizzata all’altezza delle caviglie. Questa prima fase è generalmente caratterizzata da:
 
  • prurito: alcuni pazienti possono sperimentare prurito intorno all’ulcera;
  • gonfiore: le gambe del paziente possono mostrare gonfiore nell’area intorno all’ulcera; 
  • cambiamenti cutanei: la pelle intorno all’ulcera può essere arrossata scurita o ispessita;
  • dolore o sensazione di pesantezza delle gambe. 
Con il passare del tempo, la macchia può spaccarsi e dare origine a una ferita aperta. Tra i sintomi più comuni di questa seconda fase, si segnalano:
 
  • suppurazione: si riferisce alla presenza di pus nell’ulcera venosa, spesso conseguente l’infezione di quest’ultima. Il pus, infatti, non è altro che una miscela di cellule morte, batteri e fluidi infiammatori; 
  • cattivo odore: conseguenza dell’apertura e successiva infezione della ferita; 
È opportuno precisare che l’ulcera venosa è essa stessa sintomo di una patologia. La sua comparsa può dunque essere anticipata da specifici segnali d’allarme: 
 
  • vene varicose: le vene varicose sono vene dilatate, visibili sulla superficie della pelle e spesso accompagnate da sintomi come il dolore, il gonfiore e la sensazione di pesantezza nelle gambe. Proprio come le ulcere venose, le vene varicose sono legate a problemi circolatori, ma le due condizioni hanno differenze distintive. Le vene varicose, infatti, sono vene dilatate e visibili sulla pelle, mentre le ulcere venose sono lesioni aperte (ferite) localizzate nella parte inferiore delle gambe; 
  • teleangectasie: le teleangectasie sono piccoli vasi sanguigni dilatati e ben visibili sulla superficie della pelle. Questi vasi, spesso di colore rosso o blu, si presentano come linee sottili e sono più comuni nelle gambe e sul viso. Le teleangectasie sono spesso associate a problemi circolatori, ma possono anche essere influenzate da fattori genetici, esposizione al sole e invecchiamento della pelle. 

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi di ulcera venosa è prevalentemente clinica, basata sull’analisi dei sintomi

Durante la visita specialistica, il medico raccoglie informazioni sulla storia clinica del paziente ed esamina le caratteristiche dell’ulcera in cerca di eventuali infezioni. Ulteriori esami di laboratorio consentiranno di risalire alla causa scatenante, tra i quali: 
 
  • EcoColor Doppler: questo test misura il flusso sanguigno nelle vene e nelle arterie delle gambe. Può aiutare a identificare eventuali ostruzioni o problemi circolatori che contribuiscono all’ulcera venosa; 
  • esami del sangue: possono essere eseguiti esami del sangue per valutare la funzione renale, il livello di zucchero nel sangue e i marcatori dell’infiammazione; 
  • biopsia: in alcuni casi, può essere eseguita una biopsia per analizzare il tessuto dell’ulcera e confermare la diagnosi.
Ulcera venosa

Rischi Rischi

I principali rischi dell’ulcera venosa possono includere la manifestazione di tessuto cicatriziale. Se l’ulcera non guarisce correttamente, infatti, può formarsi del tessuto cicatriziale. Questo tessuto può compromettere la flessibilità della pelle e dei tessuti sottostanti, portando a una limitazione della mobilità nella zona interessata;

La trombosi venosa cronica è la conseguenza più grave dell’insufficienza venosa cronica, la patologia di cui l’ulcera venosa è sintomo. L’accumulo di sangue nelle vene può aumentare il rischio di formazione dei coaguli (trombi), grumi di sangue in grado di spostarsi all’interno dei vasi e compromettere la salute generale dell’organismo.
 

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

L’ulcera venosa prevede un trattamento multimodale in tre fasi:
 
  • sbrigliamento e cura delle ferite: applicazione di creme o unguenti che possono aiutare nella gestione delle infezioni e promuovere la riparazione del tessuto;
  • trattamento compressivo: utilizzo di bendaggi compressivi o calze a compressione graduata per migliorare il flusso sanguigno nelle gambe e ridurre l’edema; 
  • trattamento della malattia di base: trattare le cause sottostanti dell’ulcera, come l’insufficienza venosa cronica, attraverso interventi mirati quali, ad esempio, la terapia endovenosa. 
Lo specialista potrebbe ritenere opportuno un intervento chirurgico per rimuovere eventuali vene varicose. La scleroterapia, che coinvolge l’iniezione di una sostanza per chiudere le vene danneggiate, è un esempio di procedura minimamente invasiva. Si procede generalmente come segue: 
 
  • viene iniettata una soluzione sclerosante direttamente nelle vene varicose o nei capillari dilatati;
  • lo sclerosante irrita le pareti interne delle vene, causando il loro restringimento e chiusura. Nelle settimane successive al trattamento, il corpo assorbe le vene trattate, riducendo così la loro visibilità;
  • dopo la scleroterapia, il paziente potrebbe dover indossare calze a compressione per aiutare a mantenere la pressione sulle vene trattate e ridurre il gonfiore. 
L’intervento è generalmente ben tollerato e può essere eseguito anche in ambulatorio. È opportuno precisare che la procedura potrebbe richiedere più sedute per ottenere risultati completi.
 

Bibliografia

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  • Schroeppel DeBacker SE, Bulman JC, Weinstein JL. Wound Care for Venous Ulceration. Semin Intervent Radiol. 2021 Jun;38(2):194-201. doi: 10.1055/s-0041-1727161. Epub 2021 Jun 3. PMID: 34108806; PMCID: PMC8175111.

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