Cheratosi

Dr. Riccardo Bono   A cura del Dr. Riccardo Bono

Cos'è Cos'è

Le Cheratosi sono alterazioni della cute che per la loro diversità vanno distinte in due sottogruppi:

  • Cheratosi seborroiche: sono neoformazioni benigne epidermiche di forma, dimensioni, colore e numerosità variabili, presenti su tutto l’ambito cutaneo ma soprattutto tronco e volto.
  • Cheratosi attiniche (solari): si intendono lesioni cutanee ipercheratosiche, cioè rilevate sul piano cutaneo con squame adese, considerate delle precancerosi. I fototipi bassi, cioè persone con carnagione chiara, le presentano con maggiore frequenza. Iniziano a comparire dopo i 50 anni con successivo incremento. Naturalmente si localizzano nelle zone di fotoesposizione obbligatoria (volto, padiglione auricolari, cuoio capelluto in persone calve, dorso mani, decolletè).

Cause Cause

Nel caso delle cheratosi seborroiche non vi sono cause precise per la loro comparsa anche se vi è una certa familiarità. Il sole sembra non svolgere un ruolo importante. Molto più presenti nella razza caucasica; compaiono frequentemente dopo i 40 anni con incremento numerico e dimensionale negli anni successivi.

Sintomi Sintomi

Le cheratosi seborroiche si presentano come neoformazioni rilevate sul piano cutaneo, di aspetto verrucoso e di colore variabile tra il marroncino chiaro, grigio e marrone scuro. Il loro colore dipende anche dal fototipo del paziente. Le dimensioni possono essere di piccola entità ma raggiungere anche diametri notevoli (4-5 cm). A volte si nota uno “sgretolamento” con distacco di frammenti della lesione. Possono sviluppare anche un fastidioso prurito.

Per quanto riguarda le cheratosi attiniche, clinicamente si manifestano con piccole chiazze rosate sormontate da squame di difficile rimozione e saltuariamente sanguinanti. A volte sono anche di colore bruno (cheratosi attinica pigmentata). In altri casi è prevalente la componente cheratosica con formazioni di placche cornee che possono assumere un aspetto a “corno cutaneo”. Il quadro si può localizzare anche alle labbra, soprattutto quelle inferiori, dove prevale la componente desquamativa (cheilite attinica).

Diagnosi Diagnosi

Nel caso delle cheratosi seborroiche la diagnosi clinica è piuttosto agevole ma con l’ausilio della dermoscopia diviene sicura, dove l’assenza di reticolo pigmentario (tipico dei nevi) e la presenza di sbocchi similcomedonici e perle cornee le rendono inconfondibili. La diagnosi differenziale si pone con le lentigo solari, con il melanoma (quando sono molto pigmentate, “melanoacantoma”) e con il carcinoma basocellulare.

Anche la diagnosi delle cheratosi attiniche non è molto difficile, soprattutto se implementata con la dermoscopia (lo studio dei microvasi sanguigni è di notevole aiuto). Il carcinoma basocellulare e le cheratosi seborroiche a volte possono confondersi con le cheratosi attiniche. La difficoltà vera è nel capire quando e se è avvenuto il passaggio tra cheratosi attinica e carcinoma spinocellulare, con una ricaduta terapeutica importante.

Rischi Rischi

La benignità delle cheratosi seborroiche non ha possibilità di trasformarsi in alcuna lesione maligna. Viceversa le cheratosi attiniche, se non trattate, possono sviluppare un tumore maligno cutaneo definito carcinoma spinocellulare che raramente produce metastasi.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Il trattamento delle cheratosi seborroiche non è mai necessario ma può essere richiesto dal paziente per motivi estetici e funzionali. Esclusa la chirurgia (tranne in casi dubbi o eccezionali), i trattamenti di elezione sono quelli fisici (crioterapia, diatermocoagulazione e laserterapia). Inoltre per lesioni estese o particolarmente rilevate si può utilizzare la tecnica chirurgica del curettage.

In presenza di casi dubbi di trasformazione maligna delle cheratosi attiniche, si dovrebbe intervenire sempre con la chirurgica seguita da esame istologico. Invece quando si è certi di trovarsi di fronte a cheratosi attiniche si possono utilizzare diverse tecniche: crioterapia, laserterapia co2, terapia fotodinamica e terapie mediche con prodotti topici (fluorouracile, imiquimod, ingenolo mebutato).

Rimane comunque fondamentale la fotoprotezione, con abiti e creme protettive, soprattutto per quelle categorie di lavoratori che sono esposti per lungo tempo a radiazioni ultraviolette.

Dr. Riccardo Bono
A cura del Dr. Riccardo Bono
Dermatologo
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