Nefropatia diabetica

Prof.ssa Graziella Bruno
A cura della Prof.ssa Graziella Bruno
Diabetologo

Cos'è Cos'è

Il diabete è la più importante causa di insufficienza renale terminale negli Stati Uniti, con un’incidenza pari al 44,5% del totale dei casi nel 2009; ciò è vero anche in Europa. In Italia, il 19,6% dei pazienti entrati in terapia sostitutiva renale nel 2009, sono risultati essere affetti da diabete. In tutto il mondo, la prevalenza dell’insufficienza renale terminale è in crescita, soprattutto per la quota attribuibile alla nefropatia diabetica; ciò è legato in primo luogo al drammatico incremento della prevalenza del diabete di tipo 2.

I soggetti con diabete mellito di tipo 2 sono caratterizzati da un eccesso, pari a circa 2 volte, di morbilità e mortalità cardiovascolare, rispetto alla popolazione generale. La nefropatia diabetica comporta una netta riduzione dell’aspettativa di vita, dovuta in gran parte ad un eccesso di rischio cardiovascolare, che è aumentato non solo nella fase di insufficienza renale terminale, ma anche nella fase di micro e macroalbuminuria.

È stato dimostrato come, sia nella popolazione generale sia in pazienti con eventi cardiovascolari maggiori, la riduzione anche modesta del glomerular filtration rate (GFR) si associ ad aumentata morbilità e mortalità cardiovascolare e rappresenti un fattore di rischio indipendente.

È stato anche osservato che nei diabetici l’albuminuria è un marker di danno microvascolare per la coronaropatia, mentre la macroangiopatia coronarica è solitamente correlata ai tradizionali fattori di rischio cardiovascolari come dislipidemia ed ipertensione; l’albuminuria, inoltre, sembra avere il maggiore effetto sul rischio cardiovascolare, indipendentemente dai tradizionali fattori di rischio e dalla presenza di un danno renale lieve-moderato.

La nefropatia diabetica rappresenta, quindi, nel diabete tipo 2 il più importante fattore di rischio cardiovascolare, superiore a quello di insufficienza renale terminale. Ogni anno 4 diabetici con microalbuminuria su 100 evolvono verso la macroalbuminuria e di questi, 3 su 100 verso l’insufficienza renale cronica. Mentre 6 diabetici macroalbuminurici su 1000 rischiano ogni anno di dover ricorrere alla dialisi, ben 70 su 1000 muoiono di malattie cardiovascolari, rispetto a 22 su 1000 tra i diabetici normoalbuminurici.

Cause Cause

Iperglicemia cronica, ipertensione, fumo sono i principali fattori di rischio della nefropatia diabetica, che spesso rimane silente per anni, per poi rapidamente evolvere verso l'insufficienza renale terminale.

Il danno vascolare che si crea a livello del glomerulo renale, determina una ridotta capacità di riassorbimento tubulare delle proteine. Il primo segnale di una nefropatia diabetica è quindi la microalbuminuria, che poi può evolvere verso la macroallbuminuria e la sindrome nefrosica.

 

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Sintomi Sintomi

La nefropatia diabetica è silente, questo significa che è necessario effettuare periodicamente uno screening della funzionalità renale, secondo le indicazioni del diabetologo di fiducia. L'alterazione della creatininemia ed i sintomi legati alla ridotta funzionalità renale, compaiono solo in una fase tardiva della malattia, quindi è indispensabile eseguire controlli periodici e mantenere nel range ottimale i valori dei fattori di rischio associati (glicemia, pressione arteriosa, lipidi). 

Inoltre, è opportuno un adeguato controllo dell'apporto di proteine e di sale con la dieta.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi viene effettuata sulla base della ricerca della perdita di proteine da parte del filtro renale (rapporto albuminuria/creatininuria su urine del mattino). Inoltre, è necessario controllare il valore di creatininemia e gli elettroliti (sodio, potassio, calcio). Infine, i valori di pressione arteriosa devono essere mantenuta a livello ottimale (<130/75)

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Rischi Rischi

Tutti gli individui con nefropatia diabetica devono essere considerati a elevato rischio di eventi cardiovascolari e dovrebbero essere trattati per ridurre tale rischio, attraverso un intervento mirato a correggere tutti i fattori di rischio (glicemia, pressione, lipidi, fumo).

Inoltre, deve essere presa in considerazione l'inserimento di terapia antiaggregante. Nella scelta del farmaco antipertensivo, la priorità deve essere data ai farmaci che hanno dimostrato di essere in grado di prevenire l'evoluzione verso l'insufficienza renale terminale (ACE-inibitori e sartani). 
 

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La ricerca epidemiologica degli ultimi 20 anni ha consentito di mettere in evidenza, in modo inconfutabile, come uno stretto controllo della glicemia riduca il rischio di insorgenza e/o la progressione della nefropatia diabetica. Questo effetto benefico perdura anche dopo la sospensione del periodo di stretto controllo e si accompagna anche ad una riduzione del rischio cardiovascolare.

Quindi, è fondamentale perseguire con un diabetologo esperto il raggiungimento di valori di HbA1c <7%. Il bagaglio di nuovi farmaci per la cura del diabete si è molto ampliato in questi ultimi anni, quindi è possibile personalizzare la cura in modo di adattare la terapia ad ogni singolo paziente, associando farmaci che agiscono su meccanismi diversi della malattia diabetica.

Prof.ssa Graziella Bruno
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