Ipertensione arteriosa

Dr. Piero Collicelli
A cura del Dr. Piero Collicelli
Cardiologo

Cos'è Cos'è

L'ipertensione arteriosa consiste in un aumento dei valori pressori arteriosi, cioè della pressione del sangue arterioso che dal cuore sinistro viene pompato nell'aorta e quindi si propaga per tutto il circolo. L'aumento può riguardare la pressione massima (sistolica) e/o la minima (diastolica). La pressione viene misurata in millimetri di mercurio (mmHg.), nome che deriva dalla colonnina di mercurio dei primi apparecchi misuratori (Sfigmomanometro di Riva-Rocci ideato nel1896).

Vi sono vari stadi di gravità che classificano le ipertensioni arteriose. Gli studi più recenti hanno evidenziato come valori pressori che una volta si consideravano normali possano nel tempo portare danni al circolo arterioso e soprattutto al microcircolo dei cosiddetti organi nobili (cuore, cervello, reni). Oggi i valori soglia oltre i quali è preferibile non arrivare sono 135 mmHg. per la massima e 85 mmHg. per la minima.

Cause Cause

Il 90% delle ipertensione arteriose sono dette essenziali o primarie in quanto non si può individuare una causa precisa, anche se spesso entrano in gioco cattive abitudini alimentari (eccesso di sodio, obesità, abuso di liquirizia), vita sedentaria e l'uso di alcuni farmaci (antinfiammatori sia cortisonici che FANS ovvero non cortisonici), antidolorifici, contraccettivi etc..

Nella rimanente percentuale, quindi in circa il 10% dei casi l'ipertensione può essere secondaria a malfunzionamento dei reni, a patologie cardiache o delle arterie, a disfunzioni endocrine (principalmente della tiroide e delle ghiandole surrenali).

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Sintomi Sintomi

Spesso, soprattutto se la pressione sale lentamente e non viene controllata da tempo, può essere asintomatica. Altrimenti i sintomi possono essere vari: cefalea, vertigini, profonda astenia (senso di spossatezza), insonnia, facile irritabilità, sensazione di calore e arrossamenti cutanei principalmente al volto.

Importante tenere conto del fatto che può comparire anche solo uno di questi sintomi o solo alcuni di essi e che spesso i disturbi da pressione troppo alta o troppo bassa possono essere gli stessi. Da qui l'importanza di controllare la pressione con una certa frequenza soprattutto in età avanzata e comunque sempre alla comparsa di qualche sintomo. 

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi è semplice. Basta misurare la pressione arteriosa con un apparecchio analogico o digitale che sia, dal proprio medico in farmacia o anche da soli. Importante non fidarsi della prima misurazione ma ripeterla 2-3 volte e non sottovalutare mai la comparsa dei sintomi sopra descritti.

Va sottolineata comunque l'importanza di sottoporsi a visita cardiologica con elettrocardiogramma almeno una volta l'anno, dopo i 40 anni, in assenza di patologie accertate, al fine di fare prevenzione. Il cardiologo, oltre a visitarvi e a controllare la pressione, valuterà anche la presenza di eventuali fattori di rischio cardiovascolare, programmando gli accertamenti del caso (esami di laboratorio, ecocardiogramma etc.) qualora ne individui la necessità.

In casi dubbi si può ricorrere al Monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa per 24 ore o Pressurometria, erroneamente detta Holter pressorio, il che da spesso luogo a errori in fase di prenotazione dell'esame. Infatti l'Holter è in realtà il monitoraggio dell'elettrocardiogramma.

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Rischi Rischi

I rischi conseguenti ad una pressione elevata possono riguardare il cuore (dilatazione ed ipertrofia dei ventricoli), danni cerebrali (ictus ischemico o in caso di picchi ipertensivi molto elevati emorragie cerebrali), danni renali, danni arteriosi (dilatazioni, formazione di aneurismi o danni delle pareti che possono favorire la formazione di placche).

Provate a pensare a un normale impianto idraulico di casa vostra: se la pressione del liquido aumenta vi possono essere danneggiamenti e rotture dei tubi e questo è esattamente quello che può accadere nel nostro corpo.

L'ipertensione arteriosa è certamente la più frequente causa di aumento del rischio cardiovascolare che da sola o associata ad altre concause (diabete, ipercolesterolemia, ipertigliceridemia, malfunzionamenti della tiroide, obesità, vita sedentaria, abuso di alcool o di fumo di sigarette) porta a quella che è in assoluto la prima causa di malattia e di mortalità: la malattia trombotica che genera infarto del miocardio ed ictus cerebrale.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Il primo provvedimento da prendere in caso di rialzo dei valori pressori è un radicale cambiamento dello stile di vita: dieta iposodica e ipocalorica, una regolare attività fisica (è sufficiente camminare per 40 minuti al giorno per almeno 4 volte a settimana), ridurre o meglio sospendere il fumo e ridurre i caffè.

Se questo non è sufficiente abbiamo a disposizione molti farmaci che agiscono con meccanismi diversi. Vasodilatatori (ace-inibitori, sartani e calcioantagonisti), beta-bloccanti che vanno a ridurre l'effetto eccitante e vasocostrittore delle catecolamine (adrenalina e noradrenalina), diuretici che facilitano la diuresi riducendo il volume dei liquidi corporei, clonidina che agisce a livello del sistema nervoso centrale.

Da evitare assolutamente il "fai da te" e l'uso di sostanze alternative di dubbia efficacia. Con l'ipertensione arteriosa non si scherza.

È consigliabile sempre sottoporsi a visita specialistica cardiologica per analizzare bene il problema e poter scegliere una terapia mirata e personalizzata.

Dr. Piero Collicelli
A cura del Dr. Piero Collicelli
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