Iperprolattinemie

Prof. Gianfranco Abbaticchio
A cura del Prof. Gianfranco Abbaticchio
Endocrinologo

Cos'è Cos'è

La Prolattina (PRL) è ormone secreto nella porzione anteriore dell'ipofisi. In condizioni normali favorisce fertilità e lattazione. Quando in eccesso (Iperprolattinemia) si associa invece ad infertilità in entrambi i sessi. Produzione e immissione in circolo sono controllate dal Sistema Nervoso Centrale (SNC), in particolare dall’area tubero-infundibolare, intimamente connessa con l’ipotalamo, particolarmente ricca di neuroni che producono dopamina, un trasmettitore che inibisce la produzione di PRL.

Molti sono gli stimoli che possono indurre iperprolattinemia e il SNC è preposto ad evitare che ciò avvenga.

Cause Cause

Una situazione di iperprolattinemia si determinerà ogni volta che ci sarà una riduzione del tono dopaminergico in situazioni o farmaci che antagonizzano il tono dopaminergico. La terapia sintomatica delle iperprolattinemie consiste nella somministrazione di farmaci dopaminergici a più o meno lunga durata di azione (bromocriptina, cabergolina).

Aumenti “normali” di PRL sono necessariamente transitori: così in periodo periovulatorio di un ciclo mestruale normale, in corso di gravidanza ed allattamento, in corso di stress psico-fisico, a seguito di farmaci anti-dopaminergici (come molti anti-depressivi, anti-istaminici, contraccettivi). Un tono dopaminergico costituzionalmente ridotto o contrastato in modo continuo porta a proliferazione abnorme delle cellule ipofisarie che producono PRL fino allo sviluppo di adenomi.

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Sintomi Sintomi

I sintomi di iperprolattinemia derivano dalle funzioni cui la PRL è preposta. Nella donna si verificano amenorrea con o senza galattorrea, anovulazione, infertilità, nell’uomo galattorrea con ginecomastia più o meno evidente, impotenza o franco ipogonadismo. Le situazioni più gravi sono associate allo sviluppo di un adenoma a PRL.

In questi casi è frequente una cefalea tipicamente frontale, ribelle ai trattamenti sintomatici (FANS). Nei casi più gravi l’adenoma si espande a comprimere il chiasma ottico (emianopsia bitemporale) e può spingersi anche oltre, nel seno cavernoso sui nervi ottici trocleare o abducente (strabismo). Talvolta, un adenoma può andare incontro ad emorragia e determinare un esordio drammatico dei sintomi.

Diagnosi Diagnosi

Un controllo dei livelli ematici di PRL si imporrà in presenza dei sintomi descritti, ma bisognerà tenere in conto ogni altra causa che potrebbe essere responsabile di amenorrea, secrezione mammaria (mastite), impotenza, infertilità, cefalea. Può anche capitare che si riscontrino livelli abnormi non di vera PRL ma di forme polimeriche, ad elevato peso molecolare (macro-prolattinemia), inattive, dell’ormone: i livelli si normalizzeranno dopo adsorbimento del siero in polyetilenglicole. Potrà anche capitare che i livelli siano talmente elevati che i sistemi di dosaggio correnti (immuno-assay) non riescano a rilevarli, fino al punto che, paradossalmente, risultino normali (high-dose-hook-effect).

La contemporanea determinazione dei livelli di TSH potrà escludere i rari casi di associazione con ipertiroidismo. In ogni caso, sarà necessario ricorrere ad indagini morfologiche del distretto ipotalamo-ipofisario (TAC, RMN) che definiranno limiti e natura del problema. In particolare, si potrà evidenziare un tumore extra-ipofisario che comprima il peduncolo dell'ipofisi. Si potrà scoprire che causa della iperprolattinemia sia una infiammazione dell'ipofisi (aumento di volume del peduncolo ipofisario), che comporta fatti gravi cui porre rimedio (iposurrenalismo, ipotiroidismo).

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Rischi Rischi

I livelli di PRL non sono sempre proporzionali alla gravità dei sintomi. Così, a livelli solo modestamente aumentati potrà corrispondere il quadro di un adenoma particolarmente a rischio, perché costituito da cellule poco differenziate, che non rispondono alla terapia farmacologica. Talora si constata resistenza anche a posologie farmacologiche elevate.

Talora il tumore continua a crescere, nonostante i livelli di PRL si riducano significativamente (necessità di controlli RMN in corso di terapia). La sospensione della terapia con dopaminergici potrà comportare ricrescita rapida, non più controllabile, di un adenoma a PRL. Dopo asportazione chirurgica di un adenoma la terapia dopaminergica può divenire meno efficace.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Si consiglia Bromocryptina 2,5 mg/die nei microadenomi, 7,5 mg /die in preparazione a chirurgia transfenoidale dei macroadenomi. La Cabergolina ha una maggiore durata di azione e se ne somministra perciò una/due volte a settimana; è efficace in alcuni casi di resistenza a bromocriptina ma sono stati riportati casi di resistenza anche a cabergolina in posologie di 7 mg/settimana.

Nei casi resistenti la rimozione chirurgica di un macroadenoma si impone. Seguiranno ripristino del farmaco dopaminergico nonché terapie sostitutive, a breve o lungo termine, delle funzioni ipofisarie eventualmente compromesse.

Prof. Gianfranco Abbaticchio
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