L’iperglicemia è una condizione in cui la concentrazione di glucosio nel sangue, chiamata glicemia, è superiore ai valori attesi. Può comparire temporaneamente oppure persistere nel tempo.
È una caratteristica del diabete, ma può manifestarsi anche in altre circostanze: per questo un singolo risultato elevato non equivale, da solo, a una diagnosi di diabete (American Diabetes Association Professional Practice Committee, 2026a; Dungan et al., 2009).
Il significato del risultato dipende anche dal momento in cui è stata misurata la glicemia. Un valore rilevato a digiuno, per esempio, non si interpreta allo stesso modo di uno ottenuto dopo un pasto o durante una malattia acuta (American Diabetes Association Professional Practice Committee, 2026a).
È una caratteristica del diabete, ma può manifestarsi anche in altre circostanze: per questo un singolo risultato elevato non equivale, da solo, a una diagnosi di diabete (American Diabetes Association Professional Practice Committee, 2026a; Dungan et al., 2009).
Il significato del risultato dipende anche dal momento in cui è stata misurata la glicemia. Un valore rilevato a digiuno, per esempio, non si interpreta allo stesso modo di uno ottenuto dopo un pasto o durante una malattia acuta (American Diabetes Association Professional Practice Committee, 2026a).
Cause
La glicemia dipende anche dall’azione dell’insulina, un ormone prodotto dal pancreas che aiuta le cellule a utilizzare il glucosio. Se l’organismo ne produce troppo poca, o se i tessuti rispondono meno alla sua azione, il glucosio tende ad aumentare nel sangue. Questi meccanismi contribuiscono in misura diversa alle varie forme di diabete (American Diabetes Association Professional Practice Committee, 2026a).L’aumento della glicemia, però, non è sempre legato al diabete: può comparire anche durante un’infezione o un’altra malattia acuta. In queste situazioni, la risposta dell’organismo allo stress modifica la regolazione della glicemia; il rialzo può riguardare sia persone con diabete sia persone senza una precedente diagnosi (Dungan et al., 2009).
Anche alcuni farmaci, in particolare i corticosteroidi, possono favorire l’aumento della glicemia (Dungan et al., 2009; Glucocorticoid-Induced Hyperglycemia, 2022). Nelle persone già in cura per il diabete, una malattia concomitante può inoltre rendere necessario rivalutare la terapia con il medico (Dungan et al., 2009).
È utile distinguere le cause e le circostanze che possono favorire l’iperglicemia dai fattori di rischio per il diabete di tipo 2. Tra questi ultimi, la familiarità, l’eccesso di peso e la scarsa attività fisica aumentano la probabilità di sviluppare la malattia, ma non spiegano necessariamente perché la glicemia sia elevata in una determinata persona (American Diabetes Association Professional Practice Committee, 2026b).
Sintomi
L’iperglicemia può non dare disturbi evidenti, soprattutto quando l’aumento della glicemia è graduale. Quando compaiono, le manifestazioni più caratteristiche sono sete intensa e necessità di urinare spesso, anche di notte. Possono associarsi stanchezza, vista offuscata e perdita di peso non intenzionale (American Diabetes Association Professional Practice Committee, 2026a).I sintomi variano da persona a persona e possono dipendere anche da altre condizioni. Non permettono quindi, da soli, di confermare l’iperglicemia o di individuarne la causa. La loro interpretazione richiede una valutazione specialistica.
In presenza di glicemia elevata, vomito persistente, difficoltà respiratorie o alterazioni dello stato di coscienza richiedono una valutazione medica urgente. Possono essere manifestazioni di una grave alterazione metabolica, la cui natura non può essere stabilita sulla base dei soli sintomi (Umpierrez et al., 2024).
Diagnosi
Il diabetologo o l’endocrinologo può valutare l’iperglicemia e individuarne la causa. Anche il medico di medicina generale può rilevare un valore alterato, avviare gli accertamenti e stabilire se sia necessaria una visita specialistica.La valutazione parte dalla misurazione della glicemia nel sangue. Per interpretarne il risultato, il medico considera quando è stato eseguito il prelievo, gli eventuali sintomi, le malattie in corso e i farmaci assunti. Se occorre capire se l’aumento sia temporaneo o persistente, può richiedere una nuova misurazione e altri esami, come l’emoglobina glicata (HbA1c), che fornisce informazioni sull’andamento medio della glicemia nei mesi precedenti. In situazioni selezionate può essere indicato anche il test da carico orale di glucosio (American Diabetes Association Professional Practice Committee, 2026a).
Questi accertamenti aiutano il medico a stabilire se la glicemia elevata sia legata al diabete o ad altre condizioni. Non tutti gli esami sono necessari per ogni persona e, quando si valuta una possibile diagnosi di diabete, un risultato alterato richiede generalmente una conferma, salvo che il quadro clinico sia inequivocabile (American Diabetes Association Professional Practice Committee, 2026a).
Rischi
I rischi dipendono soprattutto dalla durata dell’iperglicemia e dalla condizione che l’ha provocata. Un aumento temporaneo della glicemia durante una malattia acuta, per esempio, non ha le stesse possibili conseguenze di un’alterazione che persiste nel tempo.Nelle persone con diabete di tipo 2, lo studio prospettico UKPDS 35 ha rilevato un’associazione tra livelli glicemici più elevati nel tempo e un maggior rischio di complicanze a carico dei piccoli vasi sanguigni, che possono interessare retina, reni e nervi, e del sistema cardiovascolare (Stratton et al., 2000). Si tratta di un aumento del rischio, non di conseguenze inevitabili per ogni persona con iperglicemia.
In alcune circostanze possono verificarsi anche complicanze acute, come la chetoacidosi diabetica e lo stato iperosmolare iperglicemico. Sono condizioni potenzialmente gravi, che richiedono una valutazione e un trattamento ospedalieri (Umpierrez et al., 2024).
Cure e Trattamenti
Il trattamento viene definito in base alla causa dell’aumento glicemico. Se il rialzo è legato a una malattia acuta o a un farmaco, il medico valuta la condizione sottostante e l’evoluzione della glicemia. Non ogni episodio transitorio richiede una terapia specifica per abbassarla; allo stesso tempo, un trattamento in corso non deve essere modificato autonomamente (Dungan et al., 2009).Quando l’iperglicemia è legata al diabete, il percorso di cura può comprendere interventi sull’alimentazione, sull’attività fisica e, quando appropriato, sul peso corporeo. A seconda del tipo di diabete e delle caratteristiche della persona, si aggiungono insulina o altri farmaci. Nel diabete di tipo 1 l’insulina è necessaria; nel diabete di tipo 2 la scelta dei medicinali considera anche le patologie associate, il rischio di ipoglicemia e i possibili effetti indesiderati (American Diabetes Association Professional Practice Committee, 2026c).
Il medico definisce inoltre come monitorare la glicemia e con quale frequenza effettuare i controlli. In alcune persone può essere indicato un sensore per il monitoraggio continuo del glucosio; in altre sono appropriate modalità differenti. Obiettivi e trattamento vengono adattati nel tempo in base alla risposta ottenuta e alle esigenze cliniche (American Diabetes Association Professional Practice Committee, 2026c).
Bibliografia
- American Diabetes Association Professional Practice Committee. 2. Diagnosis and Classification of Diabetes: Standards of Care in Diabetes—2026. Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1):S27–S49.
- American Diabetes Association Professional Practice Committee. 3. Prevention or Delay of Diabetes and Associated Comorbidities: Standards of Care in Diabetes—2026. Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1).
- American Diabetes Association Professional Practice Committee. 9. Pharmacologic Approaches to Glycemic Treatment: Standards of Care in Diabetes—2026. Diabetes Care. 2026;49(Suppl 1).
- Dungan KM, Braithwaite SS, Preiser JC. Stress hyperglycaemia. The Lancet. 2009;373(9677):1798–1807. DOI: 10.1016/S0140-6736(09)60553-5.
- Stratton IM, Adler AI, Neil HAW, et al. Association of glycaemia with macrovascular and microvascular complications of type 2 diabetes (UKPDS 35): prospective observational study. BMJ. 2000;321(7258):405–412..
- Umpierrez GE, Davis GM, ElSayed NA, et al. Hyperglycemic Crises in Adults With Diabetes: A Consensus Report. Diabetes Care. 2024;47(8):1257–1275.
- Glucocorticoid-Induced Hyperglycemia Including Dexamethasone-Associated Hyperglycemia in COVID-19 Infection: A Systematic Review. Endocrine Practice. 2022;28(11):1166–1177.
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