Ipotiroidismo

Dr.ssa Rossana Cavaliere
A cura della Dr.ssa Rossana Cavaliere
Endocrinologo

Cos'è Cos'è

L'ipotiroidismo è un quadro clinico che si sviluppa per insufficiente azione degli ormoni tirodei che risultano essere deficitari.

Si definisce ipotiroidismo primitivo la forma in cui la tiroide non è in grado di produrre i suoi ormoni (T4 e T3), mentre l'ipotiroidismo è centrale, se il difetto secretivo riguarda l'ipofisi (mancata secrezione di TSH).

Si tratta di una condizione ad elevata prevalenza nell'età adulta e che predilige il sesso femminile. L'ipotiroidismo può colpire anche in età pediatrica o, più raramente, presentarsi in forme congenite.

L'ipotiroidismo si instaura, di solito, lentamente. Si osserva una fase iniziale, detta subclinica, durante la quale soltanto i valori del TSH sono aumentati ed una forma conclamata in cui si altera anche il valore della FT4. 

Cause Cause

L'ipotiroidismo primitivo riconosce le seguenti cause:

  • Tiroiditi: autoimmune, atrofica, post-partuum, subacuta, Riedel.
  • Forme secondarie a terapie: post-tiroidectomia, post-radiazioni, da farmaci quali amiodarone, litio, interferone.
  • Carenza iodio.

L'ipotiroidismo centrale, invece, è causato da malattie dell'ipotalamo o dell'ipofisi come infiammazioni ("ipofisite"), traumi, tumori benigni.

L'ipotiroidismo congenito è una condizione rara che colpisce 1:4.000 bambini in Italia. La causa è una anomalia nell'embiogenesi della tiroide (la ghiandola non si forma oppure o non si trova nella sede anatomica corretta), oppure un difetto della ormonogenesi (cioè nel meccanismo che è deputato alla sintesi degli ormoni tiroidei). In alcuni neonati si può verificare una forma di ipotiroidismo transitorio, ovvero di breve risoluzione. Si tratta di bambini nati da madri con tireopatie autoimmuni, oppure può essere la conseguenza di un eccesso di iodio trasferito al neonato al parto (es per uso di disinfettanti iodati) o per mezzo di contrasto iodato utilizzato sulla madre.

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Sintomi Sintomi

Nelle forme subcliniche l'ipotiroidismo non è sintomatico.

Quando il deficit di ormone tiroideo diventa conclamato, compaiono i sintomi che saranno tanto più consistenti quanto più rapida sarà stata l'insorgenza dell'ipotiroidismo.

Ecco i sintomi più frequenti:

  • stanchezza e facile affaticabilità;
  • sensazione di freddo;
  • sonnolenza fino al torpore;
  • difficoltà a concentrarsi, compromissione della memoria e umore tendenzialmente depresso;
  • aumento di peso corporeo e sensazione di gonfiore;
  • cute secca, perdita capelli, unghie fragili, diradamento dei peli pubici, ascellari e delle sopracciglia;
  • stitichezza;
  • crampi muscolari;
  • comparsa di gozzo;
  • alterazioni del ciclo mestruale (fino alla scomparsa dello stesso) e ridotta fertilità, maggiore abortività;
  • calo della libido e disfunzione erettile;
  • arresto della crescita psico-fisica;
  • variazione del timbro vocale (voce "impastata").

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi si basa su dati di laboratorio:

  • nelle forme di ipotiroidismo conclamato bassi valori degli ormoni tiroidei con TSH elevato. Se solo il TSH è alto si tratta di forma subclinica;
  • nelle forme di ipotiroidismo centrale TSH basso o inappropriatamente normale;
  • in caso di ipotiroidismo autoimmune sono presenti autoanticorpi quali AbTg e/o AbTPO;
  • aumento del colesterolo.

Dati clinici

Oltre ai sintomi di cui abbiamo parlato, il medico cercherà i segni della malattia: bassa frequenza cardiaca, talora aumento della pressione arteriosa, riflessi neurologici rallentati, cute pallido/giallastra, tiroide ingrandita e di consistenza aumentata, lingua ingrossata, occhi gonfi e piccoli, facies amimica.

Ecografia tiroidea

Nella tiroidite autoimmune l'ecografia mostra un pattern tipico (tessuto disomogeneo con aspetto a nido d'ape), nei pazienti tiroidectomizzati logge tiroidee vuote, mentre evidenzia alterazioni di forma e/o di sede della tiroide nelle forme congenite.

Scintigrafia tiroidea

Non trova indicazione nella diagnosi salvo che nelle forme di ipotiroidismo congenito.

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Rischi Rischi

L'ipotiroidismo subclinico non è una condizione clinica rischiosa e infatti non è meritevole di terapia, salvo casi particolari quali la gravidanza e l'età della crescita. Le forme di ipotiroidismo franco, invece, devono essere sempre corrette.

Un ipotiroidismo protratto e non curato può causare una ridotta funzione cardiaca, aumento della pressione diastolica, bradiaritmie, versamento pericardico, compromissione delle funzioni cognitive fino al coma. Nel bambino la mancata correzione dell'ipotiroidismo compromette la crescita psico-fisica. In gravidanza è assolutamente necessario mantenere normale la funzione tiroidea per assicurare la salute della mamma e del bambino. 

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La terapia dell'ipotiroidismo si basa sul l'impiego di levotiroxina, ovvero dell'ormone tiroideo. Solo in casi particolari si usa la triiodotironina (esempio: nella fase di preparazione alla terapia radiometabolica nel carcinoma tiroideo). La durata della terapia è praticamente a tempo indeterminato. La dose del farmaco viene stabilita in base a vari fattori tra cui il peso, l'età, l'etiologia dell'ipotiroidismo. Gli aggiustamenti della terapia si eseguono con controlli del TSH dopo 6-8 settimane dall'inizio o dalla variazione della dose.

Dopo il raggiungimento del target terapeutico saranno sufficienti controlli annuali. Si raccomanda sempre adeguata aderenza alla terapia ed il rispetto di 20-30 minuti di digiuno dopo l'assunzione del farmaco. Oggi esistono in commercio nuove formule di levotiroxina - liquida, capsula in soft gel che consentono un miglior assorbimento del farmaco in caso esistano problemi gastrici, intolleranza al lattosio o, semplicemente, per una maggiore aderenza alla terapia (questi preparati possono essere assunti 5-10 minuti prima di colazione).

Da ricordare che alcuni cibi e alcuni farmaci, se assunti al mattino, interferiscono con l'assorbimento della levotiroxina. Questi i principali da evitare: 

  • gastroprotettori (es. omeprazolo, lansoprazolo);
  • carbonato di calcio;
  • ferro;
  • fibre; 
  • crusca;
  • soia.
Dr.ssa Rossana Cavaliere
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