Ernia inguinale

Ultimo aggiornamento: 24/06/2026

L’ernia inguinale è la più comune delle ernie della parete addominale; predilige per lo più il sesso maschile ed il lato destro. Di contro nel sesso femminile l’ernia crurale è quella più frequente. Rappresenta circa il 75% di tutte le ernie della parete addominale e interessa circa il 10% della popolazione generale.

Consiste nella protrusione di un tratto di intestino, di solito l’intestino tenue o il grasso omentale (il grasso che avvolge il colon o grosso intestino) attraverso un’apertura della parete addominale. Più in generale, si tratta della fuoriuscita di tessuti o organi intraddominali attraverso una zona di debolezza del tessuto fibro-muscolo-fasciale, localizzata nel caso specifico a livello del canale inguinale.

Questa regione rappresenta anatomicamente una regione di debolezza del corpo umano, ci sono altre di queste zone rappresentate dalla regione crurale da quella ombelicale per citarne qualcuna. Tale debolezza è localizzata a livello del canale inguinale, che è un tunnel anatomico con un orifizio interno ed uno esterno, e che consente il passaggio del funicolo spermatico nell’uomo e del legamento rotondo nella donna. La sua formazione è anche legata all’adattamento alla stazione eretta, che comporta uno stiramento dei muscoli della parete addominale.

Il foro (anello inguinale interno) attraverso cui il viscere si fa strada è chiamato porta erniaria. Sono inoltre presenti:

  • il colletto (margini della porta erniaria);
  • il sacco erniario, costituito dal peritoneo che avvolge il viscere;
  • il soggetto presenta un rigonfiamento a livello dell’inguine e in alcuni casi più avanzati un rigonfiamento a livello dello scroto, che può essere indolore o causare fastidio se si ingrossa. Questa sintomatologia si acuisce nei casi in cui aumenta la pressione addominale, come tossire, starnutire, sollevare un oggetto pesante.

Approfondimenti

Approfondimento del Dr. Alberico Balbiano Di Colcavagno

Anatomia della zona inguinale

L’anatomia della regione inguinale si presenta particolarmente complessa; infatti, come evidenziato anche nelle rappresentazioni degli atlanti anatomici, numerose sono le strutture che la costituiscono. In particolare, si distinguono due principali forami anatomici: quello inguinale e quello crurale.

Senza addentrarsi in una trattazione eccessivamente specialistica, è tuttavia opportuno sottolineare come il legamento inguinale rappresenti un importante elemento di separazione: al di sopra di esso si colloca il canale inguinale, attraversato dal funicolo spermatico, mentre al di sotto si trova il canale crurale, nel quale decorrono il nervo, l’arteria e la vena femorali.

Entrambi questi canali possono rappresentare una sede di possibile formazione erniaria e, in base alla localizzazione anatomica, si distingueranno ernie inguinali o crurali. Dal punto di vista epidemiologico, le ernie crurali risultano più frequenti nel sesso femminile; tuttavia, la forma più comune in assoluto, in entrambi i sessi, rimane l’ernia inguinale.

Cause Cause

L’ernia inguinale può essere presente sin dalla nascita allorché il dotto chiamato peritoneo-vaginale resta pervio, in questo caso parliamo di ernia congenita.

Nel caso lo sviluppo avviene più tardi a causa di una serie di elementi che favoriscono l’indebolimento della parete addominale allora parliamo di ernia acquisita. Tra i fattori favorenti troviamo:

  • sedentarietà e/o scarsa attività fisica;
  • sovrappeso;
  • tosse cronica;
  • stipsi;
  • gravidanza;
  • sforzo fisico eccessivo protratto nel tempo.

Ci sono fattori di rischio e condizioni che possono predisporre lo sviluppo dell’ernia inguinale. Uno di questi è rappresentato senz’altro dal sesso maschile.

Gli uomini, per via di una conformazione anatomica più larga del canale inguinale, attraverso il quale passano strutture vascolari e funzionali per il testicolo, sono maggiormente predisposti al manifestarsi dell’ernia inguinale rispetto alle donne.

Nel sesso maschile, inoltre, è altresì più frequente che si verifichino le cosiddette ernie congenite. Ciò avviene perché il funicolo spermatico ed i due testicoli, partendo da una posizione intra - addominale, scendono attraverso il canale inguinale, nello scroto, lasciando, talvolta, una porzione di tessuto particolarmente debole della parete addominale. Anche i neonati prematuri, di frequente, possono essere soggetti ad ernie congenite. Essi vanno incontro a difetti di formazione della parete del canale inguinale.

Non è possibile in nessuna maniera prevenire la comparsa di un’ernia inguinale che può verificarsi in tutti i soggetti, a qualunque età ed a prescindere dalla loro attività. L’ernia si verifica per una lassità delle strutture muscolo-aponeurotiche del canale inguinale (punto di minor resistenza) che con il passare del tempo può solo peggiorare.

Sintomi Sintomi

In alcuni casi l’ernia si presenta solo come un rigonfiamento di dimensioni variabili che compare nella regione inguinale. I disturbi più comuni causati dall’ernia inguinale sono: 

  • dolore e bruciore nella regione inguinale: in alcune occasioni, dopo aver compiuto uno sforzo, può presentarsi un dolore improvviso, acuto, che può irradiarsi al testicolo omolaterale, o in sede sopra e retropubica;
  • dolore ai testicoli allo scroto alla radice della coscia;
  • tumefazione: tale rigonfiamento può ridursi spontaneamente oppure no. Spesso, si presenta anche in associazione con una sensazione di peso e/o fastidio che, talvolta, rende impossibile o fastidioso lo svolgimento delle normali attività quotidiane, nonché assumere una posizione eretta per un periodo prolungato;
  • un sintomo importante, che necessita di controllo medico urgente, è il dolore persistente in sede inguinale, che si intensifica con il passare delle ore, accompagnato da nausea e vomito e, saltuariamente, da diarrea o da chiusura dell'alvo a feci e gas con impossibilità di ridurre l'ernia in addome. Questi segni identificano che ci troviamo in presenza di una gravissima complicanza: lo strozzamento.

In altre occasioni, invece, l’ernia inguinale può presentarsi del tutto asintomatica. In determinate circostanze, specialmente per quel che riguarda gli sportivi, la patologia in questione può essere confusa con un’altra di tipo osteoarticolare, come potrebbe essere la cosiddetta “pubalgia” (si tratta di una condizione che si caratterizza per il dolore nella regione inguinale, a causa di un’infiammazione delle strutture muscolo tendinee della regione pubica, o viceversa). 

Diagnosi Diagnosi

Da un punto di vista chirurgico, le ernie inguinali sono classificate in:

  • ernie indirette, le più frequenti: il sacco erniario penetra “indirettamente” attraverso l’anello interno del canale inguinale, quindi lateralmente ai vasi epigastrici. Questo tipo di ernie può essere sia congenito che acquisito;
  • ernie dirette: si presentano, invece, quando si ha la penetrazione del sacco erniario “direttamente” attraverso il pavimento del canale inguinale. Generalmente, sono generate da sforzi fisici, come potrebbero essere il sollevamento di carichi pesanti, o anche una tosse cronica. Si tratta di sforzi fisici che indeboliscono le strutture muscolari.

La diagnosi dell’ernia inguinale viene fatta con una visita medica. La visita consiste nell’esaminare il paziente prima in piedi quindi in posizione supina (sdraiato). Verrà chiesto al paziente di tossire per aumentare la pressione della cavità addominale. La posizione supina (sdraiata) è importante per verificare se sia possibile far rientrare l’ernia nella sua sede naturale attraverso manovre effettuate con le mani (manovra di Taxis).

In caso sia presente un dubbio diagnostico, l’esame strumentale principale è rappresentato dall’ecografia. Si tratta di un esame altrettanto indicato anche nel caso di pazienti affetti da obesità, nei quali non è possibile individuare con certezza la porta erniaria.

Se l’ernia è riducibile il medico dovrebbe essere in grado di reinserirla in cavità addominale, se questo non avviene allora siamo difronte ad un’ernia irriducibile ed è richiesto l’intervento chirurgico d’urgenza.

Rischi Rischi

I rischi dell’ernia inguinale sono rappresentati dall’ernia strozzata e dall’ernia incarcerata. Si tratta di condizioni in cui il viscere rimane intrappolato tra la parete addominale, i muscoli ed i legamenti con conseguente ristagno di materiale fecale (che può diventare un serbatoio di possibili infezioni); inoltre, l’interruzione della vascolarizzazione di quel distretto porta alla necrosi del tessuto e può avere come conseguenza la perforazione del viscere.

Va specificato, inoltre, che, in ogni caso, anche le ernie piccole non vadano sottovalutate, in quanto non è detto che siano meno pericolose di quelle più grandi. Nelle ernie con dimensioni più modeste, infatti, è maggiormente difficile che strutture od organi addominali possano fuoriuscire, ma, contemporaneamente, una volta erniate, possono presentare difficoltà ad avere una remissione spontanea.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La terapia dell’ernia inguinale è quella chirurgica. L’intervento diventa urgente quando compaiono le complicazioni determinate dall’ernia:

  • ernia incarcerata si verifica quando parte dell’intestino tenue o di omento rappresenta l’ernia la quale rimane bloccata nel foro (porta erniaria) e non può essere riposizionata in addome;
  • ernia strozzata è una complicanza dell’ernia incarcerata si verifica quando un tratto di intestino viene strangolato nel foro (porta erniaria) in cui si è infilato tanto da impedire la circolazione sanguigna con la necrosi del tratto interessato fino ad arrivare alla perforazione.

In base alla visita chirurgica il medico si rende conto del tipo di ernia, la sua complessità e le condizioni generali del paziente. Questo gli consente di stabilire se l’intervento può essere eseguito per via tradizionale (laparatomia) o per via laparoscopica:

  • laparatomia consiste nel taglio dell’addome a livello della regione inguinale che consente al chirurgo di riposizionare il viscere fuoriuscito in cavità addominale e di applicare un rinforzo di materiale sintetico (polipropilene) nel punto di minor resistenza della parete addominale. Questo accesso è riservato alle ernie primitive monolaterali;
  • laparoscopia è identica all’intervento laparotomico. Per eseguirlo si praticano delle piccole incisioni che consentono di introdurre una telecamera collegata ad uno schermo e degli strumenti che vengono manovrati dall’esterno. Questa tecnica è meno invasiva rispetto a quella per via laparotomica e viene riservata alle ernie bilaterali e a quelle recidive.

In conclusione, possiamo affermare che la moderna terapia dell’ernia inguinale viene eseguita in anestesia locale con impianto di protesi ed in regime di day-hospital (ricovero di un giorno): al massimo una notte di ricovero in base alle caratteristiche del paziente operato ed al tipo di anestesia effettuata.​​​​​

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