Occlusione intestinale

Dr. David Alessio Merlini
A cura del Dr. David Alessio Merlini
Chirurgo Generale

Cos'è Cos'è

Per occlusione intestinale si intende il blocco (completo o parziale) del transito del contenuto intestinale nella direzione abituale.

L'intestino è un "tubo" che porta il cibo dalla bocca fino all'ano lungo il quale avvengono tutte quelle trasformazioni chimiche che permettono la digestione del materiale, l'estrazione degli elementi nutritivi (Proteine, Grassi, Zuccheri, Sali Minerali, Vitamine, Etc.) e l'eliminazione di alcune sostanze di scarto delle funzioni organiche umane.

Cause Cause

Le cause dell'occlusione intestinali possono sommariamente essere suddivise in meccaniche e non.

Per occlusione meccanica si intendono tutte quelle situazioni nelle quali il "Tubo" intestinale viene ostruito o per qualcosa al suo interno (sviluppo di neoplasie, oggetti, agglomerati di feci, etc) o dal suo esterno (la cosidetta compressio ab estrinseco come avviene in situazioni nelle quali patologie di altri organi si espandono comprimendo il "tubo intestinale", le strettoie causate da aderenze di vecchi interventi, ernie che coinvolgono l'intestino e lo bloccano, etc.). Vi sono poi situazioni particolari nelle quali lo spessore delle pareti dell'intestino (abitualmente di 1-2 mm) divengono maggiori e loro stesse causano ostruzione del lume intestinale (esempio nelle malattie infiammatorie intestinali).

Per occlusione non meccanica si intendono tutte quelle situazioni nelle quali non esiste un vero e proprio stop dell'intestino, ma è il movimento di avanzamento del cibo e delle feci ad essere bloccato (la peristalsi intestinale). Questo può avvenire in alcune situazioni di squilibrio idroelettrolitico, in risposta a malattie sistemiche oppure a malattie in organi adiacenti all'intestino (come nella pancreatite).

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Sintomi Sintomi

I sintomi dell'occlusione intestinale sono in stretta relazione alla zona dove avviene la ostruzione.

Se l'ostruzione avviene nei primi tratti (Ostruzione Alta) il sintomo principale sarà inizialmente la nausea, seguita da vomito di materiale alimentare poco o nulla digerito. Al contrario se l'ostruzione avviene in tratti più distali il paziente avvertirà gradualmente un gonfiore addominale che solo gradualmente diventerà nausea e vomito per il maggior tempo necessario al riempimento del "Tubo Intestinale".

Il dolore non può essere considerato caratteristica tipica dell'ostruzione intestinale poichè esso può comparire tardivamente (come nel caso delle ostruzioni meccaniche lente, come quelle tumorali) oppure molto precocemente (come nei casi di volvolo, ossia di strozzatura dell'intestino da torsione sul proprio asse).

A volte i sintomi sono molto subdoli come il cambiamento delle abitudini (comparsa di stitichezza che prima non c'era, riduzione dell'appetito, etc).

In generale si può affermare che ogni cambiamento delle abitudini possa essere considerato un campanello di allarme. Pazienti che per una vita intera hanno avuto stitichezza che gradualmente diventano regolari, l'inverso, etc.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi è essenzialmente basata sull'anamnesi del paziente e su radiografie dell'addome che evidenziano un accumulo di contenuto intestinale.

Dopo aver ottenuto una prima conferma del sospetto il paziente deve essere avviato ad una serie di indagini che evidenzino il motivo dell'ostruzione intestinale, la sede e lo stato generale per consentire di pianificare la cura.

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Rischi Rischi

Nell'occlusione intestinale i rischi sono essenzialmente derivati dalla situazione in se stessa, che può evolvere in perforazione dell'intestino o nella sua necrosi. Non per questo però va dimenticata la motivazione che sta alla base dell'occlusione, poichè è solo dall'accurata valutazione di quest'ultima che è possibile una corretta pianificazione dell'intervento.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Dopo aver accertato la presenza di occlusione e la motivazione (o le motivazioni) si passa alla pianificazione dell'intervento.

Se alla base dell'occlusione vi sono motivi non meccanici abitualmente si inizia con una riequilibrazione dei parametri del paziente eventualmente coadiuvati da quelle manovre che permettono di detendere il tubo intestinale: restrizione alimentare, eventuale aspirazione del contenuto gastrico ed endoscopia detensiva.

Nei casi di occlusione meccanica il trattamento sarà sempre basato dalle condizioni del paziente che, se lo consentono, permetteranno di procrastinare l'intervento chirurgico, riequilibrando il paziente. In caso contrario il paziente dovrà essere avviato ad un intervento chirurgico che avrà come obiettivo la ricanalizzazione ossia la ripresa del normale transito intestinale rimuovendo l'ostruzione, creando un by pass per superarla o adottando quelle metodiche provvisorie per consentire una risoluzione della patologia di base.

Gli interventi possibili sono molteplici e si basano essenzialmente sulla sede, la natura, l'età del soggetto, etc.

È possibile utilizzare stent (tutori che vengono infilati nel lume intestinale per allargarlo attraverso un endoscopio), interventi di resezione, interventi con creazione di aperture intestinali artificiali, etc.

In ogni caso è sempre e solo la corretta collaborazione tra specialisti che otterrà il miglior risultato: Anestesisti, Chirurghi, Gastroenterologi, Internisti, Radiologi. Tutti sono in grado di dare il corretto contributo affinchè vi sia un progetto terapeutico corretto.

Dr. David Alessio Merlini
A cura del Dr. David Alessio Merlini
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