Cisti pilonidale o sacro-coccigea

Prof. Luigi Basso   A cura del Prof. Luigi Basso

Cos'è Cos'è

La Cisti pilonidale è una condizione morbosa del tutto benigna, comprendente una cisti accompagnata da uno o più tramiti fistolosi. Pertanto, cisti e fistola sono due aspetti della stessa malattia che, sin dagli anni '80, è accertata essere acquisita.

La cisti pilonidale si riscontra normalmente nel solco compreso tra i due glutei e spesso si presenta con uno o più piccoli fori nel mezzo del solco intergluteo, in cui, talvolta, si intravedono peli. Non tutti sanno che la malattia pilonidale può anche colpire l'ombelico e, come malattia professionale, le dita delle mani di barbieri e tosapecore. Altre localizzazioni rare ma possibili sono il solco retroauricolare, l’ascella e l’ombelico.

Cause Cause

Il termine Latino "sinus pilonidalis" significa "accumulo di peli" e descrive bene il problema che consiste nell'accumulo di minuscoli elementi, per lo più peli incarniti e detriti di cellule desquamate, che normalmente dovrebbero trovarsi sulla superficie cutanea e non in profondità.

Questi elementi si "incarniscono", sviluppano e crescono inseriti in uno strato un poco più profondo. La malattia pilonidale insorge non prima della pubertà, spesso (ma non sempre) in pazienti con traumatismi multipli nella regione sacrococcigea, tanto che, fin dai primi anni '50 (guerra di Corea) i medici militari USA, riscontrando molti militari al fronte affetti da tale patologia, definirono la malattia pilonidale "jeep disease" o "malattia delle camionette".

Sintomi Sintomi

Il risultato della erronea inclusione sottocutanea di peli e detriti cellulari è il costante rischio di infezione ed ascessualizzazione. Tutto ciò avviene specialmente in soggetti molto irsuti (rapporto 3:1 tra M e F).

Si tratta, in ogni caso, di una malattia totalmente benigna, non tumorale, dermatologica, come ben dimostrato da John Bascom già negli anni '80. La cisti pilonidale o sacro-coccigea si può presentare con uno o più orifizi fistolosi ("fori") sia sulla linea mediana che più lateralmente, perfettamente asciutta o con secrezione cronica di materiale purulento ed ematico, dolore, febbre, ascessualizzazione.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Si può innanzitutto tenere a bada e non fare aggravare la cisti pilonidale o sacro-coccigea mantenendo la zona pulita, detersa e depilata (ceretta, rasoio, etc.), ma spesso questo non basta. Nella maggior parte dei casi bisogna quindi ricorrere alla chirurgia

A parte le situazioni ascessuali, in cui l'ascesso va drenato, la chirurgia tradizionale implica il sacrificio di ampie aree, con conseguente intenso dolore postoperatorio, lunga convalescenza (fino a tre mesi) ed innumerevoli medicazioni. Infatti, le ferite centrali guariscono in tempi molto lunghi e, se suturate, spesso si riaprono. A ben riflettere, la malattia pilonidale o sacro-coccigea è una vera e propria malattia "dermatologica", ed eseguire ampie asportazioni chirurgiche è (per usare un paragone coniato da John Bascom, la massima autorità mondiale sull'argomento), "come tagliare la testa ad un paziente solo perchè ha un foruncolo sul mento". 

Pertanto, nei centri specializzati, in accordo proprio agli studi di Bascom, è oramai possibile operare la cisti pilonidale o sacro-coccigea mediante l'asportazione mirata dei soli piccoli orifizi fistolosi cutanei centrali e laterali e della/e sottostante cisti (fistulectomia e cistectomia). Tale asportazione "mirata" può essere eseguita mediante bisturi secondo la tecnica originale di Bascom, oppure mediante “punch” da biopsia (diametro 3 - 4 - 5 - 6 od 8 mm), secondo una variante Israeliana, senz'altro comoda ma irrilevante da un punto di vista sostanziale. Eventuali più ampie incisioni (ad esempio, per drenare ascessi) andranno eseguite solo lateralmente ed il più lontano possibile dalla linea mediana.

L'intervento, per essere eseguito con accuratezza non può durare meno di 30' - 40', a seconda del paziente, e viene generalmente eseguito in regime di Day Hospital, in anestesia locale ma con assistenza anestesiologica e sedazione (superficiale o profonda), se desiderata. La ripresa delle normali attività dopo intervento mini-invasivo è rapida e la convalescenza breve ed, il più delle volte, priva di dolore. Il paziente dovrà solo avere la cura di irrigare (per 15-20 giorni) le piccole ferite chirurgiche 2 volte al giorno, da solo, a casa, utilizzando, in genere, il semplice getto della propria doccia, da indirizzare direttamente sulla parte operata.

Prof. Luigi Basso
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