Dita a martello

Dr. Vincenzo Verduci
A cura del Dr. Vincenzo Verduci
Ortopedico

Cos'è Cos'è

Il dito a martello, anche detto dito "in griffe", è una patologia che interessa soprattutto il secondo dito del piede, spesso in associazione all'alluce valgo, ma può manifestarsi anche da sola e interessa spesso contemporaneamente più dita del piede.
Consiste in un atteggiamento di flessione dell'articolazione interfalangea prossimale (volgarmente detta la prima "nocca" del dito), associata a un atteggiamento in estensione dell'articolazione metatarso-falangea (per intenderci, quella da cui inizia l'intero dito).

In un primo tempo la deformità del dito è solo posizionale e facilmente correggibile manualmente; poi, con il passare del tempo, le articolazioni si irrigidiscono e i tendini si retraggono, rendendo la deformità permanente e rendendola, come si dice in gergo, strutturale.

Cause Cause

La causa è riconducibile solitamente a un'alterata funzione muscolare su un piede già predisposo alla patologia del dito a martello. Nella maggior parte dei casi è conseguenza dell'insufficienza dell'alluce, come si osserva nei casi associati ad alluce valgo o di altre patologie del I° raggio. La scorretta posizione del dito determina nel tempo una eccessiva pressione sulla testa del corrispondente metatarsale che viene spinta verso il basso con possibile alterazione del carico e comparsa di dolore tipo metatarsalgia plantare.

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Sintomi Sintomi

Il dito interessato si presenta atteggiato in flessione alla articolazione interfalangea prossimale, con una più o meno importante estensione della articolazione metatarso-falangea. Come accennato sopra, mentre in un primo tempo la deformità è plastica e riducibile manualmente, con il passare del tempo diventa rigida e strutturata. 

Sulla parte dorsale del dito a livello della articolazione IFP si formano per fenomeni di attrito con la calzatura, callosità e borsiti, con dolore locale e segni di infiammazione; molto spesso sono presenti dolore e callosità alla pianta in corrispondenza della testa metatarsale.

Diagnosi Diagnosi

Le dita a martello o dita in griffe sono diagnosticate tramite visita specialistica ortopedica, completata da una radiografia sotto carico di entrambi i piedi, che aiuta a confermare e documentare la patologia, anche al fine di pianificare il migliore approccio terapeutico.

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Rischi Rischi

Se non curata per tempo, la deformità può aggravarsi fino a una completa insufficienza funzionale delle dita atteggiate a martello, con crescente dolore tipo metatarsalgia plantare, callosità più estese, possibili ulcere cutanee e deformità associate delle altre ossa dell'avampiede.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Inizialmente possono venire tentate una terapia farmacologica per il dolore, associata a protezioni in silicone su misura per il trattamento conservativo. In gran parte dei casi va detto che, nonostante le terapie farmacologica e ortesica, la patologia progredisce ugualmente sino a richiedere un trattamento chirurgico. 

La correzione delle dita a martello può essere risolta tramite un intervento chirurgico in cui si sezionano i tendini retratti, si rimodellano le salienze ossee anomale e si effettua una plastica dell'articolazione colpita tramite un riallineamento delle falangi, solitamente stabilizzata con un filo metallico di circa 1 mm di diametro (filo di Kirschner) che viene poi rimosso a 5-6 settimane dall'intervento.

L’intervento dura circa 15 minuti e viene effettuato in anestesia locale, quindi il ricovero è in regime di Day Surgery (dura solo un giorno e non è necessario il pernottamento).

Dopo l’intervento, il paziente può camminare da subito, indossando una apposita scarpa ortopedica che andrà usata per i primi 30 giorni dall’intervento. Al piede andrà anche mantenuto un bendaggio, rinnovato periodicamente dall'ortopedico, per circa 30 giorni.

Dopo la rimozione del filo di Kirschner a 5 settimane il paziente può riprendere le sue normali attività quotidiane e lavorative.

Dr. Vincenzo Verduci
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