Sacroileite

Dr. Alberto Caramagno
A cura del Dr. Alberto Caramagno
Ortopedico

Cos'è Cos'è

L’articolazione sacro-iliaca è una giuntura all’interno del bacino che si realizza tra l’osso sacro e l’osso iliaco. A prima vista, più che un’articolazione sembra un incastro, ed effettivamente i movimenti che è in grado di effettuare sono estremamente limitati, però questi piccoli movimenti sono compiuti sotto la pressione di spinte considerevoli e la sottopongono a enormi sollecitazioni.

Il suo ruolo è molto sottovalutato e non è cosa infrequente che si scambi un problema a suo carico con un mal di schiena o un dolore all’anca dello stesso lato. Inoltre essa è altamente innervata. Questo fa sì che una sua disfunzione possa risultare estremamente dolente e limitare pesantemente la qualità di vita di chi ne è affetto. A volte il dolore può essere così intenso da impedire di stare in piedi e di camminare, e in alcuni casi può mimare una sciatica.

Cause Cause

La causa più comune di dolore dell’articolazione sacroiliaca è l’artrosi. Spesso una sacroileite (cioè un'infiammazione all’articolazione sacroiliaca) può far parte di un quadro clinico più ampio.

Vi sono infatti alcune malattie reumatiche, come la spondilite anchilosante e la malattia di Reiter, che includono nelle loro manifestazioni proprio la sacroileite. In rari casi l’articolazione sacroiliaca può essere sede di infezioni.

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Sintomi Sintomi

Il sintomo principale è un dolore riferito alla zona lombare ‘bassa’.  Talvolta può irradiarsi all'arto inferiore omolaterale, ma generalmente non fino al piede come farebbe una sciatica. Essendo questa una zona molto innervata, il quadro clinico si può complicare con un dolore neuropatico, cioè un dolore che si è cronicizzato e il cui manifestarsi, a un certo punto, diventa scollegato dalla causa che l'ha prodotto inizialmente.

Diagnosi Diagnosi

Per una diagnosi accurata e approfondita è innanzitutto fondamentale la visita specialistica. Durante la visita il medico che sospetta di un problema all’articolazione sacroiliaca verifica che sia proprio essa l’origine del dolore con appositi test clinici, e che i sintomi non siano confusi da una concomitante patologia della colonna vertebrale o dell’anca. Non si esclude che vi possano essere anche più problemi presenti contemporaneamente, anzi non è così infrequente che un dolore proveniente dalla sacroiliaca si associ con un problema alla colonna vertebrale e/o all’anca.

Per confermare la diagnosi sono necessari sia esami radiografici (radiografie semplici e risonanza magnetica o TAC), sia esami del sangue comprensivi di indici che permettono di identificare la presenza di una malattia reumatica.

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Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La cura di un dolore all’articolazione sacroiliaca si basa principalmente sulla cura della patologia che lo provoca. Pertanto se è presente una malattia reumatica (come la spondilite anchilosante o la malattia di Reiter), questa deve essere adeguatamente trattata con farmaci antiinfiammatori e immunosoppressivi. La cura di un’infezione invece inizia sempre con l’utilizzo degli antibiotici.

Abbiamo visto però che la causa più frequente è l’artrosi. In questi casi la terapia consiste inizialmente nell’introdurre dei cambiamenti nello stile di vita, per evitare che questa articolazione venga sovraccaricata da eccessive sollecitazioni. In particolare viene raccomandato, per esempio, di evitare di sollevare pesi eccessivi e in posizioni non corrette, inoltre vengono consigliate le posture adeguate da adottare in posizione seduta. Da evitare sport di contatto, esercizi in rotazione (per esempio il golf), viaggi lunghi in bicicletta.

Nella cura dell’artrosi della sacroiliaca sono di estrema utilità i farmaci antiinfiammatori e analgesici. Si possono associare altri prodotti che hanno la funzione di ‘neuroprotezione’. Cioè il trattamento si può avvalere di sostanze atte ad evitare che il dolore venga amplificato (e talvolta modificato) dalla ricca innervazione dell’articolazione sacroiliaca.

Molto efficaci sono le infiltrazioni di anestetico locale e cortisonico, per lo più effettuate sotto guida radiografica o ecografica. Esse possono eliminare il dolore anche per molto tempo. Quasi sempre però il sollievo è temporaneo ed è stata stimato un periodo medio di circa 6 mesi.

Quando il trattamento conservativo non è sufficiente a eliminare i sintomi è possibile ricorrere alla chirurgia. Essa consiste essenzialmente nel bloccare l’articolazione, con una procedura che viene chiamata ‘artrodesi‘, e che sta ad indicare appunto la fusione dell’articolazione. Questa procedura si basa sul fatto che abolendo il movimento dell’articolazione si elimina contemporaneamente anche il dolore che ne deriva. Essendo un’articolazione dai movimenti molto limitati, dopo l’intervento, non ci si accorge di questa mancanza di mobilità. Pertanto è un trattamento di indubbia efficacia da prendere in considerazione quando le altre terapia hanno fallito.

Recentemente sono stati sviluppati dei prodotti e delle tecniche che permettono di effettuare l’intervento con metodi mini-invasivi che hanno notevolmente ridotto i tempi di recupero e la disabilità relativa al periodo post-operatorio.

L’intervento di artrodesi dell’articolazione sacroiliaca con tecnica mini-invasiva consiste (nella maggior parte dei casi) nel posizionare tre barrette di titanio attraverso l’articolazione stessa sfruttando delle mini-incisioni nella regione glutea e avvalendosi in sala operatoria dell’ausilio della fluoroscopia (raggi x a bassa intensità).

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