Spondilolistesi

Dr. Alessandro Landi

A cura del Dr. Alessandro Landi

Neurochirurgo

Cos'è Cos'è

La spondilolistesi è lo scivolamento di una vertebra sulla vertebra sottostante. È più frequente a livello L4-L5 e L5-S1 e può avere origine congenita o acquisita.

Viene classificata in base all'entità dello scivolamento in 4 gradi progressivi (stadiazione di Meyerding) e spesso si associa a compressione delle strutture neurali endocanalari.

Cause Cause

Possono essere congenite e acquisite:

  • Congenite: sono quelle spondilolistesi che derivano da un difetto di ossificazione dell'istmo vertebrale, e vengono definite spondilolistesi da lisi istmica. derivano sostanzialmente da una mancata ossificazione della cartilagine di coniugazione a livello dell'istmo (pars interarticularis), la quale genera una separazione tra il corpo vertebrale e l'arco posteriore che, nei movimenti del busto, non si muovono più in maniera solidale. Ciò provoca lo scivolamento del corpo della vertebra su quella sottostante. È più frequente a livello di L5-S1 (per lisi dell'istmo di L5) e, in base al livello di alterazione ossea che provoca sui corpi vertebrali, può essere identificata come a bassa o alta displasia.
  • Acquisite: sono invece quelle spondilolistesi che originano in seguito all'artrosi vertebrale e che vanno a collocarsi in quella fase della cascata degenerativa del metamero vertebrale nota come fase instabile. In questo caso la spondilolistesi si verifica in seguito all'usura delle masse articolari e del disco vertebrale, le quali divenendo progressivamente ipermobili generano una minor resistenza nell'articolarità delle vertebre e quindi una instabilità. Non sono mai associate a lisi istmica e sono quasi sempre associate a compressione artrosica delle strutture neurali, che si manifesta con ernie del disco, stenosi del canale e spondilodiscoartrosi.

Sintomi Sintomi

Il sintomo principale è il mal di schiena, la cosiddetta lombalgia o low back pain, che tende ad esacerbarsi con i movimenti del busto e a risolversi con il riposo a letto.

Nel momento in cui all'instabilità si associa anche la compressione sulle strutture nervose possono associarsi sintomi radicolari (sciatalgia, cruralgia mono o bilaterale) oppure claudicatio neurogena (il paziente cammina 100-200 mt, si deve fermare perchè insorge dolore agli arti inferiori, dopo un po' passa il dolore, riprende a camminare e percorre gli stessi metri prima di doversi fermare di nuovo). La claudicatio neurogena è un sintomo tipico della stenosi del canale lombare

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi si esegue prima di tutto attraverso la raccolta dell'anamnesi e l'esecuzione dell'esame obiettivo in cui è possibile riscontrare i segni clinici di sospetto della patologia.

La diagnosi deve essere confermata dalle indagini radiologiche: l'esame che si esegue inizialmente è la RMN a cui deve far seguito una RX nelle proiezioni dinamiche, la quale consente di valutare la motilità delle vertebre a paziente sotto carico e in movimento. Questi esami sono in linea di massima sufficienti per fare diagnosi

Rischi Rischi

I rischi legati alla spondilolistesi sono principalmente riconducibili alla sintomatologia. In particolare una spondilolistesi non trattata porta il paziente ad avere mal di schiena sempre più frequenti e dolorosi, che regrediscono con sempre maggiore difficoltà a cui si associano sintomi da compressione a carattere ingravescente.

L'indicazione in caso di spondilolistesi sintomatica è l'intervento chirurgico.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

L'intervento chirurgico consiste in una prima fase in cui si deve eseguire una stabilizzazione delle vertebre coinvolte, cercando quando possibile di riallineare le vertebre. A tale fase deve far seguito la decompressione al fine di liberare le struttre del canale neurale responsabili dei sintomi.

La stabilizzazione viene eseguita con viti e barre metalliche e a questa può doversi associare una fusione intersomatica con inserimento all'interno del disco vertebrale di un mattoncino di carbonio (o altro materiale) ripieno d'osso, con lo scopo di far fondere una vertebra sull'altra.

La convalescenza è abbastanza agevole: il paziente si alza il giorno dopo l'intervento e dopo 48-72h va a casa camminando da solo. Può dover portare un bustino per un paio di mesi al termine dei quali intraprende, se necessario, un percorso riabilitativo. In genere il paziente torna a condurre una vita del tutto normale.

L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.


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