Varici esofagee

Dr. Sergio Signorelli

A cura del Dr. Sergio Signorelli

Gastroenterologo

Cos'è Cos'è

Le varici esofagee sono dilatazioni patologiche delle vene dell’esofago dovute al cedimento della parete per aumento della pressione venosa.

Cause Cause

Le varici esofagee si formano durante le malattie croniche del fegato e, più raramente, della milza. Nel corso di alcune malattie la pressione all’interno delle vene esofagee aumenta notevolmente, da circa 10-14 cm fino a raggiungere valori superiori a 20-25 cm di acqua. In questi casi si parla di ipertensione portale e questa condizione si verifica nel 70-80% dei pazienti con cirrosi epatica nell’arco di 5 anni.

Le cause più comuni sono la cirrosi epatica, la trombosi portale-splenica, l’epatite, i tumori epatici. L’esatto meccanismo che conduce al sanguinamento delle varici non è chiaro ed è indubbiamente multifattoriale.

Sintomi Sintomi

Le varici esofagee non danno segni evidenti finché, tipicamente, i pazienti possono manifestare un’improvvisa emorragia intestinale (vomito ematico) ed emissione di feci nere (melena). La mortalità è elevata, ed è data, oltre che dalla perdita ematica, dalla capacità di risposta allo stress emorragico del paziente cirrotico, capacità sicuramente compromessa dall’alterazione della sintesi epatica, coagulopatia, dal rischio di encefalopatia, dall’alterazione della funzione epatica per l’ischemia indotta dallo shock.

I pazienti che sopravvivono ad un primo episodio di emorragia da varici esofagee hanno un rischio di risanguinare di circa il 60% entro l’anno successivo ed un rischio di morire nello stesso periodo di circa il 30%.

Diagnosi Diagnosi

Per tale motivo è importante diagnosticare precocemente la presenza di varici esofagee e gastriche mediante l’endoscopia: le linee guida raccomandano di eseguire una EGDS (esofagogastroduodenoscopia) in tutti i pazienti con una nuova diagnosi di cirrosi epatica.

Tra le molte classificazioni delle varici, la più utilizzata è quella della Japanese Research Society for Portal Hypertension che distingue le varici in:

  • F1 piccole e lineari,
  • F2 dilatate e tortuose,
  • F3 larghe e nodulari.

 Nella consensus di Baveno si è adottato per altro la classificazione semplificata di varici piccole ( < 5 mm) e grandi ( > 5 mm).

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La terapia delle varici esofagee costituisce un argomento complesso ed oggetto di numerosi studi. Il trattamento endoscopico consiste principalmente nella legatura elastica per via endoscopica (mediante EGDS) e nella somministrazione di farmaci: i beta bloccanti non selettivi rappresentano il trattamento di scelta nella profilassi delle emorragie da varici medio-grandi.

La TIPS da utilizzare nei pazienti refrattari alla terapia medica ed endoscopica prima descritte.

Metodica appartenente alla radiologia interventistica. Consiste nell'introduzione attraverso la vena giugulare di una protesi metallica che crea uno shunt tra vena porta e vena sovraepatica atta ad ottenere una riduzione della pressione nelle varici esofagee e gastriche.

Shunt chirurgici – consistono in interventi chirurgici mirati a decomprimere la vena porta, deviandone il flusso verso la cava o la vena renale: il trapianto di fegato è l’ultima risorsa, quando possibile, per sostituire il fegato ormai non più funzionante con un parenchima sano.


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