Il tumore della prostata è il più diffuso tumore nella popolazione maschile, rappresentando il 18,5% di tutti i tumori diagnosticati nell'uomo. Si stima che possa interessare sino ad 1 uomo su 4 tra i 50 e i 60 anni, mentre, a 80 anni, circa 1 uomo su 2 può sviluppare questa patologia.
Più frequentemente, si tratta di una malattia a lenta crescita, con un alto tasso di sopravvivenza grazie alle attuali opzioni terapeutiche (stimato al 95% a 5 anni), ma può presentarsi anche in forme più aggressive, dove le cellule tumorali possono invadere in poco tempo i tessuti circostanti oppure altri organi.
La prostata è un organo presente solo nel sesso maschile, posizionato appena sotto alla vescica ed anteriormente al retto, deputato alla produzione di parte del liquido seminale. In condizioni normali, ha le dimensioni di una noce, ma, con il passare degli anni o a causa di alcune patologie, può ingrossarsi fino a dare disturbi soprattutto di tipo urinario.
Approfondimenti
Cause
Esistono dei fattori di rischio predisponenti allo sviluppo del carcinoma prostatico, in primis, come già detto, l'età. In base a questa e ad eventuali patologie concomitanti, si valuta il migliore approccio terapeutico per il paziente.
Altro fattore di rischio è la familiarità: il rischio di sviluppare la malattia è circa il doppio per chi ha un parente di primo grado (padre, fratello) con storia di carcinoma prostatico, necessitando, quindi, di maggiore attenzione nel follow-up. In casi di storia familiare, è consigliata una analisi genetica per ricercare eventuali mutazioni in alcuni geni come BRCA1 e BRCA2 (coinvolti anche nel carcinoma ovarico e mammario).
Infine, vi sono fattori di rischio legati allo stile di vita: molteplici studi osservazionali hanno mostrato come l'obesità, una dieta ricca di grassi saturi, l'eccessivo consumo di carne e la mancanza di esercizio fisico possono favorire lo sviluppo del carcinoma prostatico.
Sintomi
Il tumore della prostata è asintomatico. Per questo, è fondamentale, dopo i 50 anni, eseguire periodicamente una visita urologica, con l'esecuzione della esplorazione rettale e per controllare il valore del PSA eseguito tramite prelievo di sangue. Questo marcatore, un enzima secreto dalle cellule prostatiche, è di fondamentale importanza, poichè un suo incremento può indicare la presenza di un tumore prostatico ancora in fase silente. L'interpretazione del valore del PSA, che può essere elevato anche per altre cause (es. infiammazione prostatica o ipertrofia), deve essere eseguita dallo specialista Urologo in base alle peculiarità cliniche del paziente.
In caso di tumore localmente avanzato, possono comparire sintomi urinari (difficoltà a urinare, sangue nelle urine o nello sperma, bisogno di urinare frequentemente); tuttavia, più spesso, questi sintomi sono legati ad altri problemi prostatici, come l'ipertrofia benigna: in ogni caso, è utile portare questi sintomi all'attenzione di una visita medica specialistica, per valutare se vi è necessità di eseguire ulteriori approfondimenti.
Diagnosi
L'unico esame in grado di porre diagnosi di tumore prostatico è la biopsia prostatica. Questa procedura viene eseguita ambulatorialmente, in anestesia locale ed ha breve durata (circa 10 minuti). Sotto guida ecografica transrettale, vengono effettuati dei prelievi di tessuto prostatico nelle diverse regioni della prostata, in modo da fornire una "mappatura" della ghiandola che permette di valutare dove si localizzano i focolai della malattia e dove, invece, il tessuto è sano. Questo permetterà di ottimizzare il successivo trattamento della malattia.
Un altro esame fondamentale è la risonanza magnetica multiparametrica, che permette un accurato studio del tessuto prostatico, valutando se vi è la presenza di aree dotate di aumentata vascolarizzazione o ad aumentata densità cellulare e, quindi, sospette per tumore, meritevoli quindi di biopsia prostatica mirata.
Nel corso dell’esame istologico sul materiale bioptico possono inoltre emergere reperti rilevanti, come la neoplasia prostatica intraepiteliale (PIN) e la proliferazione microacinare atipica (ASAP), condizioni associate a un aumentato sospetto diagnostico e talora indicative della necessità di ulteriori accertamenti.
PSA, antigene prostatico specifico: cos’è?
L’antigene prostatico specifico (PSA) rappresenta il principale marcatore per il tumore della prostata e la sua introduzione ha contribuito in modo significativo alla riduzione della mortalità; tuttavia, non può essere considerato un indicatore perfetto.
I valori di PSA totale sono influenzati sia dalle dimensioni della prostata sia da diverse condizioni, come iperplasia benigna, infezioni o tumore, e per questo motivo il test presenta una bassa specificità diagnostica. Una quota non trascurabile di pazienti con tumore può infatti avere PSA inferiore a 4 ng/ml, mentre molti soggetti con valori superiori presentano semplicemente un ingrandimento benigno della ghiandola.
Nei casi con valori intermedi, la valutazione del rischio risulta complessa e spesso porta all’esecuzione di biopsie prostatiche, che tuttavia risultano frequentemente negative. Ciò determina un elevato numero di procedure invasive, non prive di possibili complicanze, che in parte potrebbero essere evitate.
Per questi motivi, la ricerca è da tempo orientata verso l’individuazione di nuovi marcatori in grado di migliorare la stima del rischio e ridurre il ricorso a biopsie non necessarie.
Il PSA totale comprende la frazione legata alle proteine e quella libera (PSA free), a sua volta costituita da diverse isoforme tra cui il [-2]proPSA, la più stabile e maggiormente associata al tumore prostatico. Da questi parametri deriva il Prostate Health Index (phi), che combina PSA totale, PSA free e [-2]proPSA secondo una formula specifica.
Nei pazienti con carcinoma prostatico si osservano livelli più elevati di [-2]proPSA, della sua percentuale e dell’indice phi, che risultano più accurati del PSA tradizionale soprattutto nei casi con valori intermedi di PSA totale, esplorazione rettale negativa ed età superiore ai 50 anni. Questi marcatori sembrano inoltre correlare con l’aggressività e la rilevanza clinica della malattia.
Grazie a una maggiore specificità, [-2]proPSA e indice phi potrebbero ridurre il ricorso a biopsie non necessarie, pur rimanendo test ancora in fase di validazione e non esenti da possibili errori diagnostici, motivo per cui la biopsia prostatica resta indispensabile per la conferma della diagnosi.
Cure e Trattamenti
Il tumore della prostata presenta molteplici tipi di trattamento, ognuno con benefici ed effetti collaterali specifici. Pertanto, possiamo fornire oggi una terapia "su misura" in base alle caratteristiche del paziente (età, copatologie, aspettativa di vita, eccetera) e della malattia (in base all'aggressività istologica, all'estensione locale ed al livello di rischio).
In pazienti grandi, anziani o con altre malattie gravi, si può anche non attuare alcun tipo di terapia eseguendo una "vigile attesa" sino alla comparsa dei sintomi.
In casi di micro-focolai di tumore prostatico di basso grado, si può, in casi selezionati, eseguire una sorveglianza attiva, che prevede, secondo degli schemi validati da diverse Società Scientifiche, di ripetere la biopsia prostatica ad intervalli di tempo regolari, insieme al dosaggio del PSA, procrastinando il trattamento in caso di progressione della malattia.
Quando si parla di terapia attiva, la prima opzione, in caso di malattia confinata alla prostata, spesso ricade sulla prostatectomia radicale. L'intervento chirurgico prevede la rimozione dell'intera ghiandola prostatica e dei linfonodi della regione vicina al tumore e permette una completa risoluzione della malattia in un unico tempo.
Grazie all'avvento della chirurgia mininvasiva, laparoscopica e robot-assistita, l'intervento risulta essere ben tollerato dai pazienti, con una rapida ripresa nel post-operatorio e minimizzando il rischio di sintomi indesiderati di tipo funzionale nel post-operatorio (in primis incontinenza urinaria e disfunzione erettile).
Un'alternativa alla chirurgia è rappresentata dalla radioterapia, presentando una simile validità oncologica pur presentando il rischio di effetti collaterali a livello vescicale (incontinenza urinaria, cistiti croniche, sanguinamento vescicale), penieno (disfunzione erettile) e rettale (proctite).
In caso di tumore della prostata in stadio metastatico, si utilizza in prima battuta una terapia ormonale. Essendo il tumore della prostata sensibile agli ormoni androgeni, bloccando questi ultimi, si arresta la crescita della malattia. Tuttavia, questa terapia, seppure in genere ben tollerata, può procurare effetti collaterali come la riduzione del desiderio sessuale, impotenza, vampate di calore, aumento di peso, osteoporosi, perdita di massa muscolare e stanchezza.
Attualmente molte nuove terapie di deprivazione androgenica permettono di ottimizzare i risultati di cura, permettendo anche una migliore qualità di vita dei pazienti.
Nel caso di elevato numero di metastasi o di malattia refrattaria alla deprivazione androgenica, si ricorre usualmente alla chemioterapia.
Prostatectomia laparoscopica: cos’è?
La prostatectomia radicale laparoscopica rappresenta oggi una metodica all’avanguardia per affrontare questo intervento particolarmente delicato, indicato nei pazienti affetti da neoplasia della prostata confinata alla ghiandola. L’approccio laparoscopico è stato introdotto nel 2000 a Parigi, grazie al lavoro dell’urologo francese Guilloneau.
In pochi anni, questa tecnica ha determinato una vera e propria rivoluzione nella pratica urologica. L’approccio endoscopico, basato sull’impiego di una telecamera collegata a un’ottica telescopica, consente infatti una magnificazione dell’immagine fino a otto volte e offre la possibilità di eseguire l’intervento con un punto di vista “all’interno del corpo umano”.
Questa innovazione ha ampliato in modo significativo le prospettive dell’urologo, permettendo una visione più dettagliata dell’anatomia pelvica e rendendo accessibile in modo diretto un ambito anatomico che in precedenza era conosciuto soprattutto sul piano teorico.
Grazie a queste acquisizioni, negli ultimi anni si è assistito a una revisione dell’anatomia della prostata e delle sue fasce di rivestimento. Questo consente oggi di modulare l’intervento in base alle caratteristiche della malattia, scegliendo tra un approccio extra-, inter- o intrafasciale.
Queste diverse metodiche chirurgiche permettono, in pazienti selezionati e nelle fasi più iniziali della malattia, di adottare una tecnica “nerve sparing”, ovvero di risparmio dei nervi, con l’obiettivo di preservare la funzione erettile e la continenza urinaria. Una visione così accurata consente inoltre un controllo del sanguinamento più attento e preciso.
Un ulteriore aspetto rilevante è che l’intervento viene eseguito attraverso 4-5 piccoli accessi (“porte”), ciascuno con un diametro massimo di 12 mm. L’assenza di ampie incisioni consente quindi di preservare l’immagine corporea del paziente e favorisce una ripresa più rapida sia delle attività lavorative sia della vita di relazione.
Tecniche chirurgiche nella prostatectomia radicale: approcci a confronto
La prostatectomia radicale si pone come trattamento di scelta nella cura del tumore della prostata, specialmente sotto i 65 anni di età. Varie tecniche sono state ideate per ridurre al minimo il trauma chirurgico legato a questa procedura.
Nel trattamento chirurgico del tumore prostatico vengono utilizzate differenti metodiche, che si distinguono per modalità di accesso e grado di invasività:
- la prostatectomia radicale retropubica: è la tecnica storicamente più utilizzata e punto di riferimento per il confronto con le altre. Si tratta di, un intervento di tipo “open” che prevede la rimozione in blocco della prostata e delle vescicole seminali. L’accesso avviene tramite un’incisione nella parte inferiore dell’addome, che consente un accesso diretto all’organo;
- un’alternativa è rappresentata dalla prostatectomia video laparoscopica, eseguita attraverso piccoli fori cutanei nei quali vengono introdotti gli strumenti chirurgici. Questa modalità è spesso percepita come meno invasiva, grazie alla ridotta ampiezza dell’accesso chirurgico;
- la prostatectomia robotica è l’evoluzione della tecnica precedente, che mantiene l’approccio mini-invasivo ma permette una maggiore precisione nei movimenti degli strumenti grazie all’utilizzo del sistema robotico. In Italia questa metodica risulta particolarmente diffusa rispetto ad altri Paesi;
- la prostatectomia transperineale, eseguita solo in pochi centri e caratterizzata dal limite di non consentire il prelievo dei linfonodi a scopo diagnostico durante l’intervento.
Considerando le principali tre tecniche, i dati più recenti evidenziano alcune differenze. In particolare:
- la prostatectomia radicale retropubica rimane una procedura sicura, ma è associata a tempi di degenza e perdite ematiche leggermente superiori rispetto alle tecniche laparoscopica e robotica;
- la prostatectomia robotica mostra un lieve vantaggio nella ripresa della potenza sessuale;
- non si osservano differenze significative nella ripresa della continenza tra le diverse metodiche.
Bibliografia
- Bauer JE. Prostate cancer survivorship, deaths, and health care management. Cancer. 2021 Aug 15;127(16):2870-2872.
- Mottet N, van den Bergh RCN, Briers E et Al. EAU-EANM-ESTRO-ESUR-SIOG Guidelines on Prostate Cancer-2020 Update. Part 1: Screening, Diagnosis, and Local Treatment with Curative Intent. Eur Urol. 2021 Feb;79(2):243-262.
- Cornford P, van den Bergh RCN, Briers E et Al. EAU-EANM-ESTRO-ESUR-SIOG Guidelines on Prostate Cancer. Part II-2020 Update: Treatment of Relapsing and Metastatic Prostate Cancer. Eur Urol. 2021 Feb;79(2):263-282.
- Martorana E, Pirola GM, Scialpi M, Micali S, Iseppi A, Bonetti LR, Kaleci S, Torricelli P, Bianchi G. Lesion volume predicts prostate cancer risk and aggressiveness: validation of its value alone and matched with prostate imaging reporting and data system score. BJU Int. 2017 Jul;120(1):92-103.
- Sekhoacha M, Riet K, Motloung P, Gumenku L, Adegoke A, Mashele S. Prostate Cancer Review: Genetics, Diagnosis, Treatment Options, and Alternative Approaches. Molecules. 2022 Sep 5;27(17):5730.
- Hamdy FC, Donovan JL, Lane JA, et al: 10-year outcomes after monitoring, surgery, or radiotherapy for localized prostate cancer. N Engl J Med 375(15):1415-1424, 2016.
- A multicenter study of [-2]pro-prostate specific antigen combined with prostate specific antigen and free prostate specific antigen for prostate cancer detection in the 2.0 to 10.0 ng/ml prostate specific antigen range. Catalona WJ et al. J Urol. 2011 May;185(5):1650-5.
- Prostate-specific antigen (PSA) isoform p2PSA significantly improves the prediction of prostate cancer at initial extended prostate biopsies in patients with total PSA between 2.0 and 10 ng/ml: results of a prospective study in a clinical setting. Guazzoni G et al. Eur Urol. 2011 Aug;60(2):214-22.
- Serum isoform [-2]proPSA derivatives significantly improve prediction of prostate cancer at initial biopsy in a total PSA range of 2-10 ng/ml: a multicentric European study. Lazzeri M et al. Eur Urol. 2013 Jun;63(6):986-94.
- Lamy PJ, Brouillet JP, Bermont L, Fouillet G, Loric S. Relevance of total PSA and free PSA prescriptions. Ann Biol Clin (Paris). 2018 Dec 1;76(6):659-663. English. doi: 10.1684/abc.2018.1392. PMID: 30543191.
- Flores JM, Bernie HL, Miranda E, Nascimento B, Schofield E, Benfante N, Carlsson S, Mulhall JP. The Relationship Between PSA and Total Testosterone Levels in Men With Prostate Cancer. J Sex Med. 2022 Mar;19(3):471-478. doi: 10.1016/j.jsxm.2022.01.003. Epub 2022 Feb 5. PMID: 35135736; PMCID: PMC9359436.
- Eau Guidelines on Prostate Cancer -2008 Edition- 8.1 pag. 31.
- NCCN Practice Guidelines in Oncology. V. .2008. Prostate Cancer. PROS. D
- Rassweiler J, Schulze M, Teber D, Seemann O, Frede T. Laparoscopic radical prostatectomy: functional and oncologic outcomes. Curr Opin Urol 2004; 14:75-82.
- Anastasiadis AG, Salomon L, Katz R, Hoznek A, Chopin D, Abbou C. Radical retropubic versus laparoscopic prostatectomy: a prospective comparison of functional outcome. Urology 2003; 62:292-7.
- Barrè C. Open radical retropubic prostatectomy. Eur Urol 2007; 52:71-80.
- Guillonneau B, el-Fettouh H, Baumert H, et al. Laparoscopic radical prostatectomy: oncologic evaluation after 1000 cases at Montsouris Institute. J. Urol 2003; 169:1261-1266.
- Rassweiler J, Hruza M, Teber D, Su L-M. Laparoscopic and robotic assisted radical prostatectomy-critical analysis of the results. Eur Urol 2006; 49:612-24.
- Vallancien G, Cathelineau X, Baumert H, Doublet JD, Guillonneau B. Complications of transperitoneal laparoscopic surgery in urology: review of 1311 procedures at a single center. J Urol 2002; 168:23-6.
- Guillonneau B, Rozet F, Cathelineau X, et. al. Perioperative complications of laparoscopic radical prostatectomy: the Montsouris 3-year experience. J Urol 2002; 167:51-6.
- Remzi M, Klingler HC, Tinzl MV, et al. Morbidity of laparoscopic extraperitoneal versus transperitoneal radical prostatectomy versus open retropubic radical prostatectomy. Eur Urol. 2005; 48: 83-9.
- Frede T, Rassweiler J, et al. Comparison of training modalities for performing laparoscopic radical prostatectomy: experience with 1000 patients. J Urol 2005, 174. 673-678
- Teber D, Rassweiler J. et al. The Heilbronn Training Program for Laparoscopic Suturing: concept and validation. J of Endourology 2005, 19. 230-238
- Rassweiler J, Frede T, et al. Geometry of laparoscopic suturing and knotting techniques. J of Endourology vol 13 n° 3 April 1999 191-198
- Luis Martinez-Pineiro. Prostatic Fascial Anatomy and positive Surgical Margins in Laparoscopic Radical Prostatectomy. Eur. Urology 51 March (2007) pag 598
- Clayman RV, Kavoussi LR, Soper NJ, Dierks SM, Meretyk S, Darcy MD et al. Laparoscopic nephrectomy: initial case report. J Urol. 1991; 146(2): 278-282
- Schuessler WW, Schulam PG, Clayman RV, et al. Laparoscopic radical prostatectomy: initial short-term experience. Urology, 50 (1997): 854.
- Raboy A, Ferzli G, AlbertP. Initial experience with extraperitonel endoscopic radical retropubic prostatectomy. Urology, 50 (1997): 849.
- Guillonneau B, Cathelineaux X, Barret E et al. Laparoscopic radical prostatectomy: technical and early oncologic assessment of 40 operations. Eur Urol, 36 (1999): 14.
- Guillonneau B, Vallancien G. Laparoscopic radical prostatectomy: the Mountsouris experience. J Urol, 163 (2000): 418.
- Abbou CC, Salomon L, Hoznek A, et al. Laparoscopic radical prostatectomy: preliminary results. Urology, 55 (2000): 630.
- Abbou CC, Doublet JD, Gaston R, Guillonneau B. La laparoscopie en urologie. Rapport du congrès 1999 de l’Association francais d’urologie. Prog Urol 1999; 9: 825-1000.
- Türk I, Deger S, WinkelmannB, et al. Laparoscopic radical prostatectomy. Technical aspects and experience with 125 cases. Eur Urol, 40 (2001): 46.
- Rassweiler J, Sentker L, Seemann O, et al. Heilbronn laparoscopic radical prostatectomy. Technique and results after 100 cases. Eur Urol, 40 (2001): 54.
- Rassweiler J, Sentker L, Seemann O, et al. Laparoscopic radical prostatectomy with the Heilbronn technique: an analysis of the first 180 cases. J Urol, 166 (2001): 2101.
- Bollens R, Vanden Bossche M, Roumeguere T, et.al. Extraperitoneal laparoscopic radical prostatectomy. Results after 50 cases. Eur Urol, 40 (2001): 65.
- Eden CG, King D, Kooiman GG, Adams TH, Sullivan ME, Vass JA. Transperitoneal or extraperitoneal laparoscopic radical prostatectomy: does the approach matter? J Urol 2004; 172: 2218-23.
- Baron JC, Chailley J. La Prostatectomie radicale per voie laparoscopique. Encyclopedie Medico-Chirurgicale - I – 41-298
- Menon M, Shrivastava A, et al. Vattikuti Institute Prostatectomy: Contemporary Technique and Analysis of Results. Eur. Urology 51 March (2007) pag. 648-58.
- Rassweiler J, Hammady A, et al. Transperitoneal ascending laparoscopic radical prostatectomy. -The Heilbronn Technique- Karl Storz Edition.
- Bollens R, Sandhu S, Roumeguere T, Quackels T, Shulman C. Laparoscopic radical prostatectomy: the learning curve. Curr Opin Urol. 2005 Mar;15(2):79-82
- Eau Guidelines on Prostate Cancer -2008 Edition- 8.1 pag. 35.
- Mattei A, Fuechsel F.G, Dhar N.B, warncke S.H, Thalmann G. N, Krause T, Studer U. E. The Template of the Primary Lymphatic Landing Sites of the Prostate Should Be Revisited: Results of a Multimodality Mapping Study. Eur. Urol. Jan 2008 53 118-125.
- Lotan Y, Cadeddu J. A, Gettman M.T. The new economics of radical prostatectomy: cost comparison of open, laparoscopic and robot assisted techniques. The Journal of Urology, 172 (4), p. 1431-35 Oct. 2004
- Anderson J.K, Murdock A, Cadeddu J, A, Lotan Y. Cost comparison of laparoscopic versus radical retropubic prostatectomy. Urology, 66(3), p. 557-560, Sep. 2005
- Fasolis G. I costi della prostatectomia radicale in video-laparoscopia. Riunione Primaverile AUP 6 giugno 2008
- Cestari A. Valutazione dei costi in laparoscopia. IV Advanced Laparoscopic International Teaching Course. Brussels. 13-14 january 2005
- Porpiglia F, Terrone C, Tarabuzzi R, Ragni F, Fiori C, Cracco C, Cossu M, Scoffone C, Scarpa R.M. Extraperitoneal Laparoscopic radical Intrafascial Prostatectomy. Eur. Urol Supplements 4 (2005) n° 3, p. 272
- Guillonneau B, Gupta R, El Fettouh H, Cathelineau X, Baumert H, Vallancien G. Laparoscopic management of rectal injury during laparoscopic radical prostatectomy. The Journal of Urology, 169 (5), p.1694-1696, May 2003.
- Katz R, Borkowski T, Hozneck A, Salomon L, de la Taille A, Abbou C.C. Operative management of rectal injuries during laparoscopic radical prostatectomy. Urology, 62 (2), p.310-313, Aug 2003.
- Castillo Octavio A, Boddens E, Vitagliano G. Management of rectal injury during laparoscopic radical prostatectomy. International Braz J Urol, 32 (4), p.428-433, Jul 2006.
- Baumert H, Fromont G, Adorno Rosa J, Cahill D, Cathelineau X, Vallancien G. Impact of learning curve in laparoscopic radical prostatectomy on margin status: prospective study of first 100 procedures performed by one surgeon. J Endour. 2004 Mar; 18(2):173-6
- Touijer K, Kuroiwa K, Eastham J. A, Vickers A, Reuter V. E, Scardino P.T, Guillonneau B. Risk-Adjusted Analysis of positive Surgical Margins following Laparoscopic and Retropubic Radical Prostatectomy. Eur. Urol. 52 – 4 Oct 2007 1090-94
- Secin F.P, Cronin A, Rassweiler J, Stolzerberg J.U, Hruza M, Abbou C, De La Taille A, Nassar F. Learning curve of positive margin rate in laparoscopic radical prostatectomy. Eur Urol Supplements, 7 (3) p. 167 Mar 2008
- Touijer K, Kuroiwa K, Saranchuk J, Hassen W. A, Trabulsi E. J, Reuter V. E, Guillonneau B. Quality improvement in laparoscopic radical prostatectomy for pT2 prostate cancer: impact of video documentation review on positive surgical margin. The Journal of Urology, 173(3), p.765-768, Mar 2005.
- Galli S, Simonato A, Gregori A, Bozzola A, Lissiani A, Gaboardi F. Eur. Urology Supplements, 2(1), p. 41, Feb. 2003.
- Guillonneau B, Rozet F, Barret E, Chatelineau X and Vallencien G. Laparoscopic radical prostetctomy: assessment after 240 procedures. Urol. Clin. Noth. Am 2001; 28: 189.
- Martorana G, Manferrari F, Bertaccini A, Malizia M, Palmieri F, Severini E, Vitullo G. Laparoscopic radical prostatectomy: oncological evaluation in the early phase of the learning curve comparing retropubic approach. Arch. Ital. Urol. Androl. 2004 Mar; 76 (1): 1-5.
- Stolzemburg J-U, Truss MC, Rabenalt R, Do M, Schwalemberg T, Katsakiori P F, McNeil A, Liatsikos E. Training in laparoscopy. EAU Update series 5 (2007) 53-62.
- Martina GR, Giumelli P, Scuzzarella S, Remotti M, Caruso G, Lovisolo J. Laparoscopic extraperitoneal radical prostatectomy: learning curve of a laparoscopic-naive urologist- in a community hospital. Urology 2005; 65: 959.
- Rassweiler A, Hammady A, Marrero R, Erdogru T, Teber D, Schulze M, frede T. Transperitoneal ascending laparoscopic radical prostatectomy. The Heilbronn technique. Pag. 16.
- Eggener S.E, Guillonneau B. Laparoscopic Radical Prostatectomy: Ten Year Later, Time for Evidence-Based Foundation. European Urology 54 (2008) 4-7. Leggi altro...
L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.
Cerca i migliori specialisti che si occupano di Tumore della prostataRevisione Scientifica
Trova il Medico più adatto alle tue esigenze.