Trombosi

Prof. Attilio Marchese
A cura del Prof. Attilio Marchese
Chirurgo Vascolare

Cos'è Cos'è

Si intende per trombosi l'ostruzione di un vaso, sia arterioso (trombosi arteriosa), che venoso (trombosi venosa). Nell'ambito delle trombosi arteriose i distretti a maggior frequenza di occlusione sono i distretti cerebrali (attacchi ischemici transitori, ictus ischemico), i distretti coronarici (infarto del miocardio), i distretti arteriosi degli arti inferiori (arteriopatia obliterante degli arti inferiori con manifestazioni cliniche caratteristiche quali iposfigmia o asfigmia dei polsi periferici, acroipotermia, claudicatio intermittens, fino ai quadri più avanzati della gangrena).

Nell'ambito delle trombosi venose i distretti caratteristicamente più colpiti sono quelli degli arti inferiori, sia a livello del circolo venoso superficiale (trombosi venosa superficiale) che a livello del circolo venoso profondo (quest'ultima varietà molto più pericolosa della precedente, per la possibilità del trombo di generare un quadro, spesso drammatico, di embolia polmonare).

Cause Cause

Le trombosi arteriose sono il più delle volte su base aterosclerotica, con il progressivo formarsi nelle pareti del vaso di placche aterosclerotiche, agevolate dalla contemporanea presenza di un quadro di dislipidemia aterogenica (ipercolesterolemia ed ipertrigliceridemia specialmente nei soggetti diabetici).

Le trombosi venose riconoscono quale fattore predisponente la classica triade di Virchow (alterazioni dei fattori della coagulazione, stasi venosa da prolungata immobilizzazione, lesioni endoteliali).

dottore e dottoressa

Consulta la lista degli specialisti disponibili che si occupano di Trombosi. Verifica gli specialisti vicino a te 

Sintomi Sintomi

I sintomi delle trombosi arteriose dipendono dai distretti interessati, con i quadri tipici dell'ictus cerebri, dell'infarto del miocardio e delle ostruzioni dei vasi arteriosi degli arti (perlopiù quelli inferiori ma nessun distretto ne è potenzialmente esente), quali acroipotermia, iposfigmia dei polsi periferici, claudicatio intermittens, lesioni ulcerose fino alla gangrena franca.

I sintomi delle trombosi venose sono determinati dall'alterato deflusso del sangue venoso verso il cuore, con fenomeni di stasi venosa ed edema fino ai quadri conclamati di gangrena venosa.

Diagnosi Diagnosi

Oltre che sugli insostituibili dati clinici e di laboratorio, la diagnostica strumentale è fondamentale: quella di primo livello è costituita dall'ecocolordoppler, che non consente di valutare il più delle volte la sede e le caratteristiche del processo trombotico, integrato quando necessario dall'angioTAC e/o da altre tecniche, che possono trovare indicazione in base allo specifico quadro clinico (fotopletismografia, angiografia, flebografia, fleboscintigrafia, angioRMN, ecc.).

  Scopri gli Specialisti che si occupano di
Trombosi vicino a te 

Rischi Rischi

Le complicanze delle trombosi arteriose, potenzialmente fatali, sono rappresentate dall'ischemia dei distretti a valle, con conseguenze cliniche che variano a seconda dei distretti interessati (cerebrali, cardiaci, periferici degli arti superiori e/o inferiori), determinando quadri di ictus cerebri, di infarto del miocardio e/o degli altri organi coinvolti nel processo ischemico, di ischemia degli arti superiori (più rara) e/o inferiori. 

La complicanza più temibile della trombosi venosa è rappresentata invero dall'embolia polmonare (causata dal distacco di un frammento di trombo che, seguendo la direzione del flusso venoso, viene trasportato al cuore di destra e quindi mediante le arterie polmonari fino al polmone determinando un drammatico quadro di insufficienza respiratoria acuta spesso ad evoluzione fatale).

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Nell'ambito della medicina preventiva, la presenza di quadri di significativa ateromasia in un soggetto, ci consente di inquadrarlo quale soggetto ad alto rischio per patologia trombotica che necessita di una riduzione dei suoi fattori di rischio (fumo, squilibri alimentari, sedentarietà, ipertensione arteriosa, diabete, ecc.), unitamente ad una terapia antiaggregante piastrinica e/o profibrinolitica atta alla prevenzione di ulteriori fenomeni di accrescimento delle placche fino alla formazione di lesioni stenosanti di carattere significativo; in caso di stenosi di carattere significativo nei distretti interessati, può rendersi opportuna la rivascolarizzazione dei vasi colpiti, o per via endovascolare (angioplastiche, stent, dilatazioni, ecc.) oppure per via chirurgica (by-pass, tromboendoarteriectomia, ecc.).

Nei quadri di trombosi venosa trovano invece utilità in ambito farmacologico, a seconda della precocità della diagnosi e delle caratteristiche del quadro clinico, i farmaci fibrinolitici, l'eparina a basso peso molecolare, gli anticoagulanti orali, i NAO (nuovi anticoagulanti orali); quando coinvolti gli arti trovano utile indicazione il bendaggio elastico e la rapida ripresa dell'attività motoria, nonché controlli clinici e strumentali nel tempo per il monitoraggio della patologia.

Prof. Attilio Marchese
A cura del Prof. Attilio Marchese
Chirurgo Vascolare

Specialisti che si occupano di trombosi

Scegli la provincia di tuo interesse e prenota gratuitamente una visita in pochi click.

oppure scegli una provincia

I tuoi Medici preferiti

Caricamento...