Piede piatto

Dr. Matteo Pennisi
A cura del Dr. Matteo Pennisi
Fisiatra

Cos'è Cos'è

Il piede dell'uomo normalmente presenta una volta longitudinale mediale, una volta longitudinale laterale ed una volta trasversa anteriore. Una delle cause più frequenti che conducono i pazienti pediatrici all’osservazione dello Specialista è dovuta alla mancanza o riduzione della volta longitudinale mediale, il cosiddetto piede piatto.

Va però ricordato che il piede di un bambino è normalmente piatto alla nascita e che questa condizione normalmente perdura fino al tempo della conquista della verticalizzazione e quindi dell'assunzione della stazione eretta e l'inizio della deambulazione.

Alla nascita è anche presente normalmente un modico varismo delle ginocchia che progressivamente si andrà di norma trasformando in valgismo definitivo. Gli stimoli esterni e tutte le attività a cui il piede viene progressivamente sottoposto con la crescita, prima gattonando e poi con il cammino, la corsa, i salti, contribuiscono in maniera determinante alla maturazione biomeccanica fino al corretto formarsi dell'allineamento del retropiede e dell'arco plantare, condizione che nella media avviene generalmente entro i 6-7 anni.

In una percentuale minore di casi la normalizzazione dell'assetto del piede e del corretto assetto del calcagno può avvenire anche più tardivamente, e soltanto una piccola percentuale, compresa tra l’1 e il 5%, il piede tende a restare piatto valgo anche in età adulta.

In alcuni soggetti durante l'accrescimento per vari motivi non riescono ad attuarsi i normali meccanismi che consentono al piede di transitare dal piattismo infantile al costituirsi di una volta plantare normale.

Una persistente presenza di ipervalgismo del retropiede con contemporanea assenza di formazione dell'arco plantare viene definita come piede piatto-valgo.

Cause Cause

Nel caso del piede piatto patologico la causa iniziale della deformità è posta nel retropiede, che si presenta ipervalgo. L'ipervalgismo è una deformità in cui l'asse posteriore tra la gamba ed il tallone viene a formare un angolo aperto all'esterno.

L’ipervalgismo del retropiede può anche essere riscontrato in maniera isolata, come unica espressione di un insufficiente sviluppo del piede durante il periodo di crescita, ed in questo caso viene definito come piede calcaneo-valgo.

In altri soggetti il persistere dell'eccessivo valgismo del retropiede può determinare una serie di alterazioni che, a cascata, si ripercuotono sull’avampiede e, potenzialmente, su tutto l’arto inferiore. È il caso del piede piatto valgo e del piede cavo-valgo, una tipologia di alterazione sempre collegata alla deformità del retropiede, ma con riscontro di diminuito appoggio plantare. In entrambe le situazioni le strutture del mesopiede e dell’avampiede reagiscono al disassetto retropodalico ma in maniera diversa. Punto fondamentale è il comportamento dell’astragalo, l’osso attraverso cui il piede si articola con la gamba e che rappresenta la chiave della volta plantare.

Clinicamente quindi la caratteristica principale del piede piatto consiste in un aumento del fisiologico valgismo del retropiede (normalmente di 5°-7° circa) con conseguente riduzione della fisiologica altezza dell'arco plantare longitudinale e quindi un aumento dell'appoggio della volta plantare.

In alcuni casi la causa del piede piatto può invece essere ricondotta ad una alterazione congenita, la più frequente una sinostosi, ossia una fusione di due delle ossa del tarso per un errato sviluppo embrionario.

In questi casi è presente all'esame clinico, oltre all'abbassamento della volta longitudinale, un ipervalgismo del meso-retropiede con rigidità delle articolazioni del tarso dovuta alla sinostosi.

dottore e dottoressa

Consulta la lista degli specialisti disponibili che si occupano di Piede piatto. Verifica gli specialisti vicino a te 

Sintomi Sintomi

Spesso il piede piatto, anche in alcune forme più avanzate, può essere asintomatico.

In assenza di disturbi significativi, il piede piatto valgo si configura quindi come una semplice variante anatomica, che solo raramente nell'adulto evolve in piede doloroso.
Nel bambino in generale il piattismo plantare è da considerarsi patologico solo in presenza di sintomatologia dolorosa e/o disturbi funzionali con riscontro all' esame clinico di strutturazione. In genere la sintomatologia dolorosa si presenta con la deambulazione ed è favorita dalle attività motorie e sportive.

Nella maggior parte dei casi la localizzazione del dolore è riferita al polpaccio e/o alla volta plantare.

Alle volte l'alterata struttura del piede, specie nella condizione denominata piede cavo-valgo, può favorire la intrarotazione delle ginocchia ed una tendenza al valgismo dell'alluce.

La sintomatologia dolorosa può comparire a volte solo in età adulta, anche questa favorita dai sovraccarichi funzionali.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi si effettua con un attento esame clinico, che prevede tra l'altro una valutazione del passo e della deambulazione, l'osservazione dell'appoggio plantare e dell'asse del retropiede al podoscopio, ed in alcuni test dinamici e funzionali. Va anche valutato nella sua interezza l'assetto biomeccanico dell'arto inferiore e l'eventuale presenza di rotazioni patologiche.

La valutazione statica del piede in carico si effettua utilizzando un podoscopio a transilluminazione con cui si osserva l’appoggio plantare. È molto importante inoltre durante la visita valutare e quantificare l’angolo di valgismo del retropiede, l'assetto generale del piede ed anche l’eventuale presenza di una protrusione mediale della testa dell’astragalo.

Chiedendo al bambino di andare sulle punte si valuta la capacità della muscolatura di correggere l’ipervalgismo del retropiede. Il ricrearsi della volta plantare con buona correzione del retropiede andando sulle punte è indicativo di una buona riducibilità attiva.
Si può effettuare anche un test di correzione passiva estendendo il primo dito con il piede sul podoscopio per constatare l'eventuale presenza di alterazioni muscolari o di anomalie di funzionalità meccanica del piede.
Nelle forme più gravi, specie se in soggetti sintomatici che riferiscono da tempo un dolore significativo, per completare la valutazione e raccogliere ulteriori dati utili, lo specialista può richiedere uno studio radiografico sotto carico con cui effettuare specifiche misurazioni e ricercare eventuali malformazioni ossee congenite.

  Scopri gli Specialisti che si occupano di
Piede piatto vicino a te 

Rischi Rischi

Il piede piatto può nel tempo essere responsabile dell'insorgere di una sintomatologia dolorosa, particolarmente favorita dalla progressiva perdita della mobilità e della fisiologica funzione. Tale condizione può quindi esitare in un piede piatto contratto-doloroso.

L'alterazione biomeccanica generata dal piattismo può inoltre generare un sovraccarico dell'avampiede e l'ipervalgismo del retropiede a sua volta un disfunzionamento da sovraccarico del tendine del tibiale posteriore e del tendine d'Achille.

In età adulta le conseguenze connesse alle differenti varianti connesse all'ipervalgismo del retropiede ed al piattismo sono molto variabili. Alcuni piedi possono restare sostanzialmente asintomatici anche in assenza di specifico trattamento ma, in generale, il piede calcaneo-valgo può arrivare a sviluppare patologie degenerative con maggiore frequenza rispetto alla normalità e può quindi diventare rigido e dolente. Inoltre eventuali significative alterazioni dell'asse dell'arto inferiore correlate all’ipervalgismo del calcagno possono contribuire a determinare nel tempo una maggiore usura anche a carico delle altre articolazioni.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

In generale il piede piatto è il più delle volte destinato in età giovanile a risolversi spontaneamente senza che questo porti a conseguenze patologiche.

Un piede piatto di lieve entità con riscontro ai test funzionali di una corretta formazione dell’arco plantare con varizzazione del calcagno invitando il soggetto ad andare sulle punte, il riscontro di una fisiologica mobilità articolare senza segni di rigidità o limitazione, l'assenza di dolore e di impaccio funzionale durante le comuni attività motorie, un’altezza dello scafoide tarsale nella norma, vanno in generale considerati come espressione di una deformità “benigna” solo morfologica, di norma non capace di creare danni di tipo strutturale del piede e necessitante quindi soltanto di un trattamento “dolce” e meno invasivo possibile.

In caso di mancata correzione del piattismo nei tempi previsti o di comparsa di significativi disturbi dolorosi o funzionali, può essere indicata l'adozione di uno specifico trattamento.

Dopo i tre-quattro anni, in caso di accertata mancata formazione della volta plantare, sarà possibile adottare un trattamento conservativo, consistente nella prescrizione di esercizi specifici e nell'utilizzo di calzature adatte ad evitare che il piede venga eccessivamente costretto all'interno della calzatura e che permettano un buon posizionamento ed una corretta mobilità dello stesso. Possono inoltre in alcuni casi essere associati dei specifici plantari le cui caratteristiche vanno definite dal medico specialista.

Nella valutazione specialistica va naturalmente considerata alla luce della prescrizione del corretto trattamento rieducativo l’eventuale associazione del piede piatto con altre condizioni cliniche come il ginocchio valgo o varo, la marcia a punte in dentro o sulle punte, etc.

L'indicazione chirurgica non è molto frequente, in quanto in molti casi il piattismo è nelle forme minori ben tollerato, mentre deve essere eventualmente considerata dopo attenta valutazione specialistica in età pre-puberale dopo gli 8-9 anni nei soggetti che presentano una deformità importante eventualmente associata ad alterazioni strutturali e funzionali (retrazione tendine d'Achille, intra-rotazione dell'arto, ipervalgismo dell'alluce, etc.), specie se in presenza di una significativa sintomatologia dolorosa. In questi casi può essere quindi indicato un approccio chirurgico a basso impatto.

In età adulta è ancora possibile trattare il piede calcaneo valgo chirurgicamente, ma questo richiede interventi generalmente più importanti e di maggiore complessità.

Dr. Matteo Pennisi
A cura del Dr. Matteo Pennisi
Fisiatra

I tuoi Medici preferiti

Caricamento...