La sindrome dell’ovaio policistico (nota anche come sindrome di Stein-Leventhal) è il più comune disordine endocrino nella popolazione femminile. Colpisce circa il 7–10% delle giovani donne, soprattutto in età fertile, con un esordio frequente già in adolescenza.
Si caratterizza per:
- ridotta fertilità, legata a ovulazione assente o irregolare;
- ciclo mestruale irregolare, che può presentarsi con oligomenorrea, amenorrea o sanguinamenti anomali;
- iperandrogenismo, con aumento della peluria, acne, seborrea o alopecia;
- possibile incremento del peso corporeo.
Dal punto di vista ecografico, si osservano ovaie aumentate di volume con numerosi follicoli disposti lungo il margine, che possono trasformarsi in piccole cisti contenenti liquido.
Cause
Tra le cause, è stato ipotizzato un eccesso di sostanze ossidanti pro–infiammatorie, non controbilanciate dalla giusta quantità di antiossidanti.
Sintomi
I sintomi tipici della sindrome dell’ovaio policistico comprendono:
- irsutismo (presenza eccessiva di peli, soprattutto su labbro superiore, mento, torace, addome e arti);
- obesità, spesso associata a insulino-resistenza;
- amenorrea (assenza di ciclo mestruale).
A questi si associano frequentemente alterazioni del ciclo mestruale, che possono manifestarsi con:
- cicli irregolari (oligomenorrea);
- sanguinamenti uterini anomali (menometrorragia), talvolta iniziali;
- evoluzione verso l’amenorrea.
Il ciclo mestruale è quasi sempre anovulatorio (assenza di ovulazione), condizione che può determinare:
- ridotta fertilità;
- infertilità, frequente nelle donne affette da ovaio policistico.
Nelle fasi iniziali prevalgono soprattutto i disturbi mestruali e i segni legati all’eccesso di androgeni, mentre con il tempo tendono a diventare più evidenti le alterazioni metaboliche.
Le irregolarità del ciclo compaiono spesso già in età puberale e possono progressivamente accentuarsi fino alla loro completa scomparsa.
Tra le manifestazioni cutanee più comuni si osservano:
- acne;
- seborrea.
Più raramente può comparire alopecia, caratterizzata da un diradamento diffuso dei capelli.
Per quanto riguarda gli aspetti metabolici, possono essere presenti:
- alterazioni del metabolismo degli zuccheri (ridotta tolleranza glucidica o diabete mellito di tipo 2);
- dislipidemie (aumento dei trigliceridi e riduzione del colesterolo HDL);
- aumento del rischio cardiovascolare e possibile ipertensione.
Queste manifestazioni riflettono il coinvolgimento di diversi sistemi di regolazione ormonale e metabolica dell’organismo.
Diagnosi
La diagnosi della sindrome dell’ovaio policistico non si basa soltanto sulla sintomatologia, ma richiede una valutazione clinica e strumentale più ampia. In particolare, si avvale di:
- ecografia pelvica, che evidenzia il tipico aspetto policistico delle ovaie;
- esame ginecologico, che può rilevare ovaie aumentate di volume e di consistenza;
- dosaggi ormonali che, pur nella variabilità dei casi, mostrano generalmente un aumento della produzione di testosterone e dei suoi derivati e una riduzione dell’estradiolo, mentre progesterone, FSH e LH possono variare.
Dal punto di vista endocrinologico, si osserva frequentemente un aumento degli ormoni androgeni, associato a un’alterazione dei normali equilibri tra LH e FSH, che regolano il ciclo ovarico.
In particolare, i livelli di LH tendono a essere elevati, mentre quelli di FSH risultano ridotti: questa condizione favorisce la crescita dei follicoli senza una loro completa maturazione, con conseguente formazione di cisti e assenza di ovulazione.
Nel complesso, quindi, la diagnosi si fonda sull’integrazione tra dati clinici, indagini ecografiche e valutazione del profilo ormonale.
Rischi
Questa condizione comporta un insieme di alterazioni che interessano l’equilibrio ormonale, il metabolismo e l’apparato riproduttivo, con effetti rilevanti sul benessere generale della donna, anche sul piano estetico.
Dal punto di vista clinico, può manifestarsi con infertilità, spesso correlata a una mancata ovulazione persistente, e rappresenta una delle cause più comuni di difficoltà nel concepimento.
Accanto ai disturbi endocrini e ginecologici, possono essere presenti alterazioni metaboliche, tra cui:
- difficoltà nella gestione degli zuccheri;
- diabete mellito;
- dislipidemia;
- difetti nei meccanismi di coagulazione, con aumento del rischio cardiovascolare e possibile ipertensione.
Inoltre, la concreta possibilità di rimanere sterili potrebbe predisporre allo sviluppo di sindromi di carattere depressivo.
Tutte queste caratteristiche predispongono a diabete e complicanze cardiovascolari, rendendo la sindrome dell’ovaio policistico una condizione che richiede un inquadramento completo e multidisciplinare.
Cure e Trattamenti
Essendo stato ipotizzato, tra le cause, un eccesso di sostanze ossidanti pro-infiammatorie, non controbilanciate dalla giusta quantità di antiossidanti, viene indicato l'uso di melatonina. Tale ormone, noto per le sue proprietà antiossidanti, tentato con buoni risultati sulla sintomatologia e con un miglioramento dei parametri della fertilità, da parte del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico Gemelli.Un altro gruppo dell'Università di Pechino ha valutato l'uso del microbiota come terapia adiuvante, avendo rilevato la presenza abbondante nelle pazienti affette da PCOS del Bacteroides vulgato.
Tutto questo in aggiunta alle classiche terapie, a base di:
- estroprogestinici;
- antiandrogeni;
- metformina;
- stimolanti dell'ovulazione come il clomifene.
Purtroppo, tuttavia, dopo uno o al massimo due anni dall'intervento, la sindrome si ripropone nella paziente trattata.
Bibliografia
- R. Apa e altri. Dipartimento Ostetricia e Ginecologia Policlinico Gemelli.
- Reproductive Sciences Gut microbiota-bile acid-interleuchine-22 axis orchestrates polycystic ovary sindrome. Qi X, Yun. C. e altri.
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