Calazio

Dr. Gustavo Brusasco

A cura del Dr. Gustavo Brusasco

Oculista

Cos'è Cos'è

Il calazio è un processo infiammatorio lipo-granulomatoso localizzato, che colpisce le ghiandole sebacee, in particolare le ghiandole palpebrali di Meibomio (chiamate così dal medico tedesco Heinrich Meibom 1638–1700 e deputate alla secrezione della componente lipidica del film lacrimale). Di solito insorge secondariamente ad una ostruzione non infettiva di un dotto escretorio di una ghiandola. Studi clinici hanno rilevato che i calazi rappresentano la più comune lesione infiammatoria palpebrale. Si tratta di una lesione benigna che può spesso auto-limitarsi.

Cause Cause

La causa di insorgenza della tumefazione duro-elastica tipica del calazio è il ristagno non infettivo di secrezioni lipidiche che si verifica in presenza di blefariti posteriori. Condizioni sistemiche predisponenti, soprattutto in caso di calaziosi ricorrenti e recidivanti, sono disfunzioni tiroidee, intestinali croniche e acne rosacea.

Le Ghiandole di Meibomio sono ghiandole dotate di un dotto visibile sul bordo palpebrale dietro le ciglia attraverso il quale riversano il loro secreto lipidico andando a costituire la porzione lipidica esterna del film lacrimale, essenziale per ridurre la velocità di evaporazione delle lacrime. Infatti una infiammazione cronica a carico di queste ghiandole (MGD Meibomian Glands Dysfunction) è responsabile dell’occhio secco, una delle patologie più comuni oculari e della blefarite altra infiammazione cronica delle palpebre.

Le cause legate all’ostruzione dello sbocco della ghiandola possono essere diverse, tra cui fattori ormonali che influenzano la densità dei lipidi secreti, fattori alimentari, scarsa igiene palpebrale, fattori infiammatori come la blefarite. A volte i calazi possono essere multipli, soprattutto in presenza di condizioni sistemiche come la dermatite seborroica, l’acne rosacea, la blefarite cronica, concentrazioni elevati di lipidi nel sangue, la leishmaniosi, la tubercolosi, stati di immunodeficienza alcune infezione virale e carcinomi.

 

Sintomi Sintomi

Si presenta di solito come una lesione indolente ed a lenta crescita. Talvolta è presente arrossamento ed edema palpebrale, può essere confuso dai pazienti con orzaiolo esterno (ascesso acuto stafilococcico a carico di un follicolo ciliare e delle ghiandole associate di Zeiss o di Moll, più comune nei bambini e giovani adulti) o orzaiolo interno (processo acuto infettivo a carico delle ghiandole di Meibomio, più doloroso). Le due patologie (orzaiolo e calazio) possono essere presenti contemporaneamente in un quadro di edema palpebrale.

Condizioni sistemiche predisponenti sono la dermatite seborroica, l'acne rosacea (presenza di teleangectasie della regione media del viso) e blefariti associate a MGD (Meibomian Gland Dysfunction). La MGD comporta blefarite con sintomatologia caratterizzata da disconfort oculare, sensazione di corpo estraneo, occhi stanchi ed appiccicati al mattino. Calazi di grandi dimensioni possono essere associati a riduzioni del visus, per lo più legate all'astigmatismo corneale da compressione della lesione sulla cornea ed a riduzioni del campo visivo legate a ptosi meccaniche. In caso di dolore, può essere il caso di un piccolo ascesso (il calazio per definizione è indolente) che simula un calazio. 

Diagnosi Diagnosi

Insorge a tutte le età, come un nodulo indolore che aumenta lentamente di volume, rotondeggiante all'interno del piatto tarsale o con sede extra-tarsale. L'eversione della palpebra è, se possibile, sempre una manovra semplice ed utile per l'inquadramento diagnostico. Al contrario dell'orzaiolo che cresce in pochissimo tempo, di solito il tempo di accrescimento del calazio è più lungo e lento

Sebbene la diagnosi sembri facile a livello clinico, queste lesioni possono simulare varie lesioni benigne, pre-cancerose e maligne. È molto importante ricordare che neoplasie maligne, in particolare il carcinoma sebaceo (SebCC), può essere scambiato per un semplice calazio anche da esperti medici. La presenza di ulcerazione e/o distruzione del margine palpebrale è sempre un segno che deve essere colto dal medico, in quanto segno di malignità. 

Il calazio entra in diagnosi differenziale con altre lesioni benigne come:

  • differenti tipi di infiammazione cronica del margine palpebrale
  • cheratosi seborroica
  • cisti da inclusione epiteliale
  • granuloma piogenico
  • papilloma
  • iperplasia di una ghiandola sebacea
  • nevo intradermico
  • reazione infiammatoria granulomatosa ad un corpo estraneo
  • granuloma necrotizzante
  • dermatofibroma
  • idrocistoma.

Può mascherare inoltre lesioni di vario grado di malignità come:

  1. carcinoma sebaceo
  2. carcinoma basocellulare
  3. infiammazione cronica con atipie cellulari e figure mitotiche Sebaceous cell carcinoma
  4. carcinoma di Merkel
  5. melanoma desmoplastico
  6. carcinoma microcistico degli annessi
  7. neurolennoma.

In caso di dubbio diagnostico è sempre bene effettuare un prelievo istologico.

Rischi Rischi

Non esistono rischi particolari, ma si consiglia di evitare uso di lenti a contatto, in quanto si tratta pur sempre di una patologia infettiva. Altro possibile rischio e l'insorgenza di una ambliopia in casi di grossi calazio provocanti ptosi meccaniche in bambini.

Nei soggetti anziani, invece è bene sempre considerare in diagnosi differenziale la possibilità di un carcinoma sebaceo o altre forme maligne.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La gestione terapeutica consiste nel trattamento della lesione presente e nella prevenzione di altre lesioni nella stessa sede o in altre sedi delle palpebre.

La terapia medica ne può ridurre il decorso. Fondamentale che i pazienti comprendano l’importanza di un’accurata igiene del bordo palpebrale oltre alle misure di salute generali (ad esempio, dieta corretta, il riposo, la gestione dello stress,), per mantenere una buona funzione della pelle e delle palpebre. Se il calazio è piccolo, asintomatico e poco visibile non necessita di terapia specifica, mentre un trattamento conservativo medico per le forme sintomatiche può essere questo:

  • modificazioni nel regime alimentare, in particolare evitare insaccati ed altri cibi ricchi di lipidi e ridurre alcool, caffè, cioccolato e cibi altamente raffinati, così come i cibi fritti e quelli che contengono grassi saturi;
  • impacchi caldi (per almeno 15 minuti 2-4 volte al giorno) associati a un massaggio energico verso il bordo palpebrale per favorire il drenaggio delle ghiandole ostruite;
  • detersione del bordo balpebrale (con shampoo per bambini) con cotton fioc per disostruire i dotti escretori delle ghiandole di Meibomio;
  • l’uso di alcune pomate con associazione cortisonico/antibiotica 3-4 volte al dì su consiglio dell’oculista (come antibiotico le tetracicline sono la classe di scelta, tranne nei casi di bambini ed in gravidanza, dove si opta per l'eritromicina come alternativa);
  • protezione del bulbo oculare limitando l’esposizione UV attraverso l’uso di occhiali da sole e cappelli.

Sebbene la Letteratura Scientifica evidenzi la blefarite come una condizione cronica, negli ultimi anni sono stati sviluppate innovative tecnologie basate sulla luce pulsata che possono permettere un trattamento ottimale della disfunzione delle ghiandole del Meibomio e dell'occhio secco che spesso è associato a tale infiammazione del margine palpebrale. In casi di grosse lesioni, si deve ricorrere alla chirurgia del calazio. Sotto anestesia locale, si effettua per via congiuntivale una piccola incisione verticale e si effettua un curettage chirurgico dei vacuoli lipidici che compongono il calazio. Di solito non sono necessari punti di sutura. Possibile piccolo ematoma localizzato nella regione intorno alla lesione escissa nei giorni successivi alla procedura chirurgica.

L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.


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