Menopausa

Ultimo aggiornamento: 15/05/2026

La menopausa è la cessazione definitiva delle mestruazioni, a sua volta espressione della fine della funzionalità ovarica e quindi della produzione di ormoni ovarici. 

Rappresenta inoltre la fase della vita della donna che segna la fine della fertilità. Si definisce:

  • fisiologica quando insorge tra i 45 e i 55 anni;
  • precoce se compare prima dei 45 anni;
  • tardiva se si manifesta oltre i 55 anni. 

La donna è considerata in menopausa quando è trascorso un anno dall’ultima mestruazione, evento che indica la cessazione della produzione ormonale ovarica, pur permanendo una minima attività residua. 

Possiamo infatti distinguere tre fasi principali:  

  • premenopausa: un periodo precedente la menopausa vera e propria caratterizzato da alterazioni della frequenza mestruale. In questa fase la produzione ormonale perde progressivamente la sua ciclicità e l’ovulazione non avviene più con regolarità. Può avere una durata variabile, da pochi mesi fino a diversi anni, ed è contraddistinta da irregolarità del ciclo mestruale; 
  • menopausa vera e propria 
  • post- menopausa: quando le mestruazioni sono ormai interrotte da 12 mesi.

L’insieme di questi tre momenti si chiama climaterio.

Approfondimenti

Cause Cause

La menopausa ha due cause principali

  • causa naturale: dovuta all’esaurimento del patrimonio follicolare dell’ovaio (il follicolo è la struttura ovarica che contiene l’ovocita);
  • causa artificiale: dovuta ad interventi ginecologici o terapie mediche ormonali che bloccano la funzione delle ovaie. 

Cause artificiali sono spesso all’origine della menopausa precoce, l’interruzione del ciclo prima dei 40 anni di età. 

Sintomi Sintomi

La menopausa è una condizione fisiologica dalla sintomatologia multifattoriale legata alla riduzione del livello degli estrogeni circolanti.  

È preceduta da un periodo definito premenopausa, caratterizzato da irregolarità del ciclo mestruale: in entrambe le fasi possono comparire manifestazioni fisiche e psichiche di entità variabile. Non tutte le donne presentano disturbi e, quando presenti, questi possono differire per intensità in relazione alla:

  • quota ormonale residua;
  • all’equilibrio psico-emotivo;
  • al vissuto individuale. 

Tra i sintomi più comuni troviamo:

  • vampate di calore, che si manifestano come improvvisi aumenti della temperatura corporea, spesso associati a sudorazione intensa;
  • sudorazione notturna;
  • palpitazioni;
  • vertigini;
  • tachicardia;
  • ansia;
  • insonnia;
  • irritabilità;
  • calo della libido;
  • cefalea;
  • dolori articolari e muscolari;
  • secchezza vaginale;
  • prurito genitale;
  • disturbi urinari, che possono comparire sia sotto sforzo (tosse, starnuti) sia come incontinenza urinaria;
  • alterazioni dell’umore (depressione, irritabilità);
  • riduzione o perdita del desiderio sessuale;
  • riduzione della massa ossea, valutabile mediante mineralometria ossea computerizzata (moc).

La ridotta lubrificazione vulvo-vaginale può determinare prurito, bruciore e difficoltà nei rapporti sessuali. 

Va detto che alcune donne presentano pochi o nessun disturbo, altre sintomi lievi o moderati che non alterano la qualità della vita, altre ancora manifestano quadri più intensi che possono interferire con la quotidianità.

Menopausa

Diagnosi Diagnosi

L’assenza di flusso mestruale per più di sei mesi in donne di età superiore ai 45 anni è indicativo di menopausa e riscontrabile al semplice esame obiettivo

Ulteriori esami clinici e strumentali permetteranno di deporre la diagnosi definitiva. 

Tra questi:

  • valutazione dei dosaggi ormonali;
  • ecografia transvaginale: per monitorare lo stato delle ovaie.

Rischi Rischi

La menopausa è una condizione fisiologica, i cui rischi sono legati prevalentemente alla carenza di estrogeni.

Nel lungo termine, essa può determinare:

  • aumento del rischio di patologie cardiovascolari;
  • osteoporosi, ovvero una condizione caratterizzata da una maggiore fragilità ossea, dovuta alla riduzione della densità minerale, conseguente al calo ormonale, che può predisporre a fratture, in particolare a carico di femore e vertebre; 
  • irritazioni vaginali;
  • dispareunia o dolore durante il rapporto sessuale.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La menopausa va trattata in tutte quelle pazienti che non vivono in armonia questa condizione fisiologica.

Il trattamento è sempre personalizzato e si basa su un approccio multimodale:

  • terapia naturale: con integratori contenenti estrogeni naturali;
  • terapia ormonale: preceduta da un check-up ginecologico comprensivo di ecografia, pap test, mammografia ed esami del sangue per la scelta del trattamento più adeguato;
  • terapia sintomatica: mirata ai singoli disturbi, come secchezza vaginale, osteoporosi o calo del desiderio sessuale.

La scelta terapeutica dipende dall’intensità del quadro clinico. In caso di disturbi assenti o lievi, non è indicata una terapia specifica; si raccomandano misure generali per contenere gli effetti metabolici della condizione, come:

  • controllo del peso tramite dieta ed attività fisica;
  • abolizione del fumo;
  • adeguato apporto di calcio con dieta o integrazione.

In presenza di disturbi moderati, possono essere utilizzati fitoestrogeni, sostanze di origine vegetale con azione estrogeno-simile. In caso di inefficacia dopo almeno un mese di trattamento a dosaggio adeguato, si può valutare la terapia ormonale sostitutiva.

Per i disturbi intensi, invece:

  • si ricorre alla terapia ormonale sostitutiva
  • quando la secchezza vaginale rappresenta il sintomo prevalente o isolato, possono essere impiegati estrogeni locali in forma di ovuli o creme.

La prevenzione della perdita di massa ossea coinvolge sia le ossa sia i denti, strutture entrambe influenzate dalla riduzione della densità minerale in menopausa, può essere affrontata mediante diverse opzioni terapeutiche, tra cui:

  • la terapia ormonale sostitutiva, 
  • il raloxifene e farmaci non ormonali come alendronati e calcitriolo; 
  • è inoltre indicata l’integrazione di calcio nei casi in cui l’apporto dietetico risulti insufficiente.

In premenopausa, la pillola anticoncezionale può essere presa in considerazione in presenza di irregolarità del ciclo, sintomi menopausali o necessità contraccettiva.

La deprivazione estrogenica può favorire un aumento ponderale legato alla riduzione del metabolismo, motivo per cui risulta fondamentale adottare uno stile di vita adeguato, basato su alimentazione equilibrata e attività fisica regolare.

In conclusione, la menopausa va considerata come una fase fisiologica della vita femminile, caratterizzata da possibili modificazioni cliniche ma gestibile efficacemente attraverso percorsi terapeutici personalizzati.

Approfondimento del Dr.ssa Nicoletta Danuso

Terapia ormonale sostitutiva: modalità, benefici e rischi nel trattamento della menopausa

La terapia ormonale sostitutiva (TOS) è un trattamento indicato è indicata in premenopausa o in menopausa in presenza di disturbi menopausali moderati-intensi. 

La terapia con estrogeni è indicata nelle donne che sono state operate di isterectomia (asportazione dell’utero) per patologie benigne (di solito fibromi o prolasso genitale). Esistono varie preparazioni farmacologiche, come: 

  • compresse, da prendere tutti giorni;
  • cerotti, da cambiare 1 o 2 volte alla settimana; 
  • gel, da spalmare sulla pelle tutti giorni;
  • spray nasale, da somministrare tutti i giorni.

Nelle donne che non hanno subito l’asportazione dell’utero, è necessario associare un progestinico all’estrogeno, per evitare che la somministrazione prolungata di estrogeno stimoli troppo l’endometrio (la mucosa che riveste l’interno dell’utero), potendo causare iperplasie o tumori.

A seconda di come vengono somministrati i due ormoni, possono tornare o meno le mestruazioni. Esistono varie preparazioni farmacologiche, come: 

  • compresse, da prendere tutti i giorni oppure per 3 settimane al mese;
  • cerotti, gel da spalmare, o spray nasale (vedi Preparazioni farmacologiche di estrogeno) associati a progestinico in compresse orali o endovaginali, da prendere tutti i giorni o per 10-14 giorni al mese; 
  • cerotti con estrogeno e progestinico.

Il tibolone è una sostanza con effetti di tipo estrogeno, progestinico e androgeno. Si presenta in compresse da prendere tutti i giorni, senza pause, e non causa la comparsa di mestruazioni. È meno efficace dell’estrogeno sulle vampate ma più efficace sulla depressione e la diminuzione del desiderio sessuale  

Si assume tramite iniezioni da somministrare mensilmente; è molto efficace sui sintomi menopausali, migliora il tono dell’umore e la performance fisica e aumenta il desiderio sessuale ma può avere effetti di tipo androgenico (aumento dei peli, acne, seborrea). Nelle donne che hanno l’utero deve essere associato a progestinico da prendere per 10-14 giorni al mese. 

I vantaggi della terapia ormonale sostitutiva sono i seguenti:

  • molto efficace in tempi molto brevi sui sintomi menopausali soggettivi; 
  • riduce il processo di invecchiamento della pelle e delle mucose;
  • efficace nel rallentare o arrestare la perdita di sostanza ossea;
  • riduzione statistica dell’incidenza del tumore dell’endometrio e del colon 

Per quanto riguarda gli effetti collaterali e le controindicazioni della terapia ormonale sostitutiva, invece, in alcune donne, si possono verificare: 

  • tensione mammaria;
  • sanguinamenti vaginali irregolari;
  • cefalea;
  • pesantezza e/o dolore agli arti inferiori;
  • nausea;
  • aumento di peso.

Statisticamente è stato osservato (soprattutto per gli schemi terapeutici con progestinico associato): 

  • lieve aumento degli incidenti cardiovascolari; 
  • lieve aumento dell’incidenza del tumore della mammella.

Tra le controindicazioni della terapia ormonale sostitutiva, troviamo:

  • Tumore della mammella o dell’endometrio;
  • malattie cardiovascolari (ipertensione non trattata, infarto, flebiti o tromboflebiti, ischemie cerebrali);
  • calcoli della colecisti. 
Approfondimento del Dr. Maurizio Esposito

Trattamenti per il benessere genito-urinario in menopausa

Durante la menopausa, la riduzione degli estrogeni può provocare diversi cambiamenti a carico dell’apparato genito-urinario. Tra i più comuni si riscontrano l’assottigliamento e la fragilità delle mucose (che possono causare secchezza vaginale e infezioni urinarie ricorrenti) e una diminuzione del tono del pavimento pelvico, ovvero l’insieme di muscoli che sostengono utero, vescica e retto.

Oggi è possibile intervenire in modo efficace su questi disturbi attraverso approcci terapeutici mirati, spesso definiti trattamenti “antiage” delle zone intime. Questi non riguardano solo la vagina, ma anche i genitali esterni.

Tra le soluzioni rientrano:

  • i trattamenti locali a base di acido ialuronico puro ad alto peso molecolare. Questo tipo di gel viene applicato sia sulle piccole labbra sia sulle pareti vaginali, contribuendo a ridurre la secchezza e a migliorare idratazione, elasticità e qualità dei tessuti;
  • un ulteriore supporto è rappresentato dai bio-ormoni di origine vegetale, derivati ad esempio da soia e trifoglio rosso. Possono essere assunti per via orale oppure utilizzati localmente, offrendo un aiuto nel riequilibrare l’ambiente ormonale;
  • è inoltre fondamentale preservare il corretto equilibrio della flora vaginale. L’utilizzo di fermenti lattici aiuta a mantenere il giusto livello di acidità (pH), favorendo una maggiore difesa naturale contro le infezioni;
  • la laserterapia rappresenta un’opzione complementare sempre più diffusa: un trattamento efficace nel migliorare il trofismo e il benessere delle zone intime, contribuendo a contrastare i segni dell’invecchiamento dei tessuti.

Bibliografia

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Dr.ssa Elettra Marullo

Dr.ssa Elettra Marullo

Medico Chirurgo, specialista in Ginecologia ed Ostetricia
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