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Linfoadenomegalia

Dr. Ljevin Boglione

A cura del Dr. Ljevin Boglione

Chirurgo Proctologo Medico Chirurgo, specialista in Chirurgia Generale Creato il: 17/01/2018 Ultimo aggiornamento: 09/11/2023

Cos'è Cos'è

La linfoadenomegalia è una patologia del sistema linfatico caratterizzata da alterazioni dei linfonodi, organi al cui interno si organizza la reazione del sistema immunitario, alla presenza di agenti esterni ed interni potenzialmente pericolosi. Le alterazioni possono riguardare diversi aspetti del linfonodo come:

  • volume;
  • forma;
  • consistenza; 
  • rapporto con le strutture circostanti: in questi casi si parla di linfoadenomegalia localizzata o generalizzata, a seconda sia presente in una sola o più zone del corpo.
Linfoadenomegalia

Cause Cause

Le cause della linfoadenomegalia sono molteplici. Ciò è dovuto al fatto che i linfonodi sono responsabili della risposta immunitaria. A seconda della causa, scatenante distinguiamo: 

  • linfoadenomegalia benigna: alla cui causa partecipa un processo infettivo o infiammatorio;
  • linfoadenomegalia maligna: alla cui causa partecipa una massa tumorale sviluppatasi a livello linfonodale.
  Tra le principali causa di linfoadenomegalia benigna troviamo pertanto:
  • infezioni/infiammazioni batteriche: che possono riguardare le vie respiratorie, la cute o i tessuti molli come la tonsillite batterica; la cellulite, l’ascesso, ecc.; 
  • infezioni/infiammazioni virali: come le infezioni dovute ad Herpes Simplex, sessualmente trasmissibili, e ad HIV; 

La linfoadenomegalia maligna è invece dovuta generalmente a:

  • linfomi: tumori sviluppatisi a livello linfonodale (quindi “attaccati” al linfonodo);
  • metastasi: di un tumore localizzato altrove, ma in fase di diffusione come, ad esempio, il tumore al polmone, alla mammella, allo stomaco, alla pelle (melanoma), ecc. 

Sintomi Sintomi

La principale manifestazione clinica della linfoadenomegalia è la tumefazione palpabile del linfonodo alterato, un rigonfiamento più o meno arrossato cui può accompagnarsi dolore. 

A questa prima manifestazione possono seguire sintomi aspecifici quali: 

  • febbre;
  • perdita di peso;
  • anemia;
  • manifestazioni emorragiche: causate dalla carenza di elementi coagulanti nel sangue;

La sintomatologia specifica varia in base alle cause scatenanti la linfoadenomegalia.

Diagnosi Diagnosi

Generalmente il primo approccio alla diagnosi per linfoadenomegalia è l’autoanalisi, effettuata dal paziente guardandosi allo specchio o lavandosi. Ciò consente di individuare tumefazioni palpabili, spesso localizzate in prossimità della gola, nella zona ascellare e nella zona inguinale. 

All’autoanalisi seguono un’accurata e attenta anamnesi corredata da esame obiettivo da parte dello specialista, per evidenziare le possibili cause del rigonfiamento. 

Nella maggior parte dei casi, il percorso diagnostico prosegue con accertamenti strumentali quali:

  • esami ematochimici e sierologici: per evidenziare infezioni e infiammazioni di origine batterica o virale; 
  • ecografia: in grado di confermare la natura linfonodale del rigonfiamento e di riconoscere eventuali alterazioni della forma; 
  • biopsia linfonodale: utile per identificare la natura benigna o maligna del rigonfiamento.

Rischi Rischi

La maggior parte dei rischi della linfoadenomegalia è legata alla causa scatenante.

Trascurare le tumefazioni palpabili potrebbe portare alla diagnosi tardiva di una patologia importante, aumentando il rischio di andare incontro a trattamenti invasivi. 

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Il trattamento dipende dalla natura della linfoadenomegalia.

Qualora questa sia benigna e dunque dovuta ad infezioni o infiammazioni batteriche, il trattamento prevede: 

  • terapia farmacologica: a base di antibiotici, antinfiammatori e antidolorifici volti a contrastare il processo infiammatorio;
  • intervento chirurgico: per drenare eventuali ascessi (accumuli di pus), che l’infezione batterica potrebbe aver creato.
La linfoadenomegalia maligna necessita invece di trattamenti più complessi e multidisciplinari, che dipendono dalla sede e dalla natura della neoplasia. I linfomi sono seguiti dallo specialista ematologo; i tumori solidi, invece, sono di competenza dell'oncologo medico, oltre che dello specialista nella chirurgia dell'organo colpito dal tumore primitivo.
 

Bibliografia

  • Gaddey HL, Riegel AM. Unexplained Lymphadenopathy: Evaluation and Differential Diagnosis. Am Fam Physician. 2016 Dec 1;94(11):896-903. PMID: 27929264.
  • Weiss LM, O'Malley D. Benign lymphadenopathies. Mod Pathol. 2013 Jan;26 Suppl 1:S88-96. doi: 10.1038/modpathol.2012.176. PMID: 23281438.

L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.

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