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Iperidrosi

Dr.ssa Laura Vollono

Dr.ssa Laura Vollono

Dermatologo Medico Chirurgo, specialista in Dermatologia e Venereologia Creato il: 13/07/2017 Ultimo aggiornamento: 13/12/2023

L’iperidrosi rappresenta una condizione di eccessiva sudorazione. Sebbene coinvolga principalmente le aree anatomiche ricche di ghiandole sudoripare (come le mani, i piedi, l’inguine, le ascelle, il viso ed il cuoio capelluto) può presentarsi sia solamente in un’unica precisa area (si parla, in questo caso, di iperidrosi focale), che in più aree contemporaneamente.
 

Iperidrosi

Cause Cause

L’iperattività delle ghiandole sudoripare, che hanno la funzione di produrre e secernere il sudore, causa l’eccessiva sudorazione. Si possono distinguere due tipologie di iperidrosi: iperidrosi primaria (o essenziale), nel caso in cui sia causata da fenomeni idiopatici, di cui cioè non si conoscono le ragioni; iperidrosi secondaria se, invece, si manifesta in concomitanza ad altri fattori, quali:

  • obesità severa;
  • disordini tiroidei;
  • alterazioni della glicemia e diabete;
  • assunzione di farmaci (quali antidepressivi, antinfiammatori, oppioidi, neurolettici);
  • menopausa;
  • vertigini.

L’organismo umano, con la sudorazione, abbassa la propria temperatura. Il processo di sudorazione coinvolge il sistema nervoso, che invia uno stimolo di attivazione alle ghiandole sudoripare quando rileva l’aumento della temperatura del corpo. Vi è anche il caso in cui lo stimolo scaturisce a seguito di condizioni di stress nervoso e stato ansioso (in tal caso la sudorazione si concentra soprattutto sul palmo delle mani).

Il meccanismo è diverso nei pazienti con iperidrosi. In questi soggetti, infatti, si verifica un’ iperstimolazione delle ghiandole sudoripare anche quando non vi sia un calibrato aumento della temperatura corporea. 

In tali pazienti può, quindi, verificarsi uno stato psicologico alterato. Essi presentano, infatti, una forte risposta allo stress emotivo e sociale, la quale può avere un ruolo nello sviluppo della stessa condizione.

Sintomi Sintomi

Il principale segnale è l’iperproduzione di sudore. Un fattore fondamentale per i pazienti affetti da iperidrosi è rappresentato dall’impatto emotivo e sociale. La patologia lascia, infatti, alcuni aloni riconoscibili, sia a livello ascellare, che dorsale. Per i pazienti può rappresentare un disagio anche tenere in mano una penna o, ancora, porgere la mano ad un’altra persona. Questo disturbo genera, infatti, un forte stress e ansia sociale, i quali sono responsabili dell’attivazione delle ghiandole sudoripare, dando origine ad un "effetto domino”.

Diagnosi Diagnosi

Il medico può diagnosticare l’iperidrosi in modo immediato, a seguito di un semplice esame del paziente in seguito al colloquio anamnestico. 

Bisogna ricercare quale sia l’effetto che tale disturbo genera nel paziente dal punto di vista emotivo e sociale. Il soggetto, infatti, spesso riferisce la continua sensazione di imbarazzo a causa di tali episodi e, per questo, manifesta un disagio sociale. Al fine di comprendere quando il disturbo sia grave e valutare le aree anatomiche coinvolte, si può eseguire il test di Minor. L’esame consiste nell’applicazione di una soluzione di iodio e ioduro di potassio seguita da un particolare amido. Questo test permetterà di vedere le aree interessate da iperidrosi che, a seguito della soluzione, prenderanno colorazione blu scura.

Rischi Rischi

Il rischio più grave dell’iperidrosi è il notevole peggioramento della qualità di vita del paziente. Si possono, inoltre, evidenziare alcune problematiche relative alla macerazione della cute favorendo, nelle aree anatomiche interessate, la nascita di un ambiente pullulante di batteri, virus e funghi. Questi parassiti, generalmente, conferiscono cattivo odore e/o prurito. 

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Per trattare questa condizione, in primo luogo si ricorre agli antitraspiranti, questa categoria di prodotti ha la capacità di bloccare la produzione del sudore. Tale funzione è molto utile nell’ iperidrosi focale e di modesta entità ma, tuttavia, spesso non basta.

Un trattamento utile al fine di contrastare l’iperidrosi è anche la ionoforesi, trattamento che, con un’ apparecchiatura ad elettrodi,  è capace di intervenire a livello dei canali ionici presenti sulla parete delle cellule che costituiscono le ghiandole sudoripare. Per il trattamento, effettuato a livello domiciliare, il paziente deve immergere mani e piedi in una vaschetta piena d’acqua contenente degli elettrodi. La vaschetta per qualche minuto è, inoltre, collegata ad una fonte di alimentazione. La ionoforesi è indicata soprattutto per i bambini ed adolescenti che presentano l'iperidrosi focale a livello palmo-plantare. E’ necessario, inoltre, affinché porti dei risultati evidenti, effettuare diverse sedute.

Quando queste terapie dovessero fallire, si può ricorrere all’uso di ossibutinina, farmaco con proprietà anticolinergiche. Si cerca di minimizzare i sintomi utilizzando la minima dose efficace di farmaco. Bisogna, tuttavia, sottolineare che l’ossibutinina può essere controindicata in alcuni casi, come quando sono presenti nel paziente il reflusso gastroesofageo e l’ernia iatale. Per questo motivo, dovrà essere il medico a valutare la prescrizione.

In ultima istanza si può optare per l’intervento chirurgico della simpaticectomia che consiste nella lesione dei rami nervosi responsabili della stimolazione delle ghiandole sudoripare. Tale intervento, però, può essere effettuato solo in pochi casi selezionati e deve essere eseguito da specialisti.

Una svolta fondamentale è stata data dalla tossina botulinica. Questa sostanza, quando infiltrata, è capace di bloccare la secrezione di sudore nelle aree anatomiche compromesse. Generalmente, si inietta su:

  • palmi delle mani;
  • piante dei piedi;
  • ascelle. 

Il trattamento si esegue in ambulatorio ed è immediato. Affinché abbia l’effetto desiderato, è infatti fondamentale che chi lo esegue abbia una conoscenza anatomica approfondita dei muscoli presenti a livello di palmi e piante. L’effetto della tossina botulinica dura circa sei mesi e si può ripetere a cadenza regolare (circa due volte l’anno).

Bibliografia

  • ​​Piérard, G-E., C. Piérard-Franchimont, and T. Hermanns-Lê. "Secrezione sudorale e sebacea." EMC-Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei 12.1 (2015): 1-9.
  • Rocour, S., and H. Maillard. "Secrezione di sudore." EMC-Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei 20.1 (2023): 1-9.
  • Zerbinati, Nicola. "La tossina botulinica nell’iperidrosi." Tossina Botulinica. SEE, 2008. 163-169.

L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.

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