Iperidrosi

Dr.ssa Laura Vollono

A cura del Dr.ssa Laura Vollono

Dermatologo

Cos'è Cos'è

Con il termine iperidrosi si indica la condizione di sudorazione eccessiva. Localizzata soprattutto nelle aree ricche di ghiandole sudoripare, quali mani, piedi, ascelle, inguine, viso e cuoio capelluto, può interessare una o più di queste aree contemporaneamente oppure osservarsi solo in un’area specifica, prendendo la definizione di iperidrosi focale (es. iperidrosi plantare).

Cause Cause

L’iperidrosi è dovuta ad un’iperattività delle ghiandole sudoripare preposte alla produzione e secrezione del sudore. La patologia è definita primaria (o essenziale) quando è determinata da fenomeni idiopatici, di cui cioè non si conoscono le ragioni, o secondaria quando insorge in correlazione ad altre condizioni, quali ad esempio:

  • disordini tiroidei
  • alterazioni della glicemia e diabete
  • obesità severa
  • menopausa
  • assunzione di farmaci (es. antidepressivi, antinfiammatori, oppiodi, neurolettici)

La sudorazione è la modalità che l’organismo umano utilizza per abbassare la propria temperatura. In condizioni fisiologiche il processo della sudorazione coinvolge il sistema nervoso, che invia uno stimolo di attivazione alle ghiandole sudoripare nel momento in cui esso percepisce un aumento della temperatura del corpo. Tale stimolo può essere inviato anche in condizioni di stress nervoso e stato ansioso e in questo caso la sudorazione spesso si concentra a livello del palmo delle mani.

Nei pazienti con iperidrosi essenziale tale meccanismo risulta alterato, con iperstimolazione delle ghiandole sudoripare anche in assenza di un proporzionale aumento della temperatura corporea. Uno stato psicologico con marcata risposta allo stress emotivo e sociale può essere osservato in questi pazienti e può concorrere allo sviluppo della condizione.

Sintomi Sintomi

Il sintomo principale, com'è facilmente intuibile, è l’iperproduzione di sudore. Nei pazienti affetti l’impatto emotivo e sociale è marcato: l’iperidrosi a livello ascellare e dorsale determina aloni marcati e visibili sui vestiti, il tenere in mano una penna può essere disagevole e a volte i pazienti provano imbarazzo nel porgere la mano ad un’altra persona, con ripercussioni sulla sfera sia personale che professionale. Lo stress emotivo e sociale legato all’iperidrosi determina a sua volta un’attivazione delle ghiandole sudoripare, innescando un circolo vizioso.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi è immediata, spesso evidente ad un semplice esame del paziente, oppure supportata dal racconto anamnestico. Va indagato l’impatto sulla sfera emotiva e sociale del paziente, che spesso riporta di essere fortemente in imbarazzo a causa di tali episodi e di attuare comportamenti di evitamento sociale. Per valutare il grado di severità e l’esatta estensione anatomica è possibile eseguire il test di Minor, che prevede l’applicazione di una soluzione di iodio e ioduro di potassio seguita da un particolare amido, determinando una colorazione blu scura nelle aree interessate da iperidrosi.

Rischi Rischi

La conseguenza più importante dell’iperidrosi è la compromissione della qualità della vita del paziente. Altre possibili problematiche sono legate alla macerazione della cute nelle aree interessate, con formazione di un ambiente favorente la sovrainfezione da parte di batteri, virus e funghi, che spesso danno luogo a cattivo odore nelle aree interessate (da parte dei batteri della famiglia delle Corinebatteriacee) o a prurito, causato da un’infezione fungina che determina lesioni cutanee tipiche.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Il trattamento di prima linea consiste nell’utilizzo di antitraspiranti, prodotti da banco spesso a base di alluminio che inibiscono la produzione del sudore. Possono essere utili in caso di iperidrosi focale e di modesta entità, ma spesso risultano insufficienti.

La ionoforesi è un trattamento che prevede l’utilizzo di una apparecchiatura che utilizza elettrodi, in grado intervenire a livello dei canali ionici che sono presenti sulla parete delle cellule che costituiscono le ghiandole sudoripare. Tale trattamento prevede l’immersione di mani e piedi in una vaschetta d’acqua provvista di elettrodi collegata ad una fonte di alimentazione per alcuni minuti. Esso viene effettuato a livello domiciliare (il macchinario può essere noleggiato o acquistato) ed è scevro di eventi avversi, pertanto risulta indicato nei casi di iperidrosi focale a livello palmo-plantare specie in bambini ed adolescenti. Il trattamento va ripetuto in maniera costante per beneficiare dell’effetto terapeutico.

Nei casi in età adulta generalizzati o che falliscano all’utilizzo di queste terapie, un’opzione che ha mostrato successo negli studi clinici è l’uso di ossibutinina, un farmaco con proprietà anticolinergiche utilizzato nel trattamento dell’incontinenza urinaria, per via orale. Il goal terapeutico è raggiungere il controllo del sintomo utilizzando la minima dose efficace di farmaco, che può essere modulato a seconda delle stagioni e delle necessità e può essere assunto per lunghi periodi senza particolari eventi avversi. Tale farmaco è però controindicato in alcune condizioni, quali ad esempio il reflusso gastroesofageo e l’ernia iatale, dunque il medico dovrà valutarne attentamente l’indicazione discutendo tutte le opzioni terapeutiche assieme al paziente.

Si può infine ricorrere alla simpaticectomia, intervento chirurgico di lesione dei rami nervosi responsabili della stimolazione delle ghiandole sudoripare, ma questo è attualmente da riservarsi a casi estremamente selezionati e va eseguita da chirurghi specializzati.

Una svolta importante nel trattamento dell’iperidrosi è inoltre avvenuta con l’impiego della tossina botulinica. L’infiltrazione di questa sostanza, tipicamente utilizzata nelle distonie muscolari o nel trattamento delle rughe del viso, è in grado di inibire la secrezione di sudore nelle aree affette. È particolarmente utilizzata su palmi delle mani, piante dei piedi ed ascelle. Il trattamento è ambulatoriale, rapido e con immediato ritorno all’attività. Poiché la tossina botulina può inibire la contrazione muscolare, è importante una conoscenza anatomica approfondita dei muscoli presenti a livello di palmi e piante da parte del medico durante il trattamento di queste aree. L’effetto dura circa sei mesi ed il trattamento può essere ripetuto a cadenza regolare (circa due volte l’anno).

L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.


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