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Onfalite

Prof. Fausto Catena

Prof. Fausto Catena

Chirurgo Generale Medico Chirurgo, specialista in Chirurgia Generale Creato il: 10/05/2024
L'onfalite consiste in un'infiammazione dell'ombelico, ossia la cicatrizzazione che rimane dopo il distacco del cordone ombelicale dal neonato. Nella maggioranza dei casi, questa si manifesta per via di un’infezione batterica, che può provocare una serie di sintomi comuni come gonfiore, produzione di pus e febbre.

In genere, l’onfalite tende a colpire maggiormente i neonati, ma può verificarsi a qualsiasi età; possono essere a rischio anche i soggetti che possiedono un piercing all’ombelico.
 
Onfalite

Cause Cause

L'ombelico è una cicatrice presente sulla pancia degli esseri umani, che si forma dopo il taglio del cordone ombelicale, ossia il collegamento vitale tra la madre e il feto durante la gravidanza, che permette il trasporto dei nutrienti e dell’ossigeno dal sangue materno a quello del nascituro.

L’onfalite, come detto in precedenza, è un’infiammazione della zona dell’ombelico, che può svilupparsi per un gran numero di fattori. Tuttavia, la causa più comune è quella di tipo infettivo; infatti, un gran numero di batteri sia Gram positivi che negativi, come streptococchi, stafilococchi o Escherichia coli, possono penetrare la barriera cutanea attraverso alcune ferite, causando un’infezione localizzata.

Nella maggior parte dei casi, l’onfalite colpisce i neonati, in quanto la caduta del moncone ombelicale può essere causa della formazione della ferita che può quindi infettarsi. Ne consegue che, se il moncone ombelicale si distacca più tardi nella vita (può accadere anche dopo i trenta anni) è possibile sviluppare l’infezione anche in età adulta.

Sebbene sia più raro, l’onfalite può comparire anche nei pazienti che si sottopongono alla procedura per i piercing all’ombelico, specie se la ferita che si apre per la pratica viene sollecitata o toccata con mani o strumenti sporchi e/o scarsamente igienizzati.
 

Sintomi Sintomi

L’onfalite ha una sintomatologia generalmente lieve, rappresentata da sintomi locali legali alla ferita; il più comune è rappresentato dalla presenza di una secrezione purulenta. Associata a questa rientrano anche sintomi più diversificati, come:
 
  • dolore o bruciore: è un segno tipico dell’infiammazione ed è generalmente localizzato nella zona dell’ombelico;
  • gonfiore: anche questo è un segno tipico di tutte le infiammazioni; in alcuni casi può essere anche visibile, dando all’area circostante un aspetto particolarmente teso;
  • odore sgradevole: si verifica principalmente come conseguenza dell’infezione, in quanto è dovuto all’accumulo di materiale purulento nella zona dell’ombelico;
  • irritabilità: in quanto il fastidio provocato dall’infiammazione può far piangere maggiormente il bambino;
  • febbre: si manifesta raramente e quando l’infezione risulta più seria, in caso di infezioni importanti può essere anche elevata.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi di onfalite può facilmente essere posta dal pediatra, o specialista affine, sulla base dell’osservazione clinica, generalmente accoppiata a un’anamnesi completa con domande sulla cura dell'ombelico (specialmente nei neonati), precedenti episodi di infezioni o infiammazioni locali, e l’evoluzione dei sintomi.

In alcuni casi, potrebbe essere consigliato un esame del sangue per valutare la presenza di segni di infezione sistemica, come un aumento dei globuli bianchi. Occasionalmente può essere utile effettuare un prelievo di secrezioni ombelicali, che possono essere sottoposte a esami colturali al fine di scegliere meglio la terapia antibiotica da somministrare.

In casi particolarmente complessi potrebbe essere necessaria una biopsia dell'area interessata. Questo esame consiste nel prelievo di un piccolo campione di tessuto per esaminarlo al microscopio, aiutando a confermare la diagnosi e identificare eventuali patologie sottostanti.
 
Onfalite

Rischi Rischi

L’onfalite nella maggior parte dei casi si risolve in breve tempo ma se non viene trattata correttamente produrre alcune complicanze; tra quelle più significative rientrano:
 
  • comparsa di lividi o micro-emorragie sull’ombelico;
  • formazione di ascessi legati all’accumulo di materiale infetto;
  • comparsa di cicatrici che alterano la funzione estetica dell’ombelico;
  • comparsa di infiammazioni di tipo gastro-intestinale (che può produrre gonfiori addominali) o di tipo respiratorio, che comporta la comparsa di dispnea, ossia difficoltà a respirare. 
Per quanto rara, la diffusione dell’infezione all’intera parete addominale può essere molto insidiosa e produrre conseguenze potenzialmente serie per il paziente. È fondamentale sottolineare che la diagnosi tempestiva e un trattamento corretto riducono significativamente il rischio di complicanze di ogni genere.
 

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

L’onfalite si pensa che possa, almeno in parte, essere prevenuta avendo cura di disinfettare correttamente la ferita lasciata dalla caduta del moncone ombelicale o da un piercing. In generale, comunque, mantenere una buona igiene dell’ombelico, specie in presenza di ferite, è utile per prevenire infezioni.

Nei casi lievi di onfalite, la pulizia regolare dell'area interessata può essere un trattamento sufficiente. In genere, questo si basa sull’uso di acqua e sapone neutro per evitare l'accumulo di batteri nell'ombelico.

Come la maggior parte delle infezioni batteriche, il trattamento dell’onfalite si basa su terapie antibiotiche mirate, generalmente a uso topico come pomate o unguenti. In genere, il trattamento antibiotico dura circa due settimane e si basa su penicilline (ad esempio ampicillina o amoxicillina) o amminoglicosidi (es. gentamicina) a seconda dei batteri coinvolti. Nei casi più seri, questi antibiotici possono essere associati a un trattamento combinato con metronidazolo. In presenza di un ascesso potrebbe essere necessario il drenaggio chirurgico, ossia la sua apertura per consentire la fuoriuscita del liquido infetto.

Occasionalmente lo specialista può consigliare un follow-up regolare per monitorare la guarigione e prevenire recidive. Il controllo costante è particolarmente importante nei neonati e nei pazienti con sistemi immunitari compromessi.
 

Bibliografia

  • Painter K, Anand S, Philip K. Omphalitis. 2022 Sep 12. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2023 Jan–.
  • Manikoth P, George M, Vaishnav A, Sajwani MJ. Omphalitis. Lancet. 2004 Oct 23-29;364(9444):1522.

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