Incontinenza urinaria

Ultimo aggiornamento: 20/04/2026

Per incontinenza urinaria si intende la perdita involontaria di urina. Si può presentare con:

  • lo sforzo fisico, detto anche "incontinenza urinaria da sforzo";
  • i colpi di tosse o starnuti;
  • l'attività fisica, oppure anche a riposo (incontinenza urinaria da urgenza).

Ulteriori forme sono legate a particolari situazioni, come, per esempio, l'incontinenza urinaria notturna nel bambino e adolescente (anche chiamata enuresi) o la cosiddetta "giggle incontinence", caratterizzata da episodi di perdita involontaria con la risata.

Un episodio di incontinenza urinaria, anche isolato, può riguardare chiunque durante la propria esistenza. Il sesso femminile, tuttavia, sembra esserne più colpito, soprattutto nelle fasce di età più giovanili. Nell'uomo, il problema aumenta statisticamente con l'età.

L’incontinenza urinaria può essere classificata in diverse forme cliniche:

  • incontinenza da sforzo: si manifesta quando l’urina fuoriesce in seguito ad aumenti della pressione addominale, come tosse, starnuti o cambi di postura; nelle forme più importanti può comparire anche a riposo. È spesso dovuta a un indebolimento dei muscoli e dei legamenti che sostengono l’uretra, cioè il canale da cui esce l’urina;
  • incontinenza da urgenza: consiste nella perdita di urina preceduta o accompagnata da uno stimolo improvviso e non rinviabile a urinare. È legata a contrazioni involontarie della vescica che non possono essere controllate;
  • incontinenza mista: è una forma in cui si combinano i sintomi dell’incontinenza da sforzo e di quella da urgenza;
  • incontinenza da rigurgito: si osserva più frequentemente nell’uomo, soprattutto in presenza di ingrossamento della prostata, che può ostacolare il normale svuotamento della vescica.

Un episodio di incontinenza urinaria, anche isolato, può riguardare chiunque durante la propria esistenza. Il sesso femminile, tuttavia, sembra esserne più colpito, soprattutto nelle fasce di età più giovani, mentre nell’uomo la frequenza tende ad aumentare con l’età.

Approfondimenti

Cause Cause

Nelle donne, oltre all'età, i fattori di rischio, legati a tale patologia, sono rappresentati da:

  • numero di gravidanze e parti;
  • il sovrappeso;
  • la stitichezza cronica;
  • la predisposizione genetica;
  • il fumo di sigaretta;
  • le "cattive abitudini" minzionali, come per esempio la tendenza a trattenere a lungo l'urina.

La menopausa è associata a una maggiore incidenza di incontinenza urinaria.

L’obesità rappresenta un importante fattore di rischio: l’aumento del peso corporeo, infatti, determina un incremento della pressione addominale e può contribuire anche ad aggravare il grado dell’incontinenza.

La sindrome metabolica associata all’obesità sembra inoltre predisporre in particolare all’incontinenza da urgenza.

Anche la modalità del parto può influenzare il rischio di sviluppare incontinenza urinaria.

L’isterectomia può rappresentare un ulteriore fattore predisponente, in quanto comporta una modifica delle strutture di supporto del pavimento pelvico che contribuiscono al corretto posizionamento della vescica.

Anche la cistite può manifestarsi con un'urgenza minzionale ed episodi di incontinenza.


Nell'uomo, risultano essere fattori di rischio, maggiormente variabili, come la situazione prostatica:

  • sia come sintomi della patologia in fase iniziale (ipertrofia prostatica benigna);
  • sia come conseguenze di eventuali trattamenti (endoscopici/chirurgici).

È da sottolineare come l'abuso di sostanze "nervine", come e caffè, il cibo piccante, il vino rosso (per via dei tannini), la birra (in quanto diuretico) e i disordini gastro-intestinali (spt. la stitichezza) possono scatenare urgenza ed incontinenza da urgenza in soggetti predisposti.

L'enuresi del bambino e dell'adolescente sembra essere correlata ad una maturazione più lenta del sistema neurologico, che collega il senso di ripienezza della vescica ai centri cerebrali, che regolano lo stato di sonno e di veglia. Anche in questi casi, però, vanno vagliate prima altre ipotesi diagnostiche, come:

  • infezioni;
  • deficit neurologici;
  • deficit dell'ormone antidiuretico;
  • diabete ecc.

Sintomi Sintomi

La perdita involontaria di urina si può presentare all’improvviso con:

  • la risata
  • lo starnuto;
  • il colpo di tosse;
  • l'attività fisica, oppure anche a riposo.

Nell'incontinenza da urgenza, vengono spesso riferiti come stimoli scatenanti: il freddo, la tensione emotiva, o il momento del rientro a casa, dove il paziente riferisce come, nell'attimo in cui infila la chiave nella toppa della porta, avverta un bisogno impellente di urinare.

Nell’enuresi notturna, classicamente, non ci sono sintomi né cattive abitudini minzionali durante il giorno. Il problema è esclusivamente legato al riposo notturno.

Incontinenza urinaria

Diagnosi Diagnosi

L'incontinenza urinaria va approfondita con:

  • raccolta accurata dei sintomi, comprendente l’annotazione della quantità di liquidi assunti e delle modalità di svuotamento vescicale;
  • urinocoltura, ovvero l'esecuzione di un esame delle urine, in modo da escludere una possibile infezione;
  • un’accurata visita urologica o uro-ginecologica, che può già individuare cause anatomiche che favoriscono il problema (cistocele o prolassi genitali in genere, ipermotilità uretrale con il cosiddetto Q-tip test), oltre a quantificare la perdita sotto sforzo (stress test) e/o valutare il numero e del tipo di assorbenti o pannolini utilizzati quotidianamente;
  • anamnesi specifica orientata alla patologia in atto, comprendente storia neurologica, presenza di prolasso genitale, numero e modalità dei parti, eventuali interventi chirurgici pregressi;
  • ecografia dell'addome e, eventualmente, esami più complessi come lo studio urodinamico, che possono essere utili per completare il quadro diagnostico;
  • nei casi selezionati, esami strumentali come cistografia con manovra di Valsalva e cistouretrografia minzionale, che consentono una valutazione dinamica di uretra e vescica in presenza di prolasso o incontinenza urinaria.

È importante valutare eventuali sintomi associati, come:

  • l'urgenza defecatoria;
  • l’incontinenza fecale;
  • il bruciore minzionale;
  • il dolore addominale, in particolare nella zona della vescica.

Storicamente, l’incontinenza urinaria da sforzo femminile è stata distinta in tre forme cliniche (tipi I, II e III), differenziate in base alla presenza di ipermobilità uretrale o deficit dello sfintere uretrale intrinseco; tali condizioni possono essere valutate clinicamente e mediante esame urodinamico con misurazione della pressione addominale al punto di perdita (ALPP).

Nell'enuresi, vengono altresì testati l'ormone antidiuretico, la glicemia a digiuno ed il profilo degli ioni (sodio, potassio, cloro), nonché la funzionalità renale (creatinina).

Rischi Rischi

I rischi sono associati maggiormente alla perdita di qualità di vita del paziente che soffre d'incontinenza, di qualunque forma essa sia. La comparsa improvvisa d'incontinenza urinaria, in pieno benessere, proprio per questo motivo, va sempre analizzata. Ciò è importante, in modo da escludere patologie più o meno gravi, come per esempio le infezioni urinarie, ma anche patologie neurologiche (ad esempio, la sclerosi multipla, il Morbo di Parkinson), sia di altra natura (neoplasie vescicali).

Anche l'enuresi notturna, soprattutto nell'adolescente, costituisce un problema di ordine "sociale" e della vita di relazione, che mina l'autonomia e l'autostima dell'individuo che ne è affetto. Per questo motivo, richiede massima attenzione, anche dal punto di vista psicologico ed emozionale.
 

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Nell'incontinenza urinaria classica femminile da sforzo, così come anche in quella maschile, esistono approcci non invasivi. Pensiamo, ad esempio, alla ginnastica o alla riabilitazione del pavimento pelvico.

Questa tipologia di incontinenza è spesso legata a un cedimento del tono muscolare, che rappresenta uno dei principali fattori alla base del problema. In questo contesto, gli esercizi di Kegel risultano particolarmente utili: consistono nel contrarre e rilassare, secondo specifiche modalità, i muscoli pubococcigei, facilmente individuabili provando a interrompere il flusso urinario durante la minzione. 

La corretta esecuzione prevede di svuotare inizialmente la vescica, contrarre i muscoli del pavimento pelvico mantenendo la contrazione per circa 10 secondi, rilassarli per altri 10 secondi e ripetere la sequenza per 10 volte, tre volte al giorno. 

Questi esercizi possono essere eseguiti in qualsiasi momento della giornata, preferibilmente da seduti o sdraiati. I primi miglioramenti si osservano generalmente dopo 4-6 settimane, anche se talvolta possono essere necessari fino a tre mesi. È importante evitare un eccesso di esercizio, che potrebbe provocare affaticamento muscolare e peggiorare temporaneamente la perdita di urina. Se eseguiti correttamente, gli esercizi di Kegel si sono dimostrati molto efficaci nel migliorare la continenza urinaria.

Quest’ultima può avvalersi anche di supporti fisici, ad esempio i coni di Plevnik, così come l'elettrostimolazione di superficie ed il biofeedback.

Anche l'incontinenza urinaria da urgenza, entro certi limiti, può essere approcciata in maniera conservativa. In questo caso, tuttavia, esiste un'opzione farmacologica, a breve o lungo termine, in base alla causa scatenante del problema, che prevede farmaci anticolinergici o analoghi.

Per l'incontinenza urinaria notturna del bambino o adolescente, l'approccio è generalmente più conservativo. Può prevedere un monitoraggio clinico ed un training comportamentale di supporto, fino alla risoluzione spontanea del problema, ma anche l'implementazione con vasopressina (ADH), per concentrare la produzione di urina da parte del rene.

Nel caso in cui le terapie conservative non apportino benefici, esistono numerose tecniche chirurgiche anche mininvasive, utili per porre rimedio al problema definitivamente.

Nel caso in cui le terapie conservative non apportino benefici, esistono numerose tecniche chirurgiche anche mininvasive, utili per porre rimedio al problema definitivamente. Negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi avanti con approcci chirurgici sempre meno invasivi. Tra questi rientra l’intervento di Urolastic, indicato per l’incontinenza urinaria da sforzo femminile, che può essere eseguito in circa 20 minuti, senza necessità di ricovero ospedaliero, e che ha riportato tassi di successo intorno al 90%.
 
Approfondimento del Dr. Daniele Porru

Esercizi per i muscoli del pavimento pelvico

Il trattamento dell'incontinenza da sforzo (perdite durante colpi di tosse, starnuti, sollevamenti o salti) ha l’obiettivo di controbilanciare con un'aumentata pressione dell'uretra l’aumento della pressione addominale e vescicale. 

Il recupero del tono dei muscoli del pavimento pelvico si rende necessario per ottenere la chiusura dell'uretra, non sempre tuttavia che la donna ha già acquisito la capacità di contrarre correttamente i muscoli del pavimento pelvico. Il contributo e l’intervento del terapista del pavimento pelvico non è sempre un'opzione facilmente praticabile per alcune pazienti, comunque esistono dispositivi che possono essere utilizzati autonomamente a casa per aiutare le donne ad apprendere facilmente come contrarre correttamente i muscoli (biofeedback).

La fisioterapia pelvica si esegue in ambulatorio con apparecchiature specifiche, inoltre sono disponibili diverse versioni portatili per uso domiciliare.

Gli esercizi pelvici possono ridurre l'incontinenza del 50% o più, nei casi più lievi la terapia risulta risolutiva e le donne riferiscono un recupero pressoché completo della continenza con la loro pratica, non senza assistenza e guida per eseguirli.
Approfondimento del Dr. Daniele Porru

La terapia farmacologica

La vescica iperattiva, o incontinenza urinaria da urgenza, porta a perdite perché il muscolo della vescica si contrae fortemente in momenti inappropriati. Gli anticolinergici/antimuscarinici come l'ossibutinina, sono stati utilizzati per decenni per controllare queste contrazioni rilassando il muscolo della vescica. Alcuni recenti lavori riportano un aumentato rischio di deterioramento cognitivo dopo un uso a lungo termine con questa molecola per il passaggio attraverso la barriera emato-encefalica.

Nel corso degli anni, sono state sviluppate molecole differenti che non hanno effetti collaterali di questo tipo, come la solifenacina, il trospio cloruro, la tolterodina, la propiverina e la fesoterodina. Vengono descritti effetti collaterali tipo stipsi e secchezza delle fauci. 

Una nuova classe di farmaci, gli agonisti beta-3-adrenergici, come il mirabegron, non è stata dimostrata avere la associazione con il deterioramento cognitivo e questa classe è ora utilizzata più frequentemente per trattare la vescica iperattiva, senza avere l’attività antimuscarinica propria delle altre molecole.

Un'altra opzione farmacologica, indicata nei casi refrattari al trattamento farmacologico, è la tossina botulinica. A iniettata nella vescica, questa neurotossina può alleviare l'urgenza e la frequenza rilassando il muscolo della vescica, per un intervallo di tempo variabile tra 6 e 12 mesi.

Approfondimento del Dr. Daniele Porru

Le terapie chirurgiche

Anche la neuromodulazione periferica (stimolazione percutanea del n.tibiale), una procedura ambulatoriale non invasiva, e la neuromodulazione  sacrale rappresentano una possibile scelta di terapia, la seconda da riservare ai casi di incontinenza da urgenza refrattaria a tutte le altre tecniche riabilitative e terapie farmacologiche elencate. 

La neuromodulazione sacrale comporta l’impianto di un elettrodo sacrale, inserito sterilmente in anestesia locale nel forame sacrale. Dopo un test temporaneo preliminare a seconda della risposta ottenuta sul controllo della incontinenza ottenuto in un secondo tempo si valuta l'indicazione all’impianto definitivo di un piccolo dispositivo sovra-gluteo.

Il prolasso degli organi pelvici (POP) e la IU possono verificarsi entrambi oppure singolarmente. Il trattamento chirurgico del solo POP (prolasso degli organi pelvici) può slatentizzare i sintomi dell'incontinenza, in particolare la IUS; pertanto, la valutazione pre-intervento della IU si rende necessaria nelle donne da valutare per trattamento chirurgico del POP.

La chirurgia, in particolare gli sling medio-uretrali, è molto efficace per le donne con IUS refrattaria al trattamento conservativo di tipo riabilitativo. Per le donne con incontinenza mista (e prevalente componente da sforzo) gli sling medio-uretrali rimangono una terapia di prima linea che può essere proposta perché forniscono un miglioramento dei sintomi per entrambe le componenti della IU. Sono numerosi gli studi che dimostrano l'efficacia e la sicurezza, con bassi tassi di reintervento. 

Bibliografia

  • Female incontinence surgery: state of the art. Marson F, Ammirati E, Gurioli A, Destefanis P, Gontero P, Frea B. Urologia. 2015 Jan-Mar;82(1):1-9. doi: 10.5301/uro.5000093. Epub 2014 Dec 18. PMID: 25589028.
  • Surgery for male urinary incontinence: where are we now and what is in the pipeline?. Bientinesi R, Recupero SM, Palermo G, D'Agostino D, Bassi PF, Sacco E. Urologia. 2015 Jul-Sep;82(3):139-50. doi: 10.5301/uro.5000103. Epub 2014 Dec 18. PMID: 25589025.
  • Urinary Incontinence and Women CrossFit Competitors. Wikander L, Kirshbaum MN, Gahreman DE. Int J Womens Health. 2020 Dec 14;12:1189-1195. doi: 10.2147/IJWH.S278222. eCollection 2020. PMID: 33363412.
  • Male Incontinence: The Etiology or Basis of Treatment. Hester AG, Kretschmer A, Badlani G. Eur Urol Focus. 2017 Oct;3(4-5):377-384. doi: 10.1016/j.euf.2017.12.002. Epub 2017 Dec 15. PMID: 29249687.
  • Lukacz ES, Santiago-Lastra Y, Albo ME, Brubaker L. Clinical updates on urinary incontinence in women: a review. JAMA 2017;318:1592–1604.
  • Brady SS, Bavendam TG, Berry A, et al; Prevention of Lower Urinary Tract Symptoms (PLUS) Research Consortium. The Prevention of Lower Urinary Tract Symptoms (PLUS) in girls and women: developing a conceptual framework for a prevention research agenda. Neurourol Urodyn 2018;37:2951–2964.
  • Alperin M, Burnett L, Lukacz E, Brubaker L. The mysteries of menopause and orogynecologic health: clinical and scientific gaps. Menopause 2019;12:103–111.
  • Nygaard I, Barber MD, Burgio KL, et al; Pelvic Floor Disorders Network. Prevalence of symptomatic pelvic floor disorders in US women. JAMA 2008;300:1311–1316.
  • Wu JM, Dieter AA, Pate V, Jonsson Funk M. Cumulative incidence of a subsequent surgery after stress urinary incontinence and pelvic organ prolapse procedure. Obstet Gynecol 2017;129:1124–1130.
  • Wilkins MF, Wu JM. Lifetime risk of surgery for stress urinary incontinence or pelvic organ prolapse. Minerva Ginecol 2017;69:171–177.
  • Brubaker L, Wolfe A. The female urinary microbiota, urinary health and common urinary disorders. Ann Transl Med 2017;5:34.
  • Visco A, Brubaker L, Richter H, et al; Pelvic Floor Disorders Network. Anticholinergics therapy vs. onabotulinumtoxinA for urgency urinary incontinence. New Engl J Med 2012;367:1803–1813.
  • Sung V, Borello-France D, Dunivan G, et al; Pelvic FloorDisorders Network. Methods for a multicenter randomized trial for mixed urinary incontinence: rationale and patient-centeredness of the ESTEEM trial. Int Urogynecol J 2016;27:1479–1490.
  • Gurol-Urganci I, Geary RS, Mamza JB, et al. Long-term rate of mesh sling removal following midurethral mesh sling insertion among women with stress urinary incontinence. JAMA 2018;320:1659–1669.
  • Leggi altro...

L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.

Cerca i migliori specialisti che si occupano di Incontinenza urinaria

Revisione Scientifica

Dr.ssa Fedra Gottardo

Dr.ssa Fedra Gottardo

Medico Chirurgo, specialista in Urologia - Andrologo Certificato dalla Società Europea di Andrologia
Vuoi una parlare con uno specialista?
Hai bisogno di un Dottore per Incontinenza urinaria?

Trova il Medico più adatto alle tue esigenze.

Hai bisogno di un Dottore per Incontinenza urinaria?
Caricamento...