Diastasi addominale

Cos'è, cause, sintomi, diagnosi, rischi, cure e trattamenti

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Cos'è Cos'è

La diastasi dei muscoli retti addominali consiste in una separazione di questi muscoli lungo la linea media dell’addome.

I muscoli retti addominali sono due lunghi muscoli della parete dell’addome tesi tra lo sterno e le coste, superiormente, ed il pube, inferiormente. Normalmente decorrono affiancati l’uno all’altro lungo la linea media dell’addome, separati tra loro da un sottile e consistente cordoncino fibroso, noto come linea alba. Quando la distanza tra loro (distanza inter-rettale, o IRD, Inter Recti Distance), per i motivi più diversi, aumenta, si ha la diastasi dei retti.

La Letteratura scientifica è discordante sulla definizione della diastasi dei retti addominali. In tutti i casi, tale definizione si basa sulla IRD, ma la distanza minima per poter formulare diagnosi di diastasi varia, a seconda degli Autori, tra 1,5 e 2,5 cm.

Cause Cause

La IRD normale dipende da numerosi fattori, tra cui:

  • il genere (gli uomini presentano una IRD sovraombelicale – ma non sottoombelicale – maggiore delle donne nullipare);
  • le gravidanze (le donne con pregresse gravidanze hanno una IRD maggiore delle nullipare);
  • il sistema di misurazione (calibro, ultrasonografia, dita);
  • la sede anatomica (la IRD sovraombelicale è normalmente maggiore di quella sottoombelicale);
  • la posizione del tronco (a riposo o in flessione).

Come fattori di rischio per la diastasi dei retti sono stati proposti l’età, la multiparità, il parto cesareo, l’aumento di peso, l’etnia e l’aver allevato bambini. In uno studio di Sperstad e coll., pubblicato nel 2016, su una coorte di 2621 donne la prevalenza della diastasi era del 33,1% alla XXI settimana di gestazione, del 60% a 6 settimane post partum (PP), del 45,5% a 6 mesi PP e del 32,6% a 12 mesi PP. Dopo tale data, non si osservavano ulteriori miglioramenti della diastasi; si tratta, pertanto, di un problema comune, le cui implicazioni sulla salute ed il benessere femminili possono essere, come vedremo, molto importanti.

Sintomi Sintomi

Man mano che la gravidanza progredisce, il peso e le dimensioni dell'utero e del suo contenuto aumentano, modificando la morfologia muscolo-scheletrica del tronco materno. Il diametro toracico inferiore materno aumenta, alterando i rapporti spaziali tra le inserzioni muscolari superiori ed inferiori; aumentano le dimensioni laterali ed anteriori dell'addome, provocando un aumento della lunghezza dei muscoli addominali.

Nei casi in cui si determina una diastasi, i muscoli retti dell'addome si spostano lateralmente durante la gravidanza, e rimangono separati dopo il parto: queste alterazioni possono influenzare gli angoli di inserzione dei muscoli retti sul bacino, e la prima conseguenza di ciò è che le capacità da una parte di contrarre armonicamente e sinergicamente i muscoli della parete addominale (ovvero, di produrre il cosiddetto “torchio addominale”), dall’altra di flettere il tronco, si riducono.

Quanto maggiore è la IRD, tanto diminuite risultano le capacità di torchio e di flessione dell’addome. Dal momento che il mantenimento di una corretta posizione eretta del tronco dipende dagli equilibri tra l’azione di estensione dei muscoli dorsali e l’azione di flessione della parete addominale (esercitata principalmente dai muscoli retti), la diastasi può provocare un’alterazione di questo equilibrio: il risultato può essere la comparsa di dolore dorso-lombare. Esistendo inoltre delle importanze relazioni sinergiche tra la funzione muscolare addominale e l’attività dei muscoli del pavimento pelvico, molti disturbi frequentemente associati alla diastasi dei retti sono di tipo uroginecologico e comprendono l’incontinenza urinaria da stress, l’incontinenza fecale ed il prolasso degli organi pelvici (principalmente della vescica e dell’utero).

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi della diastasi dei retti è quasi sempre clinica; esistono semplici sistemi di autovalutazione, e molti tutorial possono essere reperiti in rete, ad esempio su YouTube – curiosamente, nessuno di quelli pubblicati nel “Tubo” è in italiano, il che è chiara dimostrazione di quanto questo problema sia sottovalutato nel nostro Paese. L’intervento del Chirurgo nella diagnosi è fondamentale, sia perchè è l’unico Professionista Medico in grado di esprimere una valutazione diagnostica sulle eventuali ernie associate – ad esempio, nella maggior parte delle pazienti alla diastasi si associa un’ernia ombelicale – sia per la corretta pianificazione dell’intervento chirurgico.

Un presidio importante nella diagnosi della diastasi dei retti è l’ecografia della parete addominale, con la quale è possibile ottenere una vera e propria “mappa” del difetto, utilissima al momento della chirurgia. Per essere utile, tuttavia, tenendo conto del fatto che la qualità dell’esame è strettamente dipendente dall’esperienza dell’operatore, l’ecografia dev’essere eseguita da un radiologo esperto.

Rischi Rischi

Possiamo classificare i rischi della diastasi come diretti e indiretti.

Del più importante rischio diretto, l’alterazione dei vettori muscolari addominali, si è già detto a proposito dei sintomi della diastasi dei retti.

Le conseguenti alterazioni degli equilibri tra muscoli flessori ed estensori del tronco, che possono condurre ad una sintomatologia dolorosa dorso-lombare sono tra i principali rischi indiretti della diastasi; ad esse si affiancano le alterazioni del pavimento pelvico, con possibile incontinenza uurinaria da stress, fecale e prolasso vescicale ed uterino.

La diastasi dei retti non è un’ernia: quindi non trae con sè i rischi tipici delle ernie (incarceramento strozzamento, eccetera). Tuttavia in un’importante percentuale dei casi è associata ad un’ernia ombelicale od ad un’ernia epigastrica (meno frequentemente ad un’ernia della porzione sottoombelicale dell’addome, come l’ernia di Spigelio), le cui complicanze, in alcuni casi, possono essere temibili, e che pertanto vanno sempre operate, indipendentemente dalla diastasi.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Il trattamento della diastasi è chirurgico.

L’intervento tradizionale per la sua correzione è l’addominoplastica, anche nella sua variante miniaddominoplastica. Questo intervento, molto utile nelle persone con grembiule adiposo – in cui la concomitante realizzazione della dermolipectomia (ossia dell’asportazione di una striscia di pelle e del sottostante tessuto adiposo) ha dei risultati importanti anche da un punto di vista strettamente estetico – è meno gradito dalle pazienti magre o comunque in buona forma fisica, a causa dei suoi importanti esiti cicatriziali (la cicatrice dell’addominoplastica si estende per tutta la larghezza della porzione inferiore dell’addome).

Da alcuni anni è disponibile un nuovo intervento minimamente invasivo per il trattamento della diastasi dei retti. Si tratta della riparazione endoscopica pre-aponeurotica (R.E.P.A.) della diastasi dei retti, una tecnica messa a punto dal Dr. Derlin Juares Muas, importante chirurgo della parete addominale argentino (la scuola argentina di chirurgia della parete addominale è tra le più antiche e gloriose del mondo). La metodica prevede la realizzazione di tre piccole incisioni (due da 10 mm circa ed una da 5 mm circa) al di sopra del pube: attraverso di queste, con tecniche ben note ai chirurghi che si occupano di chirurgia laparoscopica avanzata della parete addominale, si suturano le fasce dei muscoli retti addominali, ricostruendo la linea media dell’addome e riparando la diastasi, e si stabilizza e rinforza tale riparazione mediante il posizionamento di una rete – la qual cosa riduce il rischio di recidiva. Questo intervento, dai risultati eccellenti, è molto popolare nei Paesi Iberoamericani (Spagna e Paesi dell’America Latina), mentre altrove è praticamente sconosciuto. In Italia è realizzato dal Dr. Salvatore Cuccomarino, che ha lavorato per molti anni in Spagna ed ha appreso la tecnica direttamente dal Dr. Juares Muas, suo amico personale.

Dr. Salvatore Cuccomarino
A cura del Dr. Salvatore Cuccomarino
Chirurgo Generale
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