Demenza senile

Dr. Angelo Oliva
A cura del Dr. Angelo Oliva
Psichiatra

Cos'è Cos'è

La Demenza Senile o meglio "Le Demenze" rappresentano un gruppo di malattie caratterizzate della perdita delle funzioni mentali che abbiamo via via acquisito e attivato nel corso della vita e che normalmente manteniamo in uso con la memoria (ad esempio la capacità di orientarci, il senso del tempo, i visi, la procedura per ottenere un risultato nel "fare", l'utilizzo e il significato delle parole ecc).

Cause Cause

Alcune sono note da tempo come gli eventi traumatici al capo, i disturbi legati a difficoltà di circolazione del sangue (ipertensione grave o ipotensione prolungata, circolazione di piccoli "grumi" capaci di intasare più o meno piccole arterie del cervello, disturbi metabolici in parte ancora da comprendere nelle cellule nervose, carenze di vitamine del gruppo B, disturbo della funzione della tiroide, intossicazione da alcol, anomalie del livello glicemico.

La ricerca scientifica è fortemente impegnata ad evidenziare il perché, in un numero di persone fortemente crescente in percentuale con l'avanzare dell'età (30% a 80anni), si evidenzino disturbi demenziali.

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Sintomi Sintomi

I primi sintomi non sono molto diversi da quelli solitamente presenti nell'invecchiamento "normale": qualche dimenticanza di chiavi, occhiali, distrazioni, inceppamento nel recupero di nomi, di numeri, di ricordi recenti.

Ma tra il disturbo della memoria nell'invecchiamento fisiologico e quello della demenza la differenza si fa evidente nella velocità di peggioramento e nella drammaticità di progressiva perdita di capacità di riconoscere i visi, i luoghi e il tempo.

Poi sarà la volta della progressiva perdita della capacità di procedere correttamente a cucinare un cibo o a vestirsi con aderenza alle necessità climatiche e/o estetiche o a tradurre un pensiero in un discorso verbale comprensibile agli altri.

Diagnosi Diagnosi

Colloquio clinico adeguato, raccolta di sintomi con l'aiuto di parenti e badanti, test appropriati, indagini con TAC e/o RMN ecc. Non c'è un indicatore unico: la diagnosi deve essere formulata a seguito della evidenza di un "mosaico" di segnali patologici.

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Rischi Rischi

Nel perdere progressivamente il proprio patrimonio di capacità acquisite, la persona affetta da decadimento mentale può inavvertitamente correre gravi pericoli. Dal rubinetto del gas che rimane aperto a fiamma spenta, all'attraversamento impulsivo della strada senza osservare il traffico, all'apertura dell'acqua calda senza controllo della temperatura, all'uso di cibo deteriorato, scambiare come bevanda un detersivo ecc.

Sono numerosi e talvolta molto difficili da prevedere i rischi che una persona. che vaga nella nebbia della demenza, può correre e far correre a chi gli sta vicino, nella assoluta deresponsabilità inconsapevole.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Campo apertissimo di esperienze crescenti e che devono essere ancora migliorate e rese più efficaci.

"Prendersi cura di una persona affetta da demenza" è spesso più un’arte che una tecnica. È ovvio che nel limite del possibile vanno contrastate quelle cause cliniche che nel loro permanere possono progressivamente peggiorare il decadimento in corso (provvedere al controllo cardio vascolare, usare antiaggreganti, somministrare farmaci facilitanti il buon funzionamento tiroideo, il corretto valore glicemico, la migliore funzionalità renale, il recupero per quanto possibile del metabolismo delle cellule neurologiche, il nutrimento equilibrato, l'idratazione adeguata ecc.

Fondamentale è però la capacità di vicinanza umana atta a supportare in modo sensibile e non umiliante i deficit del malato, le relative insicurezze, le umiliazioni deprimenti e irritanti. Abolire l'attitudine istintiva a impartire lezioni di apprendimento perché l'interessato non è capace di immetere nuove informazioni nel proprio archivio che invece fa acqua da tutte le parti Occorre costruire una solidarietà rassicurante ed efficace organizzata in modo strutturato ma non rigido, tollerante non saccente, con uso anche di farmaci rilassanti e non annicchilenti. La demoralizzazione che talvolta riempie di disperazione il paziente, può stemperarsi in sentimenti di gratitudine suscitati dal percepire comunque momenti di ristoro.

Così a fianco di storie strazianti sono possibili anche lunghi cammini nella nebbia della demenza pieni di tenerezza.

Dr. Angelo Oliva
A cura del Dr. Angelo Oliva
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