Cefalea

Dr. Fabrizio Sallustio
A cura del Dr. Fabrizio Sallustio
Neurologo

Cos'è Cos'è

Il termine Cefalea comprende un ampio spettro di sindromi dolorose della testa (dal greco Kephalia derivante da Kephalé - testa), la più frequente delle quali è l’emicrania, che nel tempo ha assunto valore di sinonimo di cefalea. E' estremamente frequente, rappresentando la settima causa di tempo e lavoro perduto per disabilità.

Può iniziare nell’infanzia, con una prevalenza che aumenta tra i 10 e i 14 anni e continua ad aumentare tra i 35 e i 39 anni, per ridursi gradualmente soprattutto nel sesso femminile dopo la menopausa. La cefalea è due-tre volte più frequente nel sesso femminile.

Gli attacchi hanno frequenza ed intensità molto variabili, rappresentando in alcuni casi un problema occasionale che può essere gestito senza ricorso a particolari specialisti o cure, in altri un problema frequente, invalidante e spesso refrattario alla terapia. Basti pensare che uno su 25 donne possono sviluppare una emicrania cronica quotidiana ossia una cefalea di oltre 15 giorni al mese.

Cause Cause

Le cefalee sono da considerarsi piuttosto come fattori scatenanti o di rischio e non cause. Questo in quanto la cefalea può rappresentare un sintomo predominante nei tumori cerebrali e nelle emorragie cerebrali, tuttavia associandosi in tali casi a sintomi e segni neurologici duraturi e non presenti ad attacchi come nelle classiche forme di emicrania.

Tra i fattori scatenanti troviamo quelli legati allo stile di vita come i pasti mancati, l’assunzione irregolare di caffè, il sonno irregolare, lo stress, il fumo. Gli attacchi sono molto più frequenti prima e durante il periodo mestruale. Pertanto, nonostante non esistano studi che possano con certezza confermarlo, queste osservazioni rinforzano il concetto che l’emicrania possa essere precipitata da fattori ambientali ed ormonali e che la regolarità nella dieta, nell’assunzione di caffeina, nel sonno e nell’esercizio fisico rappresentino un approccio utile per l’emicrania.

Anche alcuni farmaci possono esacerbare la frequenza e l’intensità della cefalea come ad esempio i contraccettivi orali, la terapia ormonale post-menopausa, decongestionanti nasali, inibitori di pompa protettori gastrici.

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Sintomi Sintomi

Un attacco di emicrania caratteristicamente include una serie di sintomi premonitori (prodromi) che si verificano anche ore prima che inizi la fase dolorosa, e sintomi post-dromici che possono durare diverse ore dopo la fine della fase dolorosa.

Infatti i continui sbadigli, cambiamenti dell’umore, la fotofobia (ossia una aumentata suscettibilità e fastidio alla luce), l’osmofobia (ossia il fastidio per gli odori), fonofobia (ossia fastidio per i rumori), il dolore al collo, la stanchezza e la faticabilità (ossia facile affaticamento e scarsa resistenza alla fatica muscolare) sono comuni prodromi che possono persistere durante e dopo il mal di testa vero e proprio.

Una serie di sintomi prodromici particolari identificano la cosiddetta “aura” caratteristica della forma cosiddetta di emicrania con aura. Tali sintomi sono: la visione di linee ondulate o luminose o macchie nere o oscuramento di una parte del campo visivo oppure l’addormentamento o formicolio di un arto o di una parte del corpo o, ancora, difficoltà nel parlare (come difficoltà a reperire i vocaboli) o vertigini.

Tutti questi sintomi possono susseguirsi ed essere presenti contemporaneamente. L’allodinia cutanea (ossia una sensazione dolorosa o spiacevole a seguito di uno stimolo tattile innocuo come toccare semplicemente una parte del corpo) è un sintomo caratteristico che si accompagna all’attacco di emicrania.

Diagnosi Diagnosi

Sebbene l’emicrania sia caratteristicamente intensa, unilaterale e pulsante, essa può anche essere moderata, bilaterale e continua (non pulsante). La particolare sensibilità alla luce e ai rumori (foto e fonofobia), la nausea, l’incapacità di svolgere le proprie attività possono essere più utili, rispetto alle caratteristiche del dolore, nella diagnosi di emicrania.

Il dolore al collo è un altro sintomo comune dell’emicrania ma frequentemente mal interpretato come una manifestazione di un disturbo della colonna cervicale e spesso causa di inutili esami radiologici della colonna cervicale. Per quanto sia sempre necessario escludere che la cefalea sia legata a sinusiti, tuttavia la maggior parte dei pazienti che ricevono una diagnosi di cefalea da sinusite in realtà sono affetti da emicrania.

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Rischi Rischi

L’emicrania è associata ad un aumentato rischio di ictus e malattie cardiovascolari. Tale rischio è ulteriormente aumentato nel sesso femminile, soprattutto se associato a uso di contraccettivi orali e al fumo.

Tuttavia il meccanismo alla base di tale associazione rimane tuttavia incerto.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Il trattamento dell’emicrania si distingue in trattamento dell’emicrania acuta e in trattamento preventivo dell’emicrania.

Il trattamento dell’attacco di emicrania consta principalmente dei triptani (quali almotriptan, eletriptan, frovatriptan, sumatriptan, ecc.) efficaci nell’interrompere l’attacco nella maggior parte dei pazienti, anche se nella pratica clinica una percentuale sostanziale di pazienti sia insoddisfatta di tali farmaci per una risposta lenta o incompleta. Per alcuni infatti può essere utile l’aggiunta di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’aspirina, il diclofenac, l’ibuprofene, il naprossene, ecc. Le ergotamine, soprattutto le preparazioni endovenose (diidroergotamina), rappresentano un pilastro del trattamento acuto d’urgenza della emicrania refrattaria ad altre terapie.

Agenti antiemetici (metoclopramide, clorpromazina, ecc.) rappresentano terapia aggiuntive che possono risultare efficaci soprattutto nei pazienti con importante nausea che solitamente rappresenta un sintomo che predice scarsa risposta ad altre terapie. Le somministrazioni sottocutanea o rettale o endovenosa possono in generale rappresentare un utile mezzo per raggiungere più rapidamente i livelli terapeutici dei farmaci e sono indicate soprattutto nei pazienti con nausea e vomito come sintomi predominanti dell’attacco. Altro concetto fondamentale della terapia di attacco dell’emicrania è che la precoce somministrazione dei farmaci prima che i sintomi divengano intensi si associa ad una migliore efficacia di una somministrazione tardiva. È pertanto essenziale educare i pazienti al riconoscimento di questi sintomi prodromici di cui abbiamo parlato nella sezione “sintomi”.

Il trattamento preventivo dell’emicrania va deciso sulla base della frequenza, intensità, risposta alla terapia degli attacchi. Si è generalmente portati ad iniziare un trattamento preventivo dell’emicrania qualora gli episodi abbiano frequenza di 1 settimana o 4 o più giorni in un mese. I farmaci più comunemente usati per la prevenzione dell’emicrania sono:

  • antipertensivi quali i beta-bloccanti, il candesartan e la flunarizina;
  • antiepilettici quali il topiramato e il valproato;
  • antidepressivi triciclici quali l’amitriptilina e la nortriptilina.

Un capitolo a parte merita la terapia preventiva dell’emicrania cronica, definita come una cefalea per più di 15 gg al mese con le caratteristiche dell’emicrania in almeno 8 di questi 15 gg. In tal caso un’arma terapeutica può essere la tossina botulinica.

Dr. Fabrizio Sallustio
A cura del Dr. Fabrizio Sallustio
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