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Cataratta

Dr. Federico Sadun

Dr. Federico Sadun

Oculista Medico Chirurgo, specialista in Oftalmologia Creato il: 29/06/2017 Ultimo aggiornamento: 20/09/2023

La cataratta rappresenta il progressivo opacamento del cristallino, un lenticolo situato all'interno dell'occhio dietro all'iride, con la conseguente perdita della sua trasparenza; ciò impedisce alla luce di giungere correttamente fino alla retina e determina una riduzione della vista.

Cataratta

Cause Cause

La cataratta si può considerare come parte del fisiologico processo di invecchiamento dell'organismo e come tale, seppure con estrema variabilità di gravità ed età di insorgenza, è destinata ad interessare la grande maggioranza della popolazione al di sopra dei 65 anni (cataratta senile). Tuttavia, il rischio di sviluppare cataratta aumenta con ogni decennio di vita a partire dai 40 anni e si può manifestare, quindi, anche in soggetti di età inferiore ai 50 anni; in questi casi, viene definita come cataratta presenile. In entrambe le suddette varianti, la cataratta rappresenta un evento isolato, non associato ad alcuna altra anomalia dell'occhio. 

Esistono poi altre forme di cataratta, assai meno frequenti, che possono essere associate a cause diverse come traumi, altre patologie oculari associate (ad esempio uveite) e utilizzo di farmaci cortisonici. Raramente, la cataratta può presentarsi in forma congenita, cioè presente già alla nascita e spesso associate ad altre anomalie del bulbo oculare. 
 

Sintomi Sintomi

Nelle fasi inziali, la cataratta può non determinare alcun sintomo se non una variazione di potere degli occhiali in uso (più spesso con aumento della miopia), ma, successivamente, produce sempre una progressiva riduzione della vista che, se non trattata, può divenire estremamente grave e compromettere la qualità di vita e l'autonomia del paziente.

Molto spesso, si associa la presenza di aloni attorno alle sorgenti luminose, difficoltà nella guida notturna, facile abbagliamento e perdita di nitidezza dei colori

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi di cataratta è molto semplice e viene fatta dal medico oftalmologo nel corso di una normale visita oculistica, valutando la trasparenza del cristallino con un comune strumento di visita, noto come biomicroscopio a fessura. Tuttavia, per un migliore inquadramento e, soprattutto, per una corretta pianificazione dell'intervento, è opportuno completare l'esame con più sofisticate metodiche diagnostiche, che consentono di valutare lo stato delle altre strutture oculari (conta endoteliale, OCT maculare e del nervo ottico) e di calcolare con precisione il tipo di nuovo cristallino da impiantare con la chirurgia (biometria, topografia corneale, aberrometria).

In caso di cataratta molto avanzata, che impedisce di esaminare le strutture interne dell'occhio, può essere necessario effettuare una ecografia oculare per escludere la presenza di altre patologie che potrebbero essere altrimenti misconosciute.

Rischi Rischi

La cataratta in genere non si associa a particolari rischi, se non a quelli legati ad una progressiva perdita della vista che, tuttavia, non deve essere sottovalutata, perché possibile causa di incidenti e di caduta, soprattutto nel soggetto anziano.

Più raramente, invece, la cataratta può determinare gravi aumenti della pressione dell'occhio o compromettere la possibilità di valutare correttamente altre patologie oculari coesistenti e deve allora essere prontamente operata.
 

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

L'unica cura oggi disponibile per la cataratta è un intervento di microchirurgia, che comporta la sostituzione del cristallino invecchiato ed opacizzato con una nuova lente intraoculare, che viene anch'essa posizionata, tranne casi particolari, dietro all'iride.

Le tecniche chirurgiche sono oggi molto avanzate, con tempi operatori e rischi estremamente ridotti, che consentono un rapido ed indolore recupero della vista. Accanto alla tecnica standard di facoemulsificazione, che utilizza degli ultrasuoni per frantumare e aspirare la cataratta, sono disponibili da pochi anni nuovi tipi di laser (Femtolaser), che rendono più rapide e sicure alcune fasi dell'intervento. Grazie ad una nuova generazione di cristallini artificiali, inoltre, è possibile correggere preesistenti difetti di vista (miopia, astigmatismo, ipermetropia) e anche contrastare la fisiologica perdita di visione per vicino dell'anziano (presbiopia).

L'intervento viene generalmente eseguito ambulatorialmente in anestesia topica (che prevede, cioè, solo uso di collirio anestetico), con una durata media di circa 15 minuti. Nei giorni successivi, vi è un rapido recupero della vista, con possibilità di tornare a svolgere le normali attività quotidiane e lavorative. Per evitare complicazioni o ritardi nella guarigione, è importante seguire scrupolosamente la terapia (solo collirio antibiotico e cortisonico) e tutte le indicazioni fornite dall'oculista. Comunemente, si effettuano controlli dopo 24 ore, una settimana e un mese dall'intervento.

Bibliografia

  • Società Oftalmologica Italiana 2016. Linee guida cliniche organizzative sulla chirurgia della cataratta.
  • Linee guida Associazione Italiana Medici Oculisti 2022. La chirurgia della cataratta dell'adulto: indicazioni all'intervento, percorso preoperatorio, tecniche operatorie, percorso postoperatorio.

L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.

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