Cataratta

Ultimo aggiornamento: 26/05/2026
Con il termine cataratta si intende l'opacizzazione del cristallino naturale. Questa perdita di trasparenza impedisce alla luce di raggiungere normalmente la retina. Quindi, chi presenta questa malattia ha la sensazione di avere un progressivo annebbiamento della vista tale da rendere difficile lo svolgimento delle normali attività quotidiane.
Cataratta

Cause Cause

Solitamente la cataratta è una conseguenza del processo di invecchiamento dell'occhio (cataratta senile). Infatti, è rara in età giovanile, anche se vi sono casi di cataratta nei bambini, quasi sempre congenita.

Seppure con estrema variabilità di gravità ed età di insorgenza, la cataratta è destinata a interessare la grande maggioranza della popolazione al di sopra dei 65 anni. Il rischio di svilupparla aumenta progressivamente con ogni decennio di vita a partire dai 40 anni e può manifestarsi anche in soggetti di età inferiore ai 50 anni; in questi casi viene definita cataratta presenile. In entrambe queste varianti, la cataratta rappresenta generalmente un evento isolato, non associato ad altre anomalie dell’occhio.

Esistono poi forme meno frequenti di cataratta, che possono essere correlate a cause diverse, tra cui:
 
  • traumi oculari;
  • patologie oculari associate (ad esempio uveite);
  • utilizzo di farmaci cortisonici.
Raramente, la cataratta può presentarsi in forma congenita, cioè già presente alla nascita e spesso associata ad altre anomalie del bulbo oculare.

Anche altri fattori concorrono alla perdita di trasparenza del cristallino:
 
  • presenza di diabete mellito;
  • uso prolungato di farmaci (come il cortisone);
  • traumi all'occhio;
  • esposizione a radiazioni o quella costante ai raggi ultravioletti;
  • malattie a carico dell'occhio, come il glaucoma.

Sintomi Sintomi

Il sintomo più evidente della cataratta consiste nell'annebbiamento e nella progressiva riduzione della vista. Si avverte, inoltre, fastidio alla luce e disorientamento. Il campo visivo può risultare alterato, soprattutto se l'opacità non coinvolge l'intero cristallino ma prevalentemente una parte.

Nelle fasi inziali, la cataratta può non determinare alcun sintomo se non una variazione di potere degli occhiali in uso (più spesso con aumento della miopia), ma, successivamente, produce sempre una progressiva riduzione della vista che, se non trattata, può divenire estremamente grave e compromettere la qualità di vita e l'autonomia del paziente.

Molto spesso, si associa la presenza di:
 
  • aloni attorno alle sorgenti luminose
  • difficoltà nella guida notturna;
  • facile abbagliamento;
  • la percezione dei colori può essere alterata: le tonalità del blu, per esempio, vengono percepite in modo ridotto.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi può essere fatta solo dall'oculista con un esame approfondito dell'occhio, per valutare se i sintomi riferiti siano dovuti all'opacizzazione del cristallino o possano dipendere da altre cause.

Non sempre la cataratta viene riconosciuta attraverso i sintomi: può succedere che, nel corso di una visita oculistica per altri accertamenti, lo specialista si accorga della presenza del disturbo, non avvertito dalla persona.

La valutazione della trasparenza del cristallino viene eseguita mediante la lampada a fessura (il microscopio normalmente usato nelle visite oculistiche): vengono illuminate le strutture interne all'occhio e, con l'ausilio del microscopio, si analizzano le condizioni del cristallino. Se la luce non riesce a illuminare la sezione posteriore dell'occhio, significa che il cristallino (che si trova nella parte anteriore) è opaco. In genere è bene, poi, effettuare esami accurati e completi dell'occhio per rilevare la presenza di eventuali malattie concomitanti.

Per un inquadramento più completo e una corretta pianificazione terapeutica, l’esame può essere integrato con ulteriori indagini diagnostiche, quali:
 
  • conta endoteliale;
  • OCT maculare e del nervo ottico;
  • Biometria;
  • topografia corneale;
  • aberrometria.
Questi esami consentono di valutare lo stato delle altre strutture oculari e di calcolare con precisione il tipo di cristallino artificiale da impiantare in caso di intervento chirurgico.

In generale, è comunque consigliabile effettuare esami accurati e completi dell’occhio per rilevare eventuali malattie concomitanti.

Nei casi di cataratta molto avanzata, in cui non è possibile visualizzare adeguatamente le strutture interne dell’occhio, può rendersi necessario eseguire un’ecografia oculare, al fine di escludere la presenza di altre patologie altrimenti non evidenziabili.
 

Rischi Rischi

La cataratta in genere non si associa a particolari rischi, se non a quelli legati ad una progressiva perdita della vista che, tuttavia, non deve essere sottovalutata, perché possibile causa di incidenti e di caduta, soprattutto nel soggetto anziano.

Più raramente, invece, la cataratta può determinare gravi aumenti della pressione dell'occhio o compromettere la possibilità di valutare correttamente altre patologie oculari coesistenti e deve allora essere prontamente operata.
 

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Le cure sono di tipo chirurgico. L’unica terapia oggi disponibile consiste infatti in un intervento di microchirurgia, che prevede la sostituzione del cristallino opacizzato con una lente intraoculare artificiale, generalmente posizionata dietro all’iride.

L’intervento per l’asportazione della cataratta si svolge soprattutto attraverso la facoemulsificazione, una tecnica chirurgica così diffusa a livello mondiale che risulta essere seconda solo al parto, in termini di frequenza di applicazione. Accanto alla tecnica tradizionale, sono oggi disponibili anche tecnologie più avanzate, come l’impiego del laser a femtosecondi (Femtolaser), che rendono alcune fasi dell’intervento più rapide e sicure.

L’intervento si svolge nel seguente modo: servendosi di un microscopio operatorio per ingrandire i dettagli dell’occhio, l’oculista pratica, in genere, un’anestesia topica (cioè instilla gocce di anestetico nell’occhio), molto efficace e ben tollerata; effettua poi una piccola incisione di 2-3 millimetri nella cornea e introduce una minuscola sonda ad ultrasuoni che frammenta e aspira il cristallino opaco. Successivamente viene impiantata una lente intraoculare artificiale che:
 
  • non provoca rigetto;
  • è di durata illimitata;
  • non richiede cure o manutenzione;
  • consente un aspetto normale;
  • non interferisce con la visione naturale;
Grazie alle più recenti generazioni di cristallini artificiali, è inoltre possibile correggere eventuali difetti visivi preesistenti, come miopia, astigmatismo e ipermetropia, e migliorare la visione da vicino nella presbiopia.

L’intervento dura in media dai 15 ai 40 minuti ed è indolore; viene generalmente eseguito in regime ambulatoriale. Al termine, l’occhio viene medicato con colliri antibiotici e protetto con una benda o con occhiali da sole.

Nei giorni successivi si osserva un rapido recupero della vista, con possibilità di riprendere le normali attività quotidiane e lavorative. È tuttavia fondamentale seguire attentamente la terapia prescritta (colliri antibiotici e cortisonici) e i controlli programmati, generalmente dopo 24 ore, una settimana e un mese dall’intervento.

Con le tecniche attuali il rischio di complicanze è molto basso, ma particolari precauzioni sono necessarie per:
 
  • persone immunodepresse;
  • soggetti con patologie oculari complesse;
  • pazienti con malattie vascolari.
I rischi più seri sono costituiti da un’emorragia improvvisa e incontrollabile (soprattutto nei soggetti molto anziani o con problemi vascolari) e da un’infezione postoperatoria, più frequente in caso di riduzione delle difese immunitarie. Tuttavia, grazie all’impiego di materiale chirurgico monouso e a metodi avanzati di sterilizzazione, le infezioni sono state ridotte allo 0,01%.

A distanza di tempo dall’intervento può comparire la cosiddetta cataratta secondaria, dovuta all’opacizzazione del sacco capsulare in cui è impiantato il cristallino artificiale: in questi casi è sufficiente una semplice applicazione di laser per ripristinare in modo definitivo trasparenza e nitidezza.
 

Bibliografia

  • Wormald RP, Foster A. Cataract surgery. Br J Ophthalmol. 2004 May;88(5):601-2.
  • Società Oftalmologica Italiana 2016. Linee guida cliniche organizzative sulla chirurgia della cataratta.
  • Linee guida Associazione Italiana Medici Oculisti 2022. La chirurgia della cataratta dell'adulto: indicazioni all'intervento, percorso preoperatorio, tecniche operatorie, percorso postoperatorio.

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Dr. Federico Sadun

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Medico Chirurgo, specialista in Oftalmologia
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