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Ipermetropia

Dr.ssa Roberta Terrana

Dr.ssa Roberta Terrana

Oculista Medico Chirurgo, specialista in Oftalmologia Creato il: 25/01/2018 Ultimo aggiornamento: 21/09/2023
L’ipermetropia è il difetto di vista opposto alla miopia. Nell’ipermetrope, infatti, l’immagine si forma dietro la retina, al di là di essa (nel miope, invece, l’immagine si forma davanti alla retina). L’occhio ipermetrope, tuttavia, ha ottime capacità di accomodazione, che gli consentono una messa a fuoco molto efficiente.

Queste capacità possono permettere, nei casi di ipermetropia più lievi e nelle persone di età inferiore a 40 anni circa, di riportare l’immagine sulla retina, garantendo una visione ottimale, non sfuocata.
Il discorso cambia nei bambini, in caso di ipermetropie elevate o associate a strabismi convergenti, e negli adulti, in modo fisiologico dopo i 40 anni.

In tutti questi casi, infatti, la capacità accomodativa non risulta sufficiente a riportare a fuoco la figura sulla retina, e pertanto l’immagine appare sfuocata sia da lontano che da vicino (a differenza della miopia, che fa vedere male solo da lontano), e si sviluppa una fatica visiva, un’astenopia.

L’ipermetropia può essere classificata in:
 
  • lieve: inferiore alle 2 diottrie;
  • moderata: compresa tra le 2 e le 4 diottrie;
  • elevata: superiore alle 4 diottrie.
Ipermetropia

Cause Cause

Le principali caratteristiche anatomiche che rendono un occhio ipermetrope sono:
 
  • asse antero-posteriore del bulbo più breve della norma (l’occhio è più “corto” di un occhio normale);
  • curvatura della cornea, la parte più anteriore trasparente dell’occhio, inferiore alla norma: la cornea è più piatta;
  • curvatura del cristallino, la lente che si trova dentro l’occhio, ridotta rispetto alla norma: anche il cristallino può essere più piatto.
Nel caso in cui il cristallino, la lente interna all’occhio, venga rimosso e non sostituito da una lente artificiale, l’occhio (tranne se di base fosse fortemente miope) risulterà ipermetrope.

Per esempio, i bambini piccoli in cui è stato rimosso il cristallino per la presenza di una cataratta congenita, necessitano degli occhiali o delle lenti a contatto per vedere bene, perché risultano fortemente ipermetropi.

La prevalenza dell’ipermetropia, nei bambini, decresce con l’aumentare dell’età. È infatti fisiologico che i bimbi abbiano un asse antero-posteriore dell’occhio più corto, poiché sono in fase di crescita.
 

Sintomi Sintomi

Quando l’accomodazione non è sufficiente a compensare l’ipermetropia, si possono avere diversi disturbi:
 
  • mal di testa;
  • visione non nitida, offuscata;
  • fastidio alla luce;
  • affaticamento visivo con “occhi pesanti”;
  • abbondante lacrimazione;
  • a volte, persino dolore agli occhi.
Purtroppo, l’accomodazione è assolutamente normale che si riduca progressivamente dopo i 40 anni, quindi è molto frequente che una persona ipermetrope, che ha sempre visto bene fino a quell’età, inizi ad avere improvvisamente difficoltà visive, non solo da vicino ma anche da lontano, che troverà molto fastidiose, in quanto non abituata a vedere in modo offuscato.

I bambini con ipermetropia, soprattutto elevata, inoltre, hanno una stereopsi, ovvero una visione tridimensionale, peggiore rispetto ai bambini che non hanno difetti di vista. Ovvio che la stereopsi sia ancor peggiore nei casi in cui il bimbo ipermetrope è anche strabico o affetto da ambliopia. In questo caso, di solito, il bambino non riconoscerà le figure rappresentate sulla cartolina di Lang, per la valutazione della stereopsi.
 

Diagnosi Diagnosi

Per fare una corretta diagnosi, e di conseguenza correggere adeguatamente l’ipermetropia, non è sufficiente fare una misurazione del visus col tabellone (ottotipo). Occorre, invece, soprattutto al di sotto dei 40 anni e a maggior ragione nei bambini, mettere le goccine nell’occhio per bloccare l’accomodazione, e, solo dopo che queste avranno fatto azione (e si sarà realizzata la cicloplegia), procedere ad una rivalutazione dell’ipermetropia, tramite strumenti appositi, quali lo schiascopio e l’autorefrattometro.

Non è sufficiente misurare solo la vista, perché l’ipermetropia è la somma di tre componenti:
 
  • ipermetropia assoluta: la quota di ipermetropia che l’accomodazione non riesce a correggere;
  • ipermetropia facoltativa: la quota di ipermetropia che può essere corretta sia dall’accomodazione che da una lente positiva;
  • ipermetropia latente: la quantità di ipermetropia che viene fuori solo dopo l’applicazione delle goccine nell’occhio per allargare la pupilla e bloccare l’accomodazione (gocce cicloplegiche). 
La somma di ipermetropia assoluta e facoltativa costituisce l’ipermetropia manifesta.

All’esame del fondo dell’occhio, a volte, il nervo ottico nelle ipermetropie elevate appare di piccole dimensioni, di colore più intenso, rosso-grigiastro, sollevato e a margini indefiniti. Questa conformazione del nervo ottico si chiama papilla "affollata" e va in diagnosi differenziale con l’edema di papilla. La papilla affollata, tuttavia, è una condizione assolutamente benigna che non comporta effetti sulla vista.
 

Rischi Rischi

Il rischio di non correggere adeguatamente con lenti l’ipermetropia può essere quello di una messa a fuoco imperfetta, con conseguente sviluppo di mal di testa e pesantezza degli occhi.

Un’ipermetropia elevata in un bimbo, che non porta lenti, può determinare la comparsa di uno strabismo, oppure di un’ambliopia, ossia un occhio pigro, monolaterale o bilaterale, a seconda del fatto che ci sia una notevole differenza del difetto visivo tra i due occhi (in questo caso si impigrisce solo l’occhio con l’ipermetropia più elevata), oppure il medesimo difetto visivo da entrambe le parti (in questo caso possono impigrirsi tutti e due gli occhi, perché nell’età dello sviluppo - da 0 a 7 anni- si ha una plasticità delle connessioni occhio-cervello. Se gli stimoli visivi, però, non vengono percepiti correttamente dall’occhio, non si sviluppano neanche le colonne di dominanza a livello cerebrale).
 

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Questo difetto di vista può richiedere l’indosso di occhiali o lenti a contatto. Le lenti montate sugli occhiali hanno potere positivo e forma convessa, ovvero sono più spesse al centro e più sottili in periferia. Per la loro conformazione danno un effetto di ingrandimento delle immagini, proporzionale all’aumento del potere della lente. Per questo gli occhi degli ipermetropi dietro gli occhiali sembrano più grandi.

La minore correzione per l’ipermetropia si fa con lenti che compensino l'ipermetropia assoluta. Si usano lenti positive più forti, per correggere l’ipermetropia manifesta (assoluta + facoltativa). Occorrono, invece, lenti ancora più potenti per correggere la somma di ipermetropia manifesta e latente. Sarà l’oculista a decidere quale correzione applicare, anche in base a fattori concomitanti, quali per esempio la presenza di uno strabismo convergente, in cui gli occhi vanno verso il naso.

Il trattamento laser agli occhi può eliminare la necessità di utilizzare occhiali e lenti a contatto. Nel caso dell’ipermetropia, il laser serve ad aumentare la curvatura della cornea, la parte trasparente anteriore dell’occhio, permettendo finalmente all’ immagine di formarsi sulla retina, e non dietro di essa.

Esistono tre tecniche principali di trattamento laser:
 

  • PRK;
  • PRK transepiteliale;
  • FemtoLasik.
     

Nella PRK, l’oculista rimuove l’epitelio, lo strato più superficiale della cornea, e il laser a eccimeri vaporizza la porzione anteriore della cornea aumentandone la curvatura. 
Nella PRK transepiteliale è il laser stesso a rimuovere l’epitelio e poi a vaporizzare la parte anteriore. 
Nella FemtoLasik, il laser a femtosecondi crea una sorta di coperchio, sollevando la parte più anteriore della cornea, detto FLAP, una sorta di segmento di sfera superiore. Il laser a eccimeri agisce poi sulla parte più interna della cornea, che è stata scoperta sollevando il flap.
Gli svantaggi della PRK sono il dolore subito dopo l’intervento e i tempi di ripresa un po’ più lunghi rispetto alla FemtoLasik. 

Se non ci sono i parametri adatti all’intervento laser, si può procedere all’impianto di una lente intraoculare “fachica”, ovvero che venga impiantata dentro l’occhio, senza togliere il cristallino, la lente naturale già presente all’interno del bulbo oculare. Nell’ ipermetrope bisogna però prima valutare che vi sia un’ampiezza adeguata e non troppo ridotta della camera anteriore per procedere all’ impianto della lente “fachica”.
 

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