Solo i gesti semplici di ogni giorno costruiscono nel tempo risultati straordinari per la salute.

Sommario:
1) Premessa
2) Salute, è solo assenza di malattia?
3) Quanto e perché l’attività fisica fa bene?
4) Quale attività fisica dovrei scegliere?


1) Premessa

“La salute prima di tutto” ammette spesso l’uomo della strada, ma siamo davvero sicuri di essere diventati capaci di tutelare la salute dalle malattie e dall’avanzare dell’età?
Si sa infatti che la salute è il bene più prezioso, ancora interpretata come un dono fornito da madre natura o dalla dea bendata ma messo in pericolo in determinati momenti della vita dalle malattie che ci piovono addosso quando meno ce lo aspettiamo.

Ma è proprio così?
La salute è un Equilibrio prezioso e mutevole tra diverse componenti della persona umana, quali genetica e bio-fisica del corpo e percezioni personali che ci fanno sentire a nostro agio con noi stessi e con gli altri. Riguarda quindi corredo genetico e funzionamento del corpo da un lato, accanto a serenità interiore e pensieri positivi dall’altro.
Custodire e accrescere la salute diventa alla luce di questa consapevolezza un’arte da apprendere e trasmettere a nostra volta a chi ci è più caro.

Qual è dunque la strada per ben amministrare dall’infanzia il patrimonio di salute che la natura ci affida?
Certamente non è quella di aspettare di ammalarsi. Nell’antica Cina i medici dell’imperatore erano tanto più pagati quanto meno l’imperatore si ammalava.
Le due “main strategy”, che ogni cittadino consapevole è chiamato a coltivare per tutelare la propria salute sono, oggi come ieri, come felicemente già intuito da Ippocrate: curare la propria alimentazione e potenziare lo stile di vita attivo.

Il cibo sano e la giusta dose di attività fisica sono dunque i principali nostri “farmaci della salute”. Meritano quindi studio, conoscenza, sperimentazione e applicazione nella vita di tutti i giorni, avvalendoci anche di alleanze speciali con gli esperti del campo operanti nelle Società Scientifiche tra cui Ansisa (Associazione Nazionale Specialisti in Scienza dell’Alimentazione) e ASAS (Associazione per la salute correlata all’alimentazione e agli stili di vita) che per vocazione si pongono accanto al cittadino al servizio della  sua salute.
Lo stile di vita attivo riveste caratteristiche pressocchè uniche di farmaco pleiotropico (polivalente) che è in grado di modulare positivamente tutti e quattro gli assi della salute personale.
Questo risultato è ottenibile da ciascuno di noi modificando di poco e regolarmente le scelte nutrizionali e motorie personali di tutti i giorni, con particolare eccellenza di risultati se si aderisce a proposte di comunità come il Servizio Piedibus e Gruppi di cammino.
Chi passa la vita a lamentarsi che il suo bicchiere è mezzo vuoto si condanna all’insoddisfazione permanente. Nella sua mente cambiano solo via via  gli argomenti di rammarico, lamentela, invettiva, ecc.
Conoscendo e accettando invece i limiti nostri e altrui poniamo le basi per cogliere tutte le opportunità di salute che sbocciano dentro di noi e offerte attorno a noi.
La salute diventa allora soprattutto frutto delle mie conoscenze, riflesso delle mie consapevolezze, conseguenza delle mie assunzioni di responsabilità.


2) Salute, è solo assenza di malattia?

L’unità dell’individuo e la globalità della salute:

equilibrio della salute

È ben nota la ormai storica definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, formulata nel 1948, che spiega: “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un’assenza di malattia o di infermità” (Organizzazione Mondiale della Sanità, 1948). Quindi fin dal secolo scorso era già ben chiaro il fatto che la salute comprende tante dimensioni interagenti tra loro, ma la visione d’insieme della salute a quel tempo era troppo statica.
Dal 1966, con il prof Seppilli, la salute viene definita così: “La salute è una condizione di armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico dell’individuo, dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale” (A. Seppilli, 1966).
Si comprende cioè che la salute è  un equilibrio del’individuo che si realizza su molte dimensioni, è dinamico cioè ha possibilità di peggiorare o migliorare ed è percepito e custodito anzitutto dall’individuo stesso.
Nel 1986 l’O.M.S. ha infine sottolineato l’importanza di aggiungere, nel concepire la salute, anche la componente spirituale della persona, accanto a quelle fisica, psichica, sociale e relazionale.


3) Quanto e perché l’attività fisica fa bene?

Quando parliamo di attività fisica ci riferiamo anzitutto al semplice movimento quotidiano per camminare, salire le scale, fare giardinaggio, coltivare un hobby, muoversi a piedi nell’ambiente di lavoro, ecc.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità per ATTIVITÀ FISICA si intende: “Qualunque sforzo esercitato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un consumo di energia superiore a quello  in condizioni di riposo”. In questa definizione rientrano, quindi, non solo le attività sportive ma anche semplici movimenti quotidiani come camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, curare il giardino, fare lavori domestici. Un gradino in più oltre la semplice attività fisica è rappresentato dall’esercizio fisico che è invece un ben preciso sforzo corporeo ripetuto con particolari modalità per allenare o rinforzare parti del corpo. Lo sport è infine una sequenza organizzata di esercizi fisici svolti all’interno di un sistema di regole che consentono la competizione individuale o di gruppo. Oggi sappiamo che sulla salute interagisce potentemente l’attività fisica che svolgiamo ogni giorno.

Per fare un esempio di quanto l’attività fisica faccia bene alla salute è utile conoscere i risultati di un importante Studio longitudinale (prolungato nel tempo) svolto su quasi mezzo milione di persone, pubblicato nel 2011 su Lancet, una prestigiosa rivista di medicina. Questo Studio ci dice che quindici minuti al giorno di attività fisica sono sufficienti per ridurre la mortalità e allungare la vita.

Un totale di 416.175 persone (199.265 uomini e 216.910 donne) sono state incluse, in Taiwan, in uno studio longitudinale di coorte della durata media di circa 8 anni. Ciò significa che queste persone sono state seguite per 8 anni verificando in che modo le loro condizioni di salute si modificavano nel tempo. I dati relativi all’esercizio fisico venivano ottenuti sulla base della quantità di esercizio fisico settimanale riportato in un questionario compilato dagli interessati. In base alle risposte, i partecipanti sono stati collocati in una delle seguenti cinque categorie: inattivi, a bassa attività, ad attività media, alta o molto alta.

Dall’analisi dei dati si è così dimostrato che, rispetto ai soggetti del gruppo inattivo, quelli del gruppo a bassa attività (in media 92 minuti a settimana o 15 minuti al giorno) mostravano un 14% di riduzione del rischio di mortalità per qualsiasi causa con un’aspettativa di vita di tre anni più lunga. Questo vuol dire che nel gruppo di coloro che svolgevano 15 minuti al giorno di attività fisica/esercizio fisico ci si ammalava di meno e si viveva più a lungo. Inoltre, per ogni 15 minuti di esercizio quotidiano oltre i quindici minuti iniziali, la mortalità totale si riduceva ulteriormente del 4% e quella per cancro del 1%. Gli individui che sono rimasti inattivi avevano invece un aumento del 17% del rischio di mortalità rispetto agli individui del gruppo a bassa attività.

In conclusione anche questo Studio ci conferma che, per tutta una serie di ragioni, in parte note e in parte ancora sconosciute, l’attività/esercizio fisico opportunamente dosato nella vita di tutti i giorni si comporta come un farmaco pleiotropico (dagli effetti polivalenti) che aiuta a curare alcune malattie (diabete, aterosclerosi, infarto, ecc) e soprattutto a prevenire la loro comparsa. È per questi motivi che l’attività fisica/esercizio fisico diventa fattore strategico non solo per curare, ma anche per rimanere in forma e in salute.
È curioso che, mentre siamo sempre attenti al lancio di nuovi farmaci presuntamente miracolosi e nella  fantasia ci piace sognare l’elisir di lunga vita, quasi sembriamo non accorgerci che l’attività fisica ben condotta potrebbe essere per noi da subito un piccolo-grande elisir di salute. Con la differenza che non si tratta di una pozione magica da assumere in pochi secondi!

salute fisiologica psicologica e sociale

MA CHI È IL SOGGETTO SEDENTARIO?
È sedentario chi mediamente svolge, oltre le attività giornaliere di normale vita di relazione (alzarsi, fare colazione, andare al lavoro, ecc.) MENO di trenta minuti di attività fisica moderata (camminare speditamente/pedalare in bici, ecc) per almeno cinque giorni a settimana.

salute fisica

Alla base della piramide stanno le azioni più frequenti che svolgiamo ogni giorno.
Al centro della piramide vi sono le azioni di movimento più strutturato (esercizio fisico) che è bene svolgere alcune volte a settimana.
Al vertice della piramide si collocano le azioni più sedentarie che è bene limitare nel tempo, per non impigrire l’organismo.

Ricordiamo che è buona regola che i bambini non superino le due ore totali giornaliere davanti a Tv o video schermo. L'overdose televisiva attuale nei Paesi industrializzati (il 48% dei bambini di otto anni in Italia passa tre o più ore davanti alla Tv - Dati OKkio del Ministero della Salute 2008 e 2010) condiziona - in peggio - tutti i comportamenti di bambini e adolescenti: da quelli alimentari a quelli sociali. I messaggi e i modelli veicolati, ma anche solo il tempo passato davanti alla TV (più di tre ore al giorno), degradano in modo sensibile la qualità di vita: meno attività fisico-sportiva, meno socializzazione, meno stimoli culturali interattivi, meno tempo trascorso con i genitori.

attività fisica

Ciascuno può facilmente fare l’autodiagnosi del proprio stile di vita e impegnarsi nell’ adottare le azioni migliorative conseguenti:   

gradi di attività

vita attiva


 4) Quale attività fisica dovrei scegliere?

 “Da dove cominciare per rendere più attiva la nostra vita?”

a) Rendiamo anzitutto meno sedentaria la vita di tutti i giorni.  
Suggerisco di partire dalle piccole scelte di tutti i giorni, che sono oltretutto più facilmente alla nostra portata. Solo i gesti semplici di ogni giorno fanno conseguire nel tempo risultati straordinariamente efficaci. Questa piccola rivoluzione di approccio si ottiene facendo in modo leggermente diverso le stesse cose: usando di meno il telecomando per governare la Tv, andando all’edicola a piedi per prendere il giornale, lasciando la macchina a 200 metri dal punto di arrivo, ecc. Tutto questo è possibile, basta che lo vogliamo. Gli esperti parlano di reingegnerizzazione della nostra vita,  applicata da chi è interessato  con accortezza e creatività,  vincendo la pigrizia che tenderebbe a farci scegliere sempre e solo ciò che è più comodo e facile.

b) Il passo successivo è quello di ritagliarsi alcuni brevi momenti settimanali da dedicare ad attività di esercizio fisico gradito e ben tollerato.
Quante volte ci siamo ripromessi di fare qualche passeggiata con la amica prediletta? Oppure tenerci in forma con una bella nuotata settimanale?    
Per passare dalle buone intenzioni ai fatti non serve rimandare, conviene piuttosto decidere quando cominciare. Attenzione al pericolo opposto, partire in quarta cercando di strafare. Non ripromettiamoci di faticare, sudare, soffrire inseguendo scorciatoie già perdenti in partenza! Scegliamo invece l’attività fisica per noi più gradita e congeniale e iniziamo a praticarla regolarmente.

c) Il nuoto è l’attività fisica/sportiva preferibile in assoluto dalla maggior parte delle persone per le sue caratteristiche di impegno armonico della muscolatura di tutto il corpo e per il ridotto stress da sforzo mentre lo pratichiamo.

d) Accanto alle attività personali che ognuno sceglie in autonomia, spicca oggi un nuovo tipo di attività fisica organizzata, cui l’individuo può aderire, con interessanti vantaggi.
Stiamo parlando delle attività dei Gruppi di cammino per gli adulti e del Piedibus per i bambini che vanno a scuola a piedi. Esistono punti di riferimento che ci danno indicazioni corrette al riguardo.