Il mal di pancia è un sintomo molto comune: può dipendere da cause banali (gas, indigestione, intestino irritabile) oppure essere il segnale di condizioni che richiedono attenzione immediata (appendicite, perforazione, occlusione intestinale).

Sapere come riconoscere i segnali di gravità e cosa fare nei casi lievi può ridurre l’ansia e migliorare l’efficacia degli interventi. Questa guida riassume i punti chiave per orientarsi.

persona con mal di pancia, si tocca l’addome

Che tipo di dolore senti? (primo elemento diagnostico)

Il carattere del dolore fornisce indicazioni preziose:
 
  • dolore a crampi: va e viene, spesso legato a gas, coliche intestinali o sindrome dell’intestino irritabile. Spesso migliora con il movimento o l’espulsione di gas;
  • dolore costante: presente in modo continuativo, può indicare infiammazione di un organo (es. colecistite, pielonefrite) o altre condizioni che richiedono valutazione medica;
  • dolore acuto, improvviso e molto intenso (tipo “coltellata”): è un campanello d’allarme che può richiedere un intervento urgente.
 

Sintomi che accompagnano il dolore: come interpretarli

Alcuni segni associati aumentano la probabilità che il problema sia serio:
 
  • con vomito ripetuto o incapacità a trattenere liquidi → rischio di disidratazione; va valutato dal medico;
  • con febbre (> 38 °C): sospetto di infezione (es. appendicite, diverticolite); necessaria valutazione;
  • senza altri sintomi: spesso il problema è meno urgente; tuttavia osservare l’evoluzione nelle 24–48 ore è prudente.
Nei bambini e negli anziani la presentazione può essere atipica: abbassare la soglia di attenzione in questi gruppi.
 

Il peritonismo: un segnale d’allarme

Il peritonismo indica irritazione della membrana che riveste l’addome ed è spesso associato a condizioni gravi:
 
  • cosa osservare: addome rigido (come “una tavola”), dolore intenso alla pressione;
  • test clinico pratico: il “test del rimbalzo” — premere delicatamente e rilasciare: se il dolore aumenta prontamente è un segno di irritazione peritoneale;
  • perché è importante: suggerisce appendicite, perforazione intestinale o altre emergenze chirurgiche. In presenza di peritonismo, rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso.
 

Quando chiamare il 112

Recatevi al PS o chiamate il 112 se compaiono uno o più dei seguenti:
 
  • dolore improvviso e insopportabile che impedisce il movimento;
  • febbre alta persistente (> 38,5 °C) non controllabile con antipiretici;
  • vomito persistente con incapacità a trattenere liquidi o vomito con sangue o materiale verde;
  • addome rigido o dolore che peggiora alla minima pressione (peritonismo);
  • Segni di shock o insufficienza: svenimento, confusione, sudorazione fredda, pelle fredda e pallida;
  • difficoltà a urinare o comparsa di sangue nelle urine;
  • in gravidanza, qualsiasi dolore addominale severo o sanguinamento richiede valutazione urgente.
 

Quando contattare il medico di famiglia o prenotare una visita

Rivolgetevi al medico di famiglia (o alla guardia medica fuori orario) nei casi seguenti:
 
  • dolore moderato che persiste da più di 24–48 ore o che tende a peggiorare;
  • febbre moderata con sintomi addominali;
  • vomito intermittente con riduzione dell’assunzione di liquidi;
  • comparsa di nuovi disturbi (alterazioni intestinali persistenti, sangue nelle feci, ittero);
  • se avete condizioni croniche (cardiopatia, diabete, immunodepressione) o siete anziani: consultate il medico con tempestività anche per sintomi meno intensi.
Il medico valuterà, eseguirà l’esame obiettivo e deciderà se servono esami ematici, urine, ecografia addominale o invio al Pronto Soccorso.
 

Cosa potete fare a casa in sicurezza (autogestione nei casi lievi)

Se il dolore sembra lieve e non ci sono segni di gravità, potete:
 
  • riposare e assumere piccoli sorsi d’acqua per mantenervi idratati;
  • seguire una dieta leggera (evitare cibi grassi, alcool, caffè) fino a miglioramento;
  • usare paracetamolo per il controllo del dolore/ febbre se non ci sono controindicazioni (seguire le indicazioni del foglietto illustrativo o del medico). Evitare FANS (es. ibuprofene, aspirina) se sospettate problemi gastro-intestinali acuti o in caso di sanguinamento;
  • applicare calore locale può talvolta alleviare crampi;
  • annotare l’evoluzione dei sintomi: tipo di dolore, durata, eventuale febbre, vomito, evacuazioni (importante da riferire al medico).
Se il dolore non migliora o peggiora nelle 24 ore successive, rivolgetevi al medico.
 

Cosa potete aspettarvi durante la visita medica

Il medico eseguirà anamnesi e esame obiettivo, valuta i segni di peritonismo e, se necessario:
 
  • prescrive esami del sangue (emocromo, elettroliti, funzione renale, marcatori di infiammazione);
  • richiede esame urine e, se indicato, test per gravidanza;
  • ordina ecografia addominale o radiografia addominale; in casi selezionati TAC;
  • decide eventuale terapia o invio urgente al PS o all’ospedale per consulto chirurgico.
Portate con voi l’elenco dei farmaci in uso, allergie note e una breve descrizione della sequenza dei sintomi.
 

Persone a rischio: abbassare la soglia di accesso alle cure

Chi deve consultare il medico prima rispetto agli altri:
 
  • bambini con vomito persistente o disidratazione;
  • anziani con nuovo dolore addominale;
  • donne in gravidanza;
  • pazienti immunocompromessi o con patologie croniche importanti.
 

Conclusione

Ascoltare il proprio corpo e conoscere i segnali d’allarme fa la differenza. Per sintomi lievi e ben tollerati, è possibile adottare misure di supporto a casa, ma in presenza di dolore acuto, febbre alta, vomito persistente, peritonismo o segni di compromissione generale, è necessario rivolgersi rapidamente a un medico o al Pronto Soccorso.

In caso di dubbio, non esitate a consultare il vostro medico di famiglia: una valutazione tempestiva protegge la vostra salute.
 

Bibliografia

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