Con l’arrivo della stagione fredda, aumentano le sindromi respiratorie e cresce la pressione sui servizi di pronto soccorso. Per rispondere a questo aumento di casi, ATS Milano e le ASST del territorio attivano ogni anno gli Hotspot infettivologici: ambulatori dedicati a chi presenta sintomi respiratori o altre infezioni stagionali.
Si tratta di strutture pensate per offrire valutazione rapida, tamponi diagnostici e un esame ecografico toracico point-of-care, con l’obiettivo di dare risposte cliniche tempestive e ridurre gli accessi impropri al Pronto Soccorso. 
Cosa offrono gli Hotspot
Negli Hotspot infettivologici attivati sul territorio metropolitano è possibile, in genere e gratuitamente:- eseguire tamponi rapidi o molecolari per influenza A/B, SARS-CoV-2, virus respiratorio sinciziale (RSV) e, quando indicato, per streptococco;
- ricevere una valutazione clinica da parte di un medico esperto in malattie respiratorie/infettive;
- eseguire una ecografia toracica (lung ultrasound, LUS) al letto del paziente per individuare segni oggettivi di interessamento polmonare (consolidamenti, versamenti, quadri infiammatori) che aiutano a distinguere una banale sindrome respiratoria da una polmonite più estesa.
Come si accede al servizio
L’accesso agli Hotspot è organizzato per mantenere ordine e appropriatezza: prima di recarsi sul posto è consigliato chiamare il numero unico di continuità assistenziale/guardia medica (116-117); la Centrale collegata potrà indirizzare il cittadino verso l’Hotspot più vicino o verso la soluzione più appropriata (visita territoriale, triage ospedaliero, ecc.). In alcune ASST è possibile presentarsi direttamente agli spazi segnalati, ma la prenotazione telefonica evita attese e ottimizza i percorsi.Perché questi ambulatori sono utili per i cittadini
- Rapidità diagnostica: i tamponi rapidi e i test combinati permettono di identificare il patogeno in tempi brevi, orientando la terapia (es. antivirali per influenza) e le misure di isolamento/precauzione. Questo riduce anche l’uso inappropriato di antibiotici;
- riduzione della pressione ospedaliera: indirizzando i casi lievi/moderati agli Hotspot ci sono meno accessi al Pronto Soccorso per problemi che possono essere risolti in ambito territoriale;
- valutazione integrata: l’aggiunta dell’ecografia polmonare aumenta la capacità diagnostica dello specialista territoriale: LUS ha dimostrato elevata sensibilità e specificità nella identificazione di polmoniti e quadri flogistici, risultando particolarmente utile come strumento point-of-care.
Quando andare allo Hotspot e quando invece rivolgersi al Pronto Soccorso
- Andate allo Hotspot se avete febbre, tosse, dolore faringeo, raffreddore o sintomi respiratori non gravi comparsi nelle ultime 48–72 ore; lo staff valuterà la necessità del tampone e, se opportuno, eseguirà l’ecografia toracica;
- andate al Pronto Soccorso (o chiamate il 112) se compaiono segnali di gravità: difficoltà respiratoria marcata, cianosi, confusione, perdita di coscienza o dolori toracici intensi. In questi casi è necessario un triage d’urgenza e possibilmente indagini strumentali più complesse;
- contattate prima il 116-117 per essere correttamente indirizzati verso l’Hotspot o verso la sede più adeguata.
Bibliografia
- Meyer J. et al., 2025. Diagnostic Performance of a Combined Rapid Antigen Test for SARS-CoV-2, Influenza A/B and RSV. Studi recenti mostrano che i test antigenici combinati possono rappresentare un valido punto-of-care per la diagnosi rapida in ambito ambulatoriale e per le decisioni cliniche immediate.
- (es. Meyer J., Journal of Medical Virology, 2025 — abstract e dati diagnostici).
- Abid I. et al., 2024. Point-of-care lung ultrasound in detecting pneumonia: systematic review. La letteratura supporta il ruolo della LUS come strumento sensibile e specifico nella diagnosi precoce di polmonite e nel monitoraggio delle malattie polmonari in contesti extra-ospedalieri.