Acufene

Ultimo aggiornamento: 31/03/2026

L’acufene, più che una patologia specifica, è un sintomo di malattia caratterizzato dalla presenza continua e costante di fischi acuti, sibili o molteplicità di suoni. Si tratta quindi di percezioni sonore in assenza di stimolazioni fisiologiche dei recettori dell’orecchio interno. 

Si dividono tradizionalmente in: 

  • acufene oggettivo: quando i rumori sono causati da strutture contigue all’orecchio come, ad esempio, i vasi sanguigni del collo e percepiti dal paziente e dall’esaminatore in ambienti particolarmente silenziosi;
  • acufene soggettivo: quando i rumori sono percepiti solo dal paziente e continuativamente.

Un’ulteriore distinzione riguarda la manifestazione sonora di acufene:

  • acufene continuo: quando il suono è percepito come un soffio costante all’interno dell’orecchio;
  • acufene pulsante: quando il suono è percepito come una pulsazione cardiaca all’interno dell’orecchio.

È opportuno precisare che le malattie di cui l’acufene è sintomo non necessariamente sono a carico dell’orecchio o delle vie acustiche. Può, inoltre, manifestarsi come unico sintomo o correlato a disturbi a carico dell’orecchio, come potrebbero essere la pressione auricolare e vertigini

Acufene

Cause Cause

L’acufene può avere diverse cause.  Per l’acufene di tipo soggettivo, le cause sono soprattutto otogene, ovvero legate a particolari traumi acustici o patologie quali:

  • otite;
  • sclerosi multipla;
  • aterosclerosi;
  • cataratta
  • infiammazioni al nervo trigemino;
  • labirintite.

Le cause di acufene oggettivo devono invece essere distinte nel caso di acufene pulsante o non pulsante. 

Nel caso di acufene oggettivo pulsante, sarebbero di origine cardiocircolatoria e interesserebbero principalmente i vasi sanguigni del collo. Tra le cause più comuni si trovano: 

  • malformazioni artero-venose;
  • ipertensione endocranica benigna;
  • stenosi dei vasi del collo.

Nel caso di acufene oggettivo non pulsante le cause sembrerebbero afferire a traumi dell’apparato muscolo-scheletrico quali:

  • disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare;
  • contrazioni involontarie dei muscoli auricolari;
  • colpo di frusta.

Sintomi Sintomi

La manifestazione più evidente di un acufene è la presenza costante, continua o pulsante, di una percezione sonora, in assenza di stimolazioni fisiologiche. La percezione può riguardare una o entrambe le orecchie, presentarsi isolatamente come unico sintomo o associarsi ad altri disturbi riferibili all’orecchio quali pressione auricolare e vertigini. 

I pazienti con acufene spesso riferiscono di:

  • ipoacusia: o ridotta capacità uditiva;
  • iperacusia: una marcata intolleranza nei confronti dei rumori esterni.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi di acufene avviene tramite visita otorinolaringoiatrica che non può prescindere da una accurata anamnesi, durante la quale lo specialista valuta le caratteristiche dell’acufene (continuo o pulsante), i sintomi di accompagnamento e la storia clinica del paziente. 

A ciò si aggiungono specifici esami clinici, volti a ricercare le cause specifiche dell’acufene soprattutto quando questo è del tipo oggettivo.  

Tali esami possono consistere in: 

  • esami ematochimici e radiografici: per escludere la presenza di corpi estranei o particolari infezioni che potrebbero aver infiammato il canale uditivo;
  • valutazione odontostomatologica: per evidenziare eventuali infiammazioni dell’orecchio dovute ad irregolarità nella mascella;
  • valutazione neuro-otologica: per evidenziare eventuali patologie neurologiche dell’orecchio;
  • valutazione cocleo-vestibolare: si tratta di un esame non invasivo, utile per valutare la funzionalità corretta dell’equilibrio;  
  • angio-TC: per studiare la circolazione sanguigna ed escludere anomalie al sistema cardiovascolare.

Rischi Rischi

Per chi soffre di acufene, i rischi sono soprattutto legati ai fenomeni di ipoacusia e iperacusia, che talvolta accompagnano il sintomo. 

Essi sono spesso causa di disturbi dell’equilibrio o fonofobia (paura dei rumori), che compromettono la qualità della vita del paziente, interferendo negativamente sulla sua salute mentale ed emotiva. 

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Trattandosi di un sintomo dalle cause multifattoriali, l’acufene può essere trattato mediante diverse opzioni terapeutiche a seconda del fattore scatenante. 

È opportuno precisare che spesso, nonostante sia stata individuata la causa e sia stata trattata, l’acufene persiste.

Per questi casi esistono varie teorie esplicative e vari approcci terapeutici. Il più ricorrente è l’Acufenometria o caratterizzazione della frequenza. Il paziente, nel corso di più sedute, viene invitato a confrontare l’intensità del proprio acufene con quella di alcuni stimoli sonori somministrati. Una volta caratterizzato l’acufene in termini di intensità, si somministra al paziente un suono con intensità maggiore per alcuni minuti. I pazienti responsivi avvertono generalmente una scomparsa dell’acufene o un’attenuazione per un periodo variabile, effetto che si andrà a sommare a quello della seduta successiva. L’obiettivo è quello di indurre una inibizione dell’acufene e mantenerla. 

Approfondimento del Dr. Giorgio Raponi

Terapie per gli acufeni in fase periferica e in fase cronica

Gli acufeni che si trovano ancora in una fase periferica, cioè nella fase acuta o di resistenza, possono essere trattati con approcci medici tradizionali. In questi casi si ricorre alla somministrazione di specifici farmaci, spesso associata alla laserterapia, con l’obiettivo di favorire una migliore diffusione del farmaco all’interno dell’orecchio interno.

In situazioni particolari e ben selezionate, può essere indicato anche un intervento mini-invasivo: attraverso una piccola incisione del timpano è possibile iniettare farmaci direttamente nell’orecchio medio. Si tratta di sostanze generalmente ben tollerate dalle cellule acustiche.

Quando invece l’acufene ha raggiunto una fase cronica, il trattamento farmacologico risulta generalmente poco efficace. In questi casi è preferibile adottare approcci riabilitativi più avanzati, come quelli proposti dalla Neurootologic and Equilibriometric Society (NES) e dal Tinnitus Center di New York.

Tra questi, particolare rilievo assume la Terapia Chinestesico-Competitiva (Kinesthetic-Competitive Therapy, KCT), che si basa su tecniche riabilitative specifiche associate a stimoli sonori mirati e a musiche appositamente studiate, come quelle sviluppate dal compositore tedesco Köhler.

La KCT può essere affiancata dall’uso di farmaci tradizionali, omeopatici o naturali, non tanto con finalità curative dirette, quanto per migliorare la risposta dei centri cerebrali coinvolti, rendendoli più recettivi al trattamento riabilitativo.

In conclusione, solo in rari casi l’acufene può essere completamente eliminato. Tuttavia, nella maggior parte delle situazioni è possibile ridurne in modo significativo l’intensità e l’impatto sulla qualità di vita.

Le terapie disponibili mirano infatti ad attenuare i diversi aspetti, motori, cognitivi ed emotivi, che contribuiscono a mantenere e amplificare il disturbo.
 

Approfondimento del Dr. Flavio Arnone

La TRT e altre opzioni terapeutiche efficaci

Attualmente non esiste una terapia farmacologica definitiva, una “pillola” in grado di eliminare completamente l’acufene in tutti i casi. Tuttavia, è fondamentale chiarire che il disturbo può essere trattato efficacemente e, in molti pazienti, anche significativamente ridotto fino a non rappresentare più un problema nella vita quotidiana.

Affermare il contrario rischia di scoraggiare il paziente e di ostacolare un percorso terapeutico che, invece, può portare a risultati concreti.

Tra gli approcci più riconosciuti a livello internazionale c’è la TRT (Tinnitus Retraining Therapy), ovvero la terapia di riadattamento dell’acufene.

Questa metodica non agisce direttamente sul suono percepito, ma lavora su un aspetto fondamentale: le associazioni negative che il cervello ha sviluppato nei confronti dell’acufene, interpretandolo inconsciamente come un segnale di pericolo.

Attraverso la TRT è possibile:

  • ridurre la percezione dell’intensità dell’acufene;
  • migliorare la capacità di adattamento del sistema nervoso;
  • in alcuni casi, ottenere una remissione completa dei sintomi.

Gli stimoli sonori che raggiungono l’orecchio percorrono le vie uditive prima di essere percepiti a livello cosciente. Durante questo percorso, vengono filtrati da strutture del sistema nervoso, che possono attenuarli, amplificarli o eliminarli.

Un esempio semplice: quando ci troviamo in un ambiente con aria condizionata, il rumore è presente, ma spesso non lo percepiamo attivamente. Questo avviene perché il cervello lo considera irrilevante e lo “filtra”.

Nel caso dell’acufene, invece, il cervello ha erroneamente classificato questo segnale come importante o minaccioso, mantenendolo in primo piano.

La TRT ha l’obiettivo di:

  • riprogrammare questa risposta;
  • insegnare al cervello a considerare l’acufene come un suono neutro;
  • favorire un processo di “abitudine” simile a quello dei rumori ambientali.

Con il tempo, il paziente può arrivare a percepire sempre meno l’acufene, fino a ignorarlo completamente.

 

Prima di intraprendere un percorso terapeutico, come quello del TRT, è indispensabile una valutazione specialistica approfondita (visita di II livello).

Questa fase comprende:

  • esami audiologici di base;
  • eventuali indagini specifiche (come acufenometria e fibroscopia);
  • un colloquio approfondito (counseling).

Il counseling è un passaggio cruciale: consente al paziente di comprendere i meccanismi fisiologici e psicologici dell’acufene, aumentando la consapevolezza e migliorando l’efficacia delle terapie.

In base al quadro clinico individuale, possono essere associate diverse strategie terapeutiche:

  • generatori sonori (personali o ambientali): emettono suoni a varie frequenze che aiutano a ridurre il fastidio e favoriscono l’abitudine all’acufene;
  • protesi acustiche (open fitting): indicate nei pazienti con ipoacusia; migliorando la percezione dei suoni ambientali, contribuiscono a “mascherare” l’acufene;
  • terapie farmacologiche: utili soprattutto per gestire ansia, depressione o disturbi del sonno associati, oltre a supportare il microcircolo dell’orecchio interno;
  • tecniche di rilassamento (come l’agopuntura): aiutano a ridurre la componente tensiva ed emotiva;
  • supporto psicologico: particolarmente indicato nei casi in cui l’acufene ha un impatto significativo sulla qualità della vita;
  • dispositivi odontoiatrici (bite): nei pazienti in cui sono presenti problematiche dell’articolazione temporo-mandibolare;
  • altri approcci personalizzati, in base alle esigenze del paziente.

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