Acufene

Dr. Valerio Di Peco
A cura del Dr. Valerio Di Peco
Otorinolaringoiatra

Cos'è Cos'è

L'Acufene viene descritto dal paziente come un rumore del mare, un fischio acuto, un sibilo, o come una molteplicità di suoni. Si tratta quindi di percezioni sonore in assenza di stimolazioni fisiologiche dei recettori dell’orecchio interno.

Un acufene può essere avvertito in un orecchio o in testa quando è bilaterale, presentarsi isolatamente come unico sintomo, od associarsi ad una riduzione della capacità uditiva (ipoacusia), o ad altri disturbi riferibili all’orecchio (senso di orecchio chiuso o ovattato, pressione auricolare, vertigini, disturbi dell’equilibrio). Spesso pazienti con acufeni riferiscono anche iperacusia, ovvero una marcata intolleranza nei confronti dei rumori esterni, che può giungere alla fonofobia, vera e propria (paura nei confronti del rumore).

Gli acufeni quindi non sono definibili come una specifica malattia, ma possono costituire un sintomo di malattie, non necessariamente a carico dell’orecchio o delle vie acustiche. Tradizionalmente gli acufeni sono divisi in acufeni “oggettivi” ed acufeni “soggettivi” a seconda che il rumore possa essere percepito dall’esaminatore o solo dal paziente. In realtà per comprendere il meccanismo sottostante è più utile distinguere l’acufene “continuo” dall’acufene “pulsante”, sincrono con il battito cardiaco, espressione di un fenomeno di tipo vascolare (per es. processi aterosclerotici dei rami carotidei, bulbo giugulare alto) o “vibratorio”, determinato dalla contrazione di muscoli endoauricolari.

Cause Cause

Le cause di acufene soggettivo comprendono:

  • Cause Otogene
  • Presbiacusia
  • Trauma acustico
  • Ipoacusia improvvisa
  • Otosclerosi
  • Otiti medie ed esterne
  • Sleep apnea
  • Autoimmunità
  • Ototossicità
  • Cause infettive
  • Patologie Psichiatriche
  • Disturbi Neurologici
  • Neurinoma del nervo acustico
  • Trauma cranico
  • Conflitti neurovascolari
  • Ipertensione

Le cause di acufene oggettivo devono essere distinte nel caso di acufene pulsante e non.

Nel caso dell'acufene pulsante abbiamo:

  • Malformazioni artero-venose
  • Anemia e Tireotossicosi
  • Persistenza dell’Arteria Stapediale
  • Tumori glomici
  • Ipertensione Endocranica Benigna
  • Stenosi dei vasi del collo
  • Carotide e Bulbo giugulare alti

Nel caso dell'acufene non pulsante abbiamo:

  • Disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare
  • Clono dei muscoli endoauricolari e peritubarici
  • Colpo di frusta.
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Diagnosi Diagnosi

Una visita otorinolaringoiatrica permette di studiare l’acufene e di individuare le possibili cause.

Mediante un’accurata anamnesi si possono valutare le caratteristiche dell’acufene (tonalità e pattern, sincronia con il cuore, sede, durata, intensità, continuità, progressione), i sintomi d’accompagnamento (ipoacusia, sintomi vestibolari, autofonia) e la storia clinica del paziente (età, professione, trauma acustico, trauma cranico, farmaci, malattie internistiche, patologie otorinolaringoiatriche, chirurgia otorinolaringoiatrica, familiarità, stato psicofisico, patologie rachide cervicale).

Una valutazione clinica completa comprende una valutazione neuro-otologica, una valutazione cocleo-vestibolare, una valutazione odontostomatologica ed eventualmente degli esami radiologici e degli esami emato-chimici volti alla ricerca di cause specifiche.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Varie sono le opzioni terapeutiche a seconda delle cause responsabili della presenza dell’acufene. Gli esami strumentali otorinolaringoiatrici consentono di fare diagnosi e di individuare la terapia più idonea. Tuttavia, spesso, nonostante sia stata individuata la causa e sia stata trattata, l’acufene persiste. In questi casi e in tutti quelli in cui non si può prospettare un trattamento specifico, esistono varie teorie in merito e di conseguenza vari approcci terapeutici.

Attraverso l’Acufenometria si procede alla caratterizzazione della frequenza e dell'intensità dell’acufene, invitando il paziente ad un'opera di "matching", di confronto cioè delle caratteristiche dell'acufene con i vari toni che gli vengono somministrati. Una volta caratterizzato l’acufene in termini di intensità e frequenza si somministra al paziente un suono con la stessa frequenza e con una intensità più alta per alcuni minuti. I pazienti responsivi avvertono una scomparsa dell’acufene o un’attenuazione per un periodo variabile, effetto che si andrà a sommare a quello della seduta successiva.

Lo scopo della terapia non è quello di mascherare l’acufene ma di indurre un’inibizione e di mantenerla.

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