Verruche

Dr. Federico Romaniello

A cura del Dr. Federico Romaniello

Dermatologo

Cos'è Cos'è

Le verruche (dal latino “escrescenza”) sono neoformazioni cutanee benigne di origine virale. Ne esistono di ceppi virali differenti ma principalmente possono essere classificate in due tipi:

  • volgari, o cutanee, che interessano la zona del viso, compresa la mucosa orale e nasale, le mani e i piedi;
  • genitali, note anche come condilomi, che invece si osservano per lo più sulla regione genitale e perianale.

La trasmissione di questi virus può avvenire per contatto diretto, toccando quindi verruche altrui, o indiretto, frequentando ad esempio ambienti pubblici, specialmente umidi quali docce e piscine o, nel caso dei condilomi, tramite rapporti sessuali non protetti. Il contagio avviene quando vi è un microtrauma sulla pelle o sulle mucose, spesso in concomitanza con basse difese immunitarie, uso promiscuo di oggetti o scarsa igiene. Il periodo di incubazione varia da alcuni mesi anche a diversi anni.

Cause Cause

Le verruche sono dovute ai papillomavirus, comunemente chiamati HPV (human papilloma virus). Gli HPV sono dei virus a DNA a doppia elica con la capacità di integrarsi con il genoma delle nostre cellule inducendo cambiamenti nelle cellule contagiate. Nel caso della cute e delle mucose, gli HPV aumentano la proliferazione delle cellule, cutanee o della mucosa, formando le verruche.

Sono descritti più di cento tipi di HPV, alcuni dei quali ad alto rischio, tra cui HPV 16 e 18 associati all’insorgenza dei tumori genitali, del cavo orale e anali. Per questi e altri tipi di HPV, ricordiamo, ad oggi esistono vaccini preventivi, quale ad esempio un vaccino HPV con nove ceppi principali.

La gran parte delle verruche sulla pelle è in ogni caso provocata da HPV con un potenziale tumorale basso o nullo e con capacità di proliferazione esclusivamente benigna. Nel dettaglio, le verruche delle mani sono associate ad HPV benigni, precisamente HPV 2 e 4, seguiti dai tipi 1, 3, 27, 29 e 57, le verruche palmoplantari profonde son anch’esse dovute ad HPV senza alcun potenziale maligno, per lo più dai tipi 1 e 2, seguiti dai tipi 3, 4, 27, 29 e 57, le verruche piane del viso sono associate ai tipi 3, 10, e 28, considerati innocui.

Diverso è il discorso per le verruche genitali, o condilomi, dovute nel 90% dei casi agli HPV di tipo 6 e 11, considerati comunque a basso rischio tumorale. Esiste però la possibilità di contagiarsi con circa trenta tipi di HPV, tra cui i principali sono il 33, 35, 39, 40, 43, 45, 51-56, 58, che hanno un rischio moderato di trasformazione neoplastica, per non parlare dei già citati 16 e 18, considerati ad alto rischio tumorale, causa questi di più del 70% dei tumori vaginali, cervicali e del pene, che spesso possono addirittura coesistere nella stessa persona, soprattutto nella regione genitale. Gli HPV 16 e 18 possono inoltre causa la cosiddetta papulosi Bowenoide, che consiste in una eruzione papulare della regione genitale ed è considerata un carcinoma in situ. Le lesioni appaiono rosse o brune e possono o regredire o diventare altamente invasive. Quelli di tipo 6 e 11 possono inoltre dar vita al tumore di Buschke-Löwenstein (condiloma gigante), una neoplasia epiteliale che si manifesta sul glande o sul prepuzio con aspetto proliferativo fungiforme e localmente invasivo a basso potenziale metastatizzante.

Sintomi Sintomi

Anche nei sintomi la suddivisione in verruche volgari e genitali è fondamentale.

Le verruche volgari si presentano come delle papule, la cui grandezza può variare da un millimetro ad un centimetro. La loro localizzazione più frequente è su mani, piedi e viso e a seconda della zona colpita hanno caratteristiche differenti:

  • sulle mani sono spesso localizzate nella zona periungueale o subungueale. Si presentano spesso a gruppi a causa della facile autocontaminazione da un punto all’altro. Sono poco o per nulla sintomatiche, solo a volte viene riferito prurito;
  • sui piedi interessano invece per lo più le zone di appoggio, quindi l’avampiede e il tallone, e tendono ad essere di grandi dimensioni. A volte possono proliferare ed estendersi a tal punto da formare una placca, che in termine medico viene definita mirmecia, o avere un aspetto a mosaico, detta anche “a chiodo di tappezziere” per via della loro crescita endofitica, che va cioè in profondità. Queste, a differenza di quelle delle mani, possono essere invece anche molto dolorose e compromettere la deambulazione;
  • sul viso, infine, le verruche si presentano in vario modo: come proliferazioni filiformi (verruca filiforme) o come piccole papule spesso della grandezza di una testa di spillo che, per autocontaminazione, possono avere un andamento lineare.

I condilomi, invece, o verruche genitali, hanno un aspetto maggiormente proliferativo ed arborescente, spesso anche a cavolfiore, potendo a volte formare delle vere e proprie “creste”. Pertanto, spesso le verruche genitali o condilomi vengono anche chiamate “creste di gallo”.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi è per lo più clinica. Saranno la presentazione della lesione e la localizzazione a permettere di formulare una corretta diagnosi. Le verruche cutanee interessano più spesso bambini e giovani adulti, i condilomi si osservano invece in tutti i soggetti sessualmente attivi.

Rischi Rischi

Come già illustrato precedentemente, le verruche volgari di mani e piedi non comportano alcun rischio di trasformazione tumorale. Più preoccupanti sono invece i condilomi dell’area genitale, che possono essere legati ad un rischio basso, moderato o alto a seconda del ceppo di HPV.

La presenza di condilomi genitali in età pediatrica deve inoltre sempre indurre lo specialista a sospettare un abuso sessuale del minore che andrà perentoriamente escluso. Tuttavia esistono anche casi in cui il condiloma possa essere trasmesso dal genitore al bambino per contatto diretto o più raramente indiretto tramite asciugamani. Pertanto sarà cura dello specialista analizzare le situazioni di caso in caso e prendere gli opportuni provvedimenti (visita medica con entrambi i genitori, condivisione del sospetto con lo specialista pediatra e medico di base, etc.).

In ogni caso, il rischio più alto per ogni tipo di verruca è senza dubbio la recidiva. Si stima infatti che, a prescindere dal trattamento eseguito per eliminarle, queste nella metà dei casi possano ripresentarsi, sia per via della lunga latenza che per la presenza di lesioni poco visibili e quindi per mancato trattamento o per fallimento dello stesso. La percentuale di insuccesso e di recidiva è inoltre maggiore in caso di pazienti immunodepressi.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La cura varia a seconda delle caratteristiche della verruca e della zona del corpo interessata.

Un primo approccio consiste nell’applicazione di sostanze cheratolitiche quali l’acido acetilsalicilico e l’urea a varie concentrazioni. Questo è da tenere in considerazione in caso di verruche del volto e del corpo di piccole dimensioni o nel caso delle verruche periungueali. Sostanze alternative con buona efficacia sono i retinoidi, da utilizzare specie per le verruche piane del volto.

La crioterapia consiste nell’applicazione dell’azoto liquido che permette di congelare la verruca e di uccidere i virus HPV. Ha una buona percentuale di successo. La crioterapia può essere effettuata su tutto l’ambito corporeo compresa la zona genitale. In corrispondenza del volto il paziente va istruito nell’applicare una crema fotoprotettiva per evitare una iperpigmentazione post infiammatoria (macchia scura), mentre i soggetti di pelle molto scura vanno avvisati anche della possibile insorgenza di ipopigmentazione post trattamento (macchia bianca).

Le verruche genitali possono essere trattate con sostanze antivirali quali la podofiliina, e immunostimolanti ed antitumorali quali l’imiquimod.

Altri possibili presidi terapeutici che si possono attuare, per qualsiasi tipo di verruca, sono infine la bruciatura tramite elettrocauterizzazione o tramite luce laser, specie nel caso di verruche resistenti a precedenti trattamenti. Nei casi estremi si può anche procedere alla rimozione della verruca tramite chirurgia.

L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.


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