La Sindrome di De Quervain, o anche tenosinovite stenosante, è un’infiammazione che interessa i tendini che estendono (estensore breve) e fanno aprire (abduttore lungo) il pollice. Tali tendini passano, infatti, entrambi per il canale di De Quervain a livello del polso, sul lato radiale, all’interno di una guaina che può andare incontro a gonfiore e restringimento (stenosi).
L’infiammazione determina un ispessimento della guaina tendinea che finisce per comprimere i tendini durante il loro scorrimento, provocando un dolore acuto nel paziente, spesso associato a gonfiore e, in alcuni casi, a una sensazione di scatto o di blocco durante il movimento del pollice, come se il tendine si appiccicasse.
Sebbene sia spesso associato all’artrite reumatoide, può verificarsi nei neogenitori, a causa del sollevamento del neonato con il pollice in torsione; la patologia è inoltre più frequente nelle donne di mezz’età ed è spesso legata a movimenti ripetitivi del pollice.
La Sindrome di De Quervain è nota come la malattia delle “mamme” e delle “nonne”.
Cause
I tendini interessati dalla Sindrome di De Quervain si infiammano spesso a seguito di movimenti ripetuti, in particolare quando si sollevano pesi con il pollice aperto; per questo motivo colpisce frequentemente le neo-mamme e le puericultrici.
Nella maggior parte dei casi, tuttavia, non è possibile identificare un’unica causa precisa, anche se la genesi può essere ricondotta ad attività quotidiane o lavorative che comportano un uso ripetitivo della mano e dei movimenti del pollice.
Quando la condizione si presenta in forma bilaterale, può essere associata anche a patologie reumatiche o favorita da condizioni generali, come diabete o disturbi tiroidei, che devono essere considerate durante il percorso diagnostico.
Sintomi
Generalmente, la patologia è riconoscibile dal dolore sordo che comporta a livello del canale di De Quervain, situato sul versante radiale del polso in corrispondenza della stiloide radiale, esacerbato dalla digito-pressione. I pazienti riferiscono spesso anche gonfiore in questa sede e, in alcuni casi, oltre al dolore, è presente - sempre a livello del canale - tumefazione con arrossamento; durante il movimento dei tendini può inoltre comparire una sensazione di crepitio.
Tale condizione dolorosa peggiora mentre si effettuano determinati movimenti, come, ad esempio, quando il paziente allunga il pollice, come per fare il segno dell’autostop, oppure chiuderlo tra le altre dita e far flettere il polso in senso ulnare (manovra di Finkenstein), così come durante i tentativi di muovere il pollice o di stringere il pugno.
Diagnosi
La diagnosi, suggerita in larga parte dal test di Finkelstein, è in genere principalmente clinica. Il paziente dovrà spiegare ed elencare al medico quali siano i sintomi patognomonici da lui provati; all’esame obiettivo si evidenziano infatti gonfiore e dolorabilità dei tendini a livello del radio distale e, talvolta, può essere palpato un crepitio durante la flessione ed estensione del pollice. La flessione completa del pollice nel palmo, seguita dalla deviazione ulnare del polso (test di Finkelstein), provoca dolore ed è fortemente indicativa della patologia.
Tuttavia, di frequente, può essere utile ricorrere ad un’ecografia muscolo tendinea mirata; in alcuni casi, possono essere eseguite anche radiografie del polso per escludere eventuali anomalie ossee o altre condizioni associate, come alterazioni della stiloide radiale in esiti di trauma, calcificazioni tendinee, artrosi dell’articolazione carpometacarpale del pollice, cisti dorsali del polso, tenosinovite del flessore radiale del carpo, frattura dello scafoide o segni di artrosi del polso.
Se non trattata, questa infiammazione tendinea tende a cronicizzare rendendo necessario l'intervento chirurgico.
Rischi
Nel caso in cui venisse trascurata, c’è il rischio che la patologia si cronicizzi, evolvendo in un dolore persistente associato a perdita di forza e riduzione della motilità del pollice. Quando non curata, inoltre, c’è il pericolo che il forte dolore che la caratterizza, nel tempo, possa diffondersi verso l'avambraccio e lungo il pollice, fino ad arrivare, nei casi più avanzati, anche a una possibile rottura tendinea.
Cure e Trattamenti
Nei casi più lievi, si può provvedere a trattare tale patologia con un approccio conservativo, mediante l’utilizzo di tutori dedicati che immobilizzino il pollice e il polso e di fisioterapia mirata, capaci di ridurre l'infiammazione e, di conseguenza, la sintomatologia lamentata dal paziente. L’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei per un periodo limitato può contribuire al controllo del dolore, sebbene un uso prolungato possa comportare possibili complicanze a livello gastrico, renale ed epatico; allo stesso modo, alcuni pazienti possono mal tollerare il tutore fino a sospenderne l’utilizzo.
A queste terapie si associano anche farmaci antinfiammatori orali, trattamenti fisioterapici e, quando necessario, infiltrazioni locali di cortisone che possono contribuire a ridurre l’infiammazione e la sintomatologia. Tuttavia, alcuni pazienti possono mal tollerare il tutore fino a sospenderne l’utilizzo Talvolta si può optare anche per terapie fisiche quali:
- ultrasuoni a freddo;
- laserterapia;
- tecarterapia.
Nei casi in cui l’immobilizzazione non risulti efficace, si può ricorrere a infiltrazioni di corticosteroidi nella guaina tendinea, generalmente senza superare le tre somministrazioni; tali trattamenti, tuttavia, possono essere associati a effetti indesiderati come atrofia sottocutanea, alterazioni della pigmentazione cutanea o, più raramente, infezioni, prevenibili con adeguate tecniche sterili. Il fallimento della tutorizzazione e delle infiltrazioni indica la necessità di un’ulteriore valutazione.
Se i trattamenti conservativi non portano benefici significativi e duraturi, o se la sintomatologia diventa invalidante nelle attività quotidiane, è indicato il ricorso alla chirurgia, soprattutto nei casi più severi o cronicizzati.
L’intervento chirurgico consiste nella tenolisi, ovvero nell’apertura del primo compartimento estensorio (canale di De Quervain) per permettere ai tendini di scorrere liberamente senza dolore. La procedura, che dura circa 10 minuti, viene eseguita in anestesia locale attraverso una piccola incisione (circa 2 cm). Durante l’intervento lo specialista apre il canale per favorire la risoluzione dell’infiammazione; tra i possibili rischi sono descritti lesioni del nervo sensitivo radiale o una incompleta liberazione.
Al termine viene applicato un leggero bendaggio e il paziente può generalmente muovere il pollice fin da subito. La ferita deve essere mantenuta asciutta fino alla guarigione, i punti di sutura vengono rimossi dopo circa due settimane e le attività ripetitive o di forza con la mano operata possono essere riprese dopo un ulteriore periodo di una o due settimane.
Dopo l’intervento, può essere utile sottoporsi a qualche seduta di fisioterapia per favorire la riduzione dell’infiammazione e il trattamento della cicatrice.
In genere, è bene che il paziente, una volta eseguita l’operazione, per disinfiammare i tendini e trattare la cicatrice, si sottoponga a qualche seduta di fisioterapia.
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