Presbiopia

Dr. Giorgio Delorenzi

A cura del Dr. Giorgio Delorenzi

Oculista

Cos'è Cos'è

Perchè la visione da vicino sia nitida e a fuoco, è necessario che il muscolo dell'accomodazione, il muscolo ciliare, eserciti un'azione sul cristallino deformandolo attraverso le fibre zonulari variando così il potere di refrazione.

Quando questa azione non riesce a svolgersi in maniera naturale è segno che si è creata la condizione della presbiopia.

La presbiopia (etimologicamente occhio vecchio) non è una malattia ma un vizio di refrazione che prevede la difficoltà nella visione da vicino. È un fenomeno che si sviluppa nell'età adulta superati i 40 anni con caratteristiche diverse da individuo a individuo. In ogni caso tutta la popolazione risulta coinvolta; la presbiopia segue un andamento progressivo che va di pari passo con l'età iniziando appunto intorno ai 40 anni e completando il percorso dopo i 60 anni.

Cause Cause

Le cause della presbiopia vanno ricercate nella ridotta capacità di accomodazione esercitata dal muscolo ciliare e dal progressivo indurimento della struttura del cristallino che perde la sua elasticità e la capacità di variare il potere refrattivo.

Il sistema ottico oculare non riesce a mettere a fuoco le immagini per vicino e quindi la visione risulta annebbiata e confusa.

Sintomi Sintomi

I disturbi sono appunto quelli di un progressivo perdere la capacità di mettere a fuoco le immagini a breve distanza, il disturbo è minimo nelle fasi iniziali intorno ai 40 anni per poi diventare sempre più importante con il passare del tempo sino a perdere completamente la capacità di vedere bene da vicino ad occhio nudo.

Naturalmente i disturbi variano di intensità e incisività da individuo a individuo; questo perchè in alcune persone il fenomeno di indebolimento è più lento e graduale, perchè incide molto l'assetto refrattivo per lontano e perchè ancora diverso è il fabbisogno visivo da individuo a individuo - una persona poco impegnata nella vita quotidiana nella visione a breve distanza sopporta meglio la limitazione rispetto a chi invece si confronta con un lavoro molto dettagliato per vicino.

Fenomeni di indebolimento generale come anestesie, particolari terapie farmacologiche aggressive, stati di stress, diete molto debilitanti possono accentuare o mettere a nudo per la prima volta i sintomi della presbiopia.

In genere i fastidi della visione da vicino vengono mal sopportati dai pazienti che non accettano la nuova limitazione e la correzione con gli occhiali.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi della presbiopia si effettua con la storia anamnestica del paziente e con l'esame della refrazione supportato da metodiche strumentali come l'autorefrattometria. In genere è semplice individuare il problema e la soluzione dello stesso.

È più difficile spiegare al paziente, specie se nuovo presbite, di come cambiare atteggiamento nei confronti della visione da vicino.

Rischi Rischi

Non esistono rischi provocati dalla presbiopia.

Una correzione mal tarata o rifiutata dal paziente, può solo lasciare il paziente stesso in uno stato di confusione nella visione da vicino con comparsa di astenopia e cefalea.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Il trattamento della presbiopia si effettua per lo più attraverso ausili ottici.

L'occhiale da vicino resta il sistema più pratico e usato.

Va tarato in base all'età del paziente, in base alla capacità accomodativa residua e in base alle esigenze di distanza di visione. Ecco perchè può variare il potere della lente in base alla richiesta da parte del paziente di voler vedere a una distanza di 30,50 o 70 cm.

Gli occhiali possono essere realizzati attraverso lenti a fuoco fisso o lenti bifocali o addirittura multifocali che consentono di correggere il difetto di vista ai 30, 70 cm e all'infinito.

Possono essere utili anche le lenti a contatto varifocali che entro certi limiti risolvono i difetti di refrazione per lontano e vicino.

In alternativa alla correzione ottica tradizionale si può optare in casi particolarissimi alla pratica dell'ortocheratologia che consiste nel deformare la cornea creando un fenomeno ottico chiamato aberrazione negativa usando una lente a contatto semirigida durante le ore notturne; in questo caso il vantaggio refrattivo non è sempre precisissimo e soprattutto non è duraturo.

Migliori risultati possono ottenersi con pratiche chirurgiche tramite l'uso del laser a eccimeri che con tecniche diverse (supracor/femtolasik) riesce a sagomare un profilo corneale tale da garantire una buona visione da vicino; anche in questo caso i risultati non sono sempre soddisfacenti e in ogni caso i criteri di inclusione del paziente sono sempre molto selettivi.

Migliori risultati offre la chirurgia intraoculare che prevede di sostituire il cristallino naturale con il cristallino artificiale multifocale, o aggiungendo al cristallino naturale una lente fachica multifocale.

In alternativa negli ultimi due anni si è sviluppata con ottimi successi l'elettrostimolazione del muscolo ciliare, tale metodica eseguibile solo nelle presbiopie iniziali e in pazienti privi di difetti da lontano pronunciati, consiste nel sottoporsi in una serie di sedute di elettrostimolazione del muscolo ciliare tramite elettrodi applicati a particolari lenti a contatto, le sedute vanno ripetute ciclicamente. Il vantaggio di tale tecnica è quella di essere poco invasiva e di creare condizioni completamente reversibili.

Altro espediente per compensare la presbiopia è quello di creare una condizione di mono visione: creare tramite correzione ottica e /o chirurgica una condizione di lieve miopia solo in un occhio, facendo si che uno veda bene da vicino e uno da lontano.


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