Presbiopia

Ultimo aggiornamento: 11/05/2026

Il termine presbiopia deriva dal greco e indica un invecchiamento dell’occhio. Non si tratta di una malattia, ma di una condizione assolutamente normale, che subentra col passare del tempo e che interessa tutte le persone, generalmente dopo i 40 anni.

Si ha la presbiopia quando, a causa della riduzione fisiologica, dovuta all’età, della capacità dell’occhio di mettere a fuoco da vicino, si giunge ad un punto in cui, nonostante la migliore eventuale correzione con lenti per lontano, la chiarezza della visione per vicino diventa insufficiente e insoddisfacente.

È un processo lento e irreversibile, che comporta un allontanamento del punto prossimo, ossia il punto più vicino in cui l’occhio riesce a vedere nitidamente, in condizioni di massima accomodazione. Quando si avverte difficoltà nella lettura o nello svolgimento di attività a distanza ravvicinata, è opportuno rivolgersi a un oculista per una valutazione: una correzione adeguata con lenti per vicino consente di migliorare la qualità della visione e di prevenire disturbi come affaticamento visivo (astenopia) e mal di testa.

Approfondimenti

Cause Cause

L’accomodazione è il processo di messa a fuoco della lente interna all’occhio, il cristallino. Grazie alla contrazione attiva del muscolo ciliare, un muscolo che si trova dentro l’occhio, e al conseguente rilassamento delle fibre zonulari, la curvatura del cristallino aumenta, soprattutto quella della faccia anteriore. Pertanto, aumenta anche il suo potere refrattivo e, dunque, migliora la sua capacità di messa a fuoco da vicino. In condizioni giovanili, il cristallino è morbido e flessibile, in grado di modificare facilmente la propria forma e consentire una visione nitida sia da lontano sia da vicino.

Con il passare del tempo, il cristallino si indurisce, e si riduce la sua elasticità e la sua capacità di curvarsi; diventa, inoltre, meno rapido nel modificare la propria forma. Il cristallino non è più in grado di espellere le cellule morte e le comprime verso il centro. Tale processo porta ad un irrigidimento del nucleo del cristallino, con aumento del suo volume. Subentra, dunque, la presbiopia, ovvero una ridotta capacità accomodativa, che rende sfocata la visione per vicino e più difficoltosa la messa a fuoco degli oggetti situati a breve distanza, in particolare durante la lettura.

Il soggetto è detto presbite quando l’accomodazione è minore di 4,00 diottrie, visto che, in genere, il lavoro da vicino si svolge a 40 cm o meno.

Sintomi Sintomi

I sintomi della presbiopia insorgono dopo i quarant’anni e peggiorano negli anni successivi; si tratta di un fenomeno comune, legato al naturale processo di invecchiamento dell’occhio, che interessa tutti gli individui.

Nei soggetti che di base sono ipermetropi, possono essere notati prima, perché, con il passare del tempo, l’ipermetropia latente si slatentizza, a causa di una minore elasticità del cristallino e di una riduzione delle capacità di accomodazione; in questi casi, la presbiopia si somma al difetto preesistente, rendendo necessario l’uso precoce di occhiali per la visione da vicino. Nei pazienti affetti da miopia, al contrario, la presbiopia viene avvertita come un disagio più tardi, perché il miope, togliendo gli occhiali, vede meglio per vicino. Negli astigmatici, invece, il difetto si associa alla presbiopia, con una riduzione della qualità visiva a tutte le distanze.

Con la presbiopia, attività quotidiane quali leggere, scrivere, guardare lo smartphone, il tablet o il PC, diventano difficoltose senza l’utilizzo degli occhiali per vedere da vicino. Si tende ad allontanare progressivamente gli oggetti per vederli meglio, finché, ad un certo punto, la lunghezza del proprio braccio non basta più per vedere nitidamente, pur allontanandoli. Questo comportamento rappresenta uno dei primi segni tipici del disturbo. La presbiopia influisce negativamente sulla qualità della vita, soprattutto di chi passa molte ore al giorno, per lavoro, a guardare da vicino.

Anche le condizioni di scarsa illuminazione peggiorano le difficoltà visive da vicino: si possono avvertire occhi “pesanti”, affaticamento visivo o mal di testa, soprattutto se il problema non viene corretto nelle fasi iniziali. Un lavoro da vicino risulterà confortevole solo se viene impiegata non più della metà dell’ampiezza accomodativa disponibile, altrimenti comporterà uno sforzo.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi può essere fatta durante una visita oculistica di routine.

È necessario effettuare sempre il controllo della vista da lontano con schiascopia e autorefrattometro, per ottenere la giusta correzione a distanza. L’analisi computerizzata della vista, eseguita con autorefrattometro, consente infatti di ottenere un’indicazione utile sulla correzione necessaria. Successivamente, si può poi chiedere al paziente di leggere un ottotipo per vicino e, in questo modo, valutare la correzione più adeguata anche per vicino, utilizzando lenti di prova fino a individuare la soluzione più idonea.

Nel corso della visita, l’oculista tiene conto anche dell’età del paziente, della presenza di:

  • eventuali difetti visivi preesistenti;
  • dell’attività lavorativa ;
  • delle abitudini di vita;

Si tratta di informazioni utili per comprendere l’impatto della presbiopia nella quotidianità e proporre la correzione più appropriata.

Presbiopia

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Per rimettere a fuoco le immagini senza fatica, anche quando ormai la presbiopia si è sviluppata, bisogna ricorrere all'utilizzo di occhiali per la lettura, che deviano i raggi luminosi in modo da compensare la perdita della capacità di messa a fuoco. Se non si utilizzano già occhiali per altri difetti di refrazione, sarà necessaria una correzione specifica solo per le attività da vicino. L’addizione per vicino è sempre positiva e, in genere, è uguale nei due occhi. Prima di decidere quale addizione aggiungere, è opportuno informarsi a quale distanza verrà svolto il lavoro da vicino.

Se si ha già un difetto di vista per lontano, questo va sommato algebricamente alla correzione per vicino e si può ricorrere: 

  • all’utilizzo di occhiali con zone ottiche differenti, che permettano la visione a diverse distanze, a seconda della zona ottica attraverso cui si guarda: lenti bifocali, con due zone ottiche, sopra per lontano e sotto per vicino; lenti trifocali, che consentono anche la visione per distanze intermedie; lenti progressive, che presentano due zone funzionali, una per lontano e una per vicino, unite da un canale di transizione detto canale di progressione, in cui si trovano tutti i valori intermedi, senza linee di separazione visibili;
  • all’utilizzo di lenti a contatto multifocali, che consentono la visione sia da vicino sia da lontano, 
  • alla monovisione, che consiste nel correggere un occhio per la visione da lontano e lasciare il controlaterale adatto alla visione da vicino; questa strategia può essere ottenuta anche con lenti a contatto, correggendo la miopia su un solo occhio e lasciando l’altro lievemente miope;
  • ai trattamenti chirurgici, come il laser ad eccimeri, già impiegato per la correzione di miopia, ipermetropia e astigmatismo, può essere utilizzato anche in casi selezionati per la presbiopia. Tra le tecniche disponibili vi è la PresbyLASIK, che crea una superficie multifocale della cornea. Nell’approccio centrale, la vista da vicino è buona, ma quella da lontano può risultare ridotta. 

Prima di prendere in considerazione queste procedure, è comunque necessario correggere eventuali difetti visivi preesistenti e valutare attentamente benefici e rischi con lo specialista.

Quando si renderà necessario l’intervento di cataratta, si può inserire dentro l’occhio una lente artificiale al posto del cristallino, che permetta di vedere bene sia da lontano sia da vicino.Si chiamano lenti Premium e, grazie alle più moderne tecnologie, ne sono state costruite di svariati tipi, adatte ad ogni esigenza. In alternativa, si può lasciare un residuo di miopia da un occhio e dall’altro no, sperimentando, come precedentemente spiegato, la monovisione, ovvero un occhio che vede meglio da lontano e un occhio che vede meglio da vicino.

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Dr.ssa Roberta Terrana

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