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Paralisi facciale

Dr. Davide Borghetti

Dr. Davide Borghetti

Neurologo Medico Chirurgo - Professore a Contratto, specialista in Neurologia Creato il: 06/07/2019 Ultimo aggiornamento: 11/10/2023

La paralisi facciale è una condizione medica che comporta la perdita di movimento muscolare volontario a livello del viso. Questa paralisi può colpire un lato del volto (in questo caso, si parla di paralisi unilaterale) o entrambi i lati (paralisi bilaterale, condizione assai più rara).

La causa più comune di paralisi facciale unilaterale è la paralisi di Bell, una condizione idiopatica - ovvero con cause non note o dimostrabili - che colpisce il nervo facciale (detto anche "nervo faciale"). La funzione del nervo facciale è quella di controllare i muscoli del viso e, quando viene danneggiato o interrotto, può conseguentemente portare a una paralisi.

Paralisi facciale

Cause Cause

La paralisi facciale può avere diverse cause. La più comune, come menzionato, è la paralisi di Bell, la cui causa esatta rimane sconosciuta, per quanto, tra le varie ipotesi, sia stata presa in considerazione una genesi virale. Altre cause possono includere: 

  • traumi, come fratture ossee del cranio o ferite penetranti;
  • tumori (di varia natura) che esercitano pressione sul nervo facciale; 
  • infezioni come l'otite media o la malattia di Lyme;
  • o ancora alcune malattie neurologiche, come la sclerosi multipla.

Anche alcune condizioni mediche, come il diabete, possono aumentare il rischio di sviluppare una paralisi facciale.

Sintomi Sintomi

I sintomi della paralisi facciale variano in gravità, da lievi a gravi. L'esordio è in genere repentino. Questi possono includere:

  • l'incapacità di muovere i muscoli di un lato del viso, cui conseguono una asimmetria della rima buccale (con "caduta" di un lato);
  • difficoltà a chiudere un occhio;
  • lacrimazione oculare;
  • perdita del gusto su parte della lingua;
  • ipersensibilità al suono in un orecchio;
  • possono anche manifestarsi dolore o un senso intorpidimento e fastidio dietro l'orecchio.

Come detto, la paralisi può svilupparsi in modo sorprendentemente rapido, in alcuni casi in poche ore. La comprensione dei sintomi rappresenta un passo fondamentale per una diagnosi tempestiva e un intervento efficace.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi di paralisi facciale si basa principalmente sull'esame obiettivo. Il medico esaminerà il viso del paziente, chiedendo di compiere determinate espressioni facciali, al fine di evidenziare il deficit di movimento.

In alcuni casi, soprattutto in tutte quelle condizioni in cui vi è tendenza alla recidiva, o sono presenti altri sintomi e segni neurologici, potrebbero essere necessari test di imaging, come la risonanza magnetica (RM) o la tomografia computerizzata (TC), per escludere altre cause. In alcuni casi, potrebbe essere richiesto un test di conduzione nervosa per valutare la funzione del nervo facciale.

Rischi Rischi

Se non trattata in modo tempestivo ed efficace, la paralisi facciale può portare a complicazioni. Queste possono includere postumi estetici e funzionali permanenti, con:

  • ridotta mobilità della muscolatura del volto; 
  • lesioni oculari (come ulcere corneali, date dell'incapacità di chiuderlo adeguatamente);
  • problemi con la produzione di lacrime e saliva.

Inoltre, la paralisi facciale può avere un impatto significativo sulla qualità della vita, causando problemi di autostima e difficoltà nelle relazioni e nella comunicazione.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Il trattamento della paralisi facciale dipende dalla causa sottostante. Nel caso della paralisi di Bell, spesso si utilizzano cortisonici a dosaggi adeguati e integratori vitaminici (gruppo B), per ridurre l'infiammazione e l'edema del nervo facciale.

Altri trattamenti, in casi selezionati e con tempistiche da valutare con lo specialista di riferimento, possono includere: 

  • terapia fisica per migliorare la funzione muscolare; 
  • farmaci, per la gestione di sintomi associati;
  • controlli oculistici periodici;
  • laddove necessaria, la chirurgia.

È fondamentale consultare un medico per una diagnosi accurata e un trattamento appropriato.

Bibliografia

  • Balboni GC et al. Anatomia Umana, 3 ed. Milano. Edi.Ermes, 1990.
  • Fazio C, Loeb C. Neurologia. 3.rd ed. Roma: Società Editrice Universo, 1996. Print.
  • Peitersen E. Bell's palsy: the spontaneous course of 2,500 peripheral facial nerve palsies of different etiologies. Acta Otolaryngol Suppl. 2002;(549):4-30.
  • Holland NJ, Weiner GM. Recent developments in Bell's palsy. BMJ. 2004;329(7465):553-557.
  • Gilden DH. Clinical practice. Bell's Palsy. N Engl J Med. 2004;351(13):1323-1331.

L'informazione presente nel sito deve servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico-paziente. In caso di disturbi e/o malattie rivolgiti al tuo medico di base o ad uno specialista.

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