Mononucleosi

Prof. Riccardo Longhi
A cura del Prof. Riccardo Longhi
Pediatra

Cos'è Cos'è

La mononucleosi è una malattia infettiva virale, a scarsa contagiosità, causata da un virus della famiglia degli herpesvirus chiamato virus di Hepstein-Barr (HBV9). Colpisce soprattutto i bambini e gli adolescenti e, in misura molto minore, gli adulti. È una malattia molto frequente e si calcola che oltre il 90% della popolazione adulta risulti infettato dal virus, sulla base della ricerca degli anticorpi specifici. Molto spesso, però, soprattutto nei bambini più piccoli, può decorrere in maniera del tutto asintomatica. Soltanto nel 10% dei casi i sintomi sono chiari e manifesti. In un'altra piccola percentuale, essi sono sfumati e simili a quelli dell'influenza.

In tutti gli altri casi, soprattutto nei bambini più piccoli, i sintomi sono praticamente assenti.

Cause Cause

Come è stato già riferito, è una malattia di origine virale e la trasmissione avviene soprattutto per via orale, tramite le gocce di saliva. Nonostante sia familiarmente conosciuta col nome di "malattia del bacio", questa romantica modalità di trasmissione non è sicuramente la più frequente. È molto più facile che la malattia sia trasmessa con gli starnuti o mediante l'uso promiscuo di stoviglie e lattine contaminate dalla saliva di un malato. Non è stata ancora provata la trasmissione per via sessuale.

dottore e dottoressa

Consulta la lista degli specialisti disponibili che si occupano di Mononucleosi. Verifica gli specialisti vicino a te 

Sintomi Sintomi

I sintomi della mononucleosi variano notevolmente con l'età del paziente, essendo il quadro clinico molto più severo ad età più elevate. Rara sotto i 2 anni, raggiunge il picco di frequenza più elevato dai 15 ai 25 anni, per poi farsi più rara negli anni successivi, fino ad eventualmente scomparire dopo i 45. I sintomi variano a seconda della fase della malattia.

Dopo un periodo di incubazione di 10/30 giorni nei pazienti in età pediatrica e di 15/45 giorni nei soggetti di età più elevata, inizia un periodo prodromico di 7/15 giorni, caratterizzato da sintomi similinfluenzali; febbricola, malessere, facile affaticabilità, mal di gola, dolori muscolari e addominali. Inizia poi la fase acuta in cui si manifestano temperatura elevata, faringodinia accentuata con tonsillite a placche o membranosa, adenomegalia soprattutto sottomandibolare, ma anche cervicale ed inguinale, splenomegalia in circa la metà dei casi ed epatomegalia in un terzo. Spesso i sintomi predominanti sono la spossatezza e la facile affaticabilità. A volte è presente un rash cutaneo, ad elementi macuolo-papulari rosei, di piccole dimensioni, più frequente dopo la somministrazione di antibiotici quali l'amoxicillina.

L'interessamento epatico, a volte, causa ittero. Può essere presente cefalea e sudorazione notturna. Nella maggior parte dei casi, i sintomi si risolvono progressivamente entro un paio di settimane ma, a volte, la spossatezza si protrae per mesi. Come già evidenziato, però, il decorso è, in genere, asintomatico o simile a quello di una banale sindrome influenzale.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi può essere completamente clinica, sulla base dei sintomi e segni presenti. A volte, però, può essere necessario ricorrere all'ausilio del laboratorio. Potrebbe essere opportuno eseguire un tampone faringeo per diagnosticare una tonsillite streptococcica che escluderebbe la mononucleosi. L'esame emocromocitometrico potrebbe mettere in evidenza un aumento dei globuli bianchi, con una inversione della formula leucocitaria ed un aumento del valore assoluto di grosse cellule linfomonocitoidi (plasmacellule attivate) e di monociti.

L'esame più utile, però, è la determinazione degli anticorpi anti HBV. La presenza di anticorpi anti HBV di classe IgM (anticorpi precoci) conferma, senza possibilità di dubbio, la diagnosi, mentre la presenza di anticorpi di classe IgG (anticorpi tardivi) indica uno stato di pregressa infezione, ormai guarita. Ha, invece, perso importanza il monotest (anticorpi anti sostanze eterofile) perchè troppo aspecifico.

  Scopri gli Specialisti che si occupano di
Mononucleosi vicino a te 

Rischi Rischi

Di solito, il decorso della mononucleosi non è soggetto a complicazioni, anche se, a volte, essa può causare piastrinopenia, malattia emolitica o disturbi a carico del SNC quali rencefaliti, meningiti a liquor limpido e crisi convulsive. Rara, ma potenzialmente pericolosa è la rottura traumatica di milza, nei casi in cui la malattia ne determina l'ingrossamento.

È pertanto opportuno che i soggetti che presentano splenomegalia, non siano sottoposti ad attività potenzialmente pericolose come lo ski e tutti gli sport da contatto. Ancora più rari sono orchiti, miocarditi e pericarditi. Il fatto che il virus possa rimanere a lungo nell'organismo, come capita agli herpesvirus, rende possibile una loro riattivazione, con sintomi, però, spesso modesti. Secondo alcuni, invece, la riattivazione del virus potrebbe essere responsabile, in alcuni casi, della sindrome da stanchezza cronica. Non ancora provato, ma solo supposto, è il coinvolgimento del virus in alcune patologie tumorali fra le quali il linfoma di Burkitt.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Non esiste, attualmente, una terapia specifica, neppure utilizzando i nuovi farmaci antivirali, la cui efficacia è ancora sub judice. È possibile soltanto una terapia sintomatica ad alleviare i vari disturbi legati alla patologia. Farmaci come cortisonici ed antibiotici sono indicati soltanto per curare eventuali complicazioni o sovrainfezioni batteriche.

Sicuramente indicato è il riposo a letto nella fase acuta, almeno sino alla scomparsa della febbre, associato all'uso di antipiretici e antinfiammatori, con l'esclusione dell'aspirina per la possibile insorgenza di sindrome di Reye. Il riposo, anche se non a letto, è indicato anche nelle fasi successive della malattia, sino alla completa scomparsa dei sintomi. In particolare, deve essere evitata, per almeno un paio di mesi, l'attività fisico-sportiva pesante che preveda la possibilità di traumatismi nei casi che presentino splenomegalia. È consigliata una dieta leggera, facilmente digeribile, ricca di frutta e verdura. È assolutamente da evitare l'assunzione di alcool, come pure il fumo.

Prof. Riccardo Longhi
A cura del Prof. Riccardo Longhi
Pediatra

Specialisti che si occupano di mononucleosi

Scegli la provincia di tuo interesse e prenota gratuitamente una visita in pochi click.

oppure scegli una provincia

I tuoi Medici preferiti

Caricamento...