Intolleranza al lattosio

Dr.ssa Maria Grazia Utzeri
A cura della Dr.ssa Maria Grazia Utzeri
Dietologo

Cos'è Cos'è

L’intolleranza al lattosio è l’incapacità dell’organismo di digerire il lattosio, un disaccaride del latte costituito da due zuccheri, glucosio e galattosio i quali, scissi nell’intestino tenue dall’enzima lattasi, sono assorbiti a livello dei microvilli e utilizzati in seguito come fonte di energia o per la sintesi di proteine e lipidi di membrana.
L’intolleranza al lattosio, pertanto, non è una allergia e rappresenta una delle intolleranze alimentari più diffuse a livello mondiale, con una percentuale di persone affette in Italia del 40% e valori incrementali dal Nord al Sud della penisola.

Cause Cause

L’enzima lattasi, già presente in epoca neonatale, con la crescita diminuisce la sua espressione sugli enterociti, le cellule intestinali, per poi scomparire del tutto nei mammiferi adulti a eccezione della popolazione umana che, in una piccola percentuale di casi, presenta l’enzima attivo e in concentrazione ottimale per tutta la vita.
Il deficit geneticamente determinato della lattasi oppure quello acquisito per danno della mucosa intestinale, indotto ad esempio da patologie infiammatorie croniche, si manifesta con un’espressione clinica variabile, e comporta l’incapacità di scindere il lattosio nei due zuccheri componenti, determinando una sintomatologia gastroenterica dopo l’ingestione di latte o di alimenti che contengono il disaccaride.

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Sintomi Sintomi

I sintomi prevalenti sono:

- diarrea,

- meteorismo,

- coliche addominali.

Questi compaiono dopo circa mezzora dall’ingestione di alimenti contenenti lattosio con intensità differente, a volte trascurabile altre del tutto assente, in base alle caratteristiche individuali, al deficit dell’enzima, alla sensibilità e alla quantità di lattosio ingerito.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi di intolleranza al lattosio viene formulata, in presenza di sintomi gastroenterici, con il supporto del Breath test all’idrogeno o Breath test al Lattosio, un esame non invasivo che consiste nell’assunzione di una soluzione di lattosio per via orale (circa un bicchiere pieno) e nella misurazione dell’idrogeno presente nell’aria espirata raccolta ogni 30 minuti per circa 3 h. Infatti, se il lattosio non è scisso dalla lattasi insufficiente, subisce una fermentazione grazie ai microrganismi della flora batterica intestinale, con produzione e liberazione di idrogeno; se la misurazione dell’idrogeno supera il range standard, il test è positivo.

E’ opportuno sottolineare, comunque, che il gold standard per la diagnosi di intolleranza al lattosio è rappresentato dalla biopsia del tenue, un esame che risulta però eccessivamente invasivo per essere utilizzato in modo routinario.

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Rischi Rischi

L’intolleranza al lattosio non si manifesta solamente per ingestione di latte e derivati. I formaggi stagionati come il grana o il parmigiano non contengono lattosio se non in tracce e sono ben tollerati mentre, al contrario, in quelli magri, nella ricotta o nella mozzarella il disaccaride è ben rappresentato, cosí come in numerosi cibi pronti e precotti, salumi e insaccati che ne contengono quantità variabili, poiché il lattosio è spesso utilizzato come conservante alimentare.
Attualmente in commercio esistono latti e derivati delattosati, in cui il lattosio viene idrolizzato e reso digeribile che permettono di consumare senza effetti dannosi tale alimento il cui introito risulta importante per l’apporto di calcio; oppure si trovano in vendita nelle farmacie integratori di lattasi che permettono di consumare un pasto anche fuori casa senza manifestazioni rilevanti a carico dell’apparato gastroenterico, sempre che l’intolleranza non sia severa e non si abusi del prodotto.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

L’individuo affetto da intolleranza al lattosio deve abolire a vita tale zucchero dalla propria alimentazione, con possibile drastica riduzione del calcio per eliminazione di latte e latticini dalla dieta e rischio di osteopenia e osteoporosi a lungo termine.

Anche l’uso dei probiotici (fermenti lattici) è consigliato, per l’effetto protettivo e benefico sulla mucosa intestinale che impedisce la fermentazione del lattosio. Lo yogurt, pertanto, contenente fermenti lattici vivi, rappresenta per gli intolleranti un sostituto ottimale del latte, perché i bacilli in esso contenuti favoriscono l’idrolisi del lattosio che risulta quindi già digerito, impedendo ai sintomi dell’intolleranza di manifestarsi.

Dr.ssa Maria Grazia Utzeri
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