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Incontinenza fecale

Dr. Francesco Saverio Mari

Dr. Francesco Saverio Mari

Chirurgo Proctologo Medico Chirurgo, specialista in Chirurgia Generale Creato il: 15/02/2018 Ultimo aggiornamento: 15/09/2023

Per incontinenza fecale si intende la perdita involontaria di gas e/o materiale fecale o l'incapacità di ritardare l'evacuazione, fino al momento o alla sede più idonea.

L’incontinenza non andrebbe considerata come una malattia, ma bensì come un sintomo collegato ad una alterazione del funzionamento del complesso sfinterico anale, in seguito a varie malattie. In alcuni casi, la presenza di episodi di incontinenza è del tutto fisiologica come, ad esempio, in presenza di temporanee condizioni che modificano la velocità di transito o la consistenza delle feci (diarrea).

L'incontinenza fecale, specialmente quando si verifica in un soggetto adulto, incide in maniera consistente sulla qualità di vita, con ripercussioni notevoli sulla quotidianità e in ambito lavorativo, sociale e di relazione.

Incontinenza fecale

Cause Cause

Alla base dell'incontinenza fecale, vi possono essere varie cause che possono presentarsi singolarmente oppure associate:

  • alterazioni qualitative e/o quantitative delle feci (diarrea);
  • lesioni del complesso muscolare sfinteriale, successivamente in seguito a interventi ostetrici e proctologici (quali, ad esempio, la fistulectomia, l’emorroidectomia, sfinterotomia). Ciò si verifica anche a causa di terapie radianti o per diretto interessamento degli sfinteri da parte di neoplasie del retto o dell'ano;
  • alterazione del volume dell'ampolla rettale, successiva a interventi di tipo chirurgico, nonché per interessamento diretto o compressione estrinseca, da parte di neoplasie rettali oppure di ulteriori organi pelvici;
  • lesioni anatomiche e/o funzionali delle strutture nervose, deputate al controllo dei muscoli sfinteriali (come, ad esempio, la neuropatia del pudendo, le lesioni spinali o cerebrali, il diabete).

Sintomi Sintomi

L’incontinenza fecale è da considerarsi essa stessa un sintomo e va caratterizzata in base all’entità e alla frequenza di presentazione. È da considerarsi incontinenza anche la minima fuoriuscita episodica di piccole gocce (soiling) di materiale fecale.

Per quanto concerne la sintomatologia, si possono verificare diverse situazioni "sgradevoli", che vanno dalla:

  • urgenza evacuativa, in genere associata ad una ridotta capacità dell'ampolla rettale e/o ridotta intensità di contrazione dei muscoli del complesso sfinterico;
  • incontinenza permanente, in cui si riconoscono, in misura maggiore, lesioni muscolari e/o nervose.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi di incontinenza fecale inizia, di solito, dalla valutazione del grado di incontinenza, considerando sia il tipo di "perdita" lamentata dal paziente (feci solide, liquide o gas), sia la frequenza con cui il sintomo si verifica. Esistono specifici questionari per la caratterizzazione sintomatica dell’incontinenza.

Vi è poi la necessità di individuare le cause alla base dei fenomeni di incontinenza, andando a studiare la morfologia e l’integrità del retto e del complesso muscolare sfinterico, oltre che il suo funzionamento, attraverso vari esami diagnostici.

Tra questi troviamo:

  • la Manometria Ano-Rettale (che studia il funzionamento dei muscoli dello sfintere);
  • l’Elettromiografia Rettale (che valuta la conduzione nervosa ai muscoli pelvici);
  • l’Ecografia Transanale (che consente di visualizzare l’anatomia dei muscoli sfinterici);
  • la Risonanza Magnetica pelvica e/o La Cistocolpodefeco RMN (che consentono la valutazione morfologica di tutta l’anatomia pelvica sia statica che dinamica).

Rischi Rischi

L’incontinenza fecale non espone il paziente a particolari rischi, ma va a condizionare la qualità di vita di chi ne è affetto, in maniera più o meno importante, a seconda della sua entità.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La terapia dell'incontinenza fecale è finalizzata alla correzione delle alterazioni anatomico-funzionali alla base della patologia.

Sono varie le metodiche finalizzate al trattamento dell'incontinenza fecale. Queste vanno stabilite sulla base della situazione specifica, utilizzando quelle più idonea al caso in questione. Eventualmente, possono essere associate più procedure diverse in un percorso terapeutico. Queste metodiche vanno dal semplice rinforzo o rieducazione muscolare, fino all’impianto di sfinteri artificiali.

Le tipologie di trattamento più diffuse, ad oggi, sono:

  • la Riabilitazione del Pavimento Pelvico, che consiste in un insieme di tecniche fisiche, rivolte al miglioramento del tono e della resistenza dei muscoli della continenza, oltre che del miglioramento della loro coordinazione. Il trattamento riabilitativo ricorre anche all’utilizzo di specifiche tecniche, finalizzate ad aumentare l’efficacia terapeutica, quali, ad esempio, l’elettrostimolazione o il Biofeedback;
  • l'aumento di volume dello sfintere anale attraverso l’utilizzo di Bulking Agent: consiste nell’aumentare lo spessore dello sfintere, introducendo, tra le fibre muscolari, delle sostanze liquide o delle protesi. L'aumento dello spessore diminuisce il calibro del canale anale, bilanciando il deficit di chiusura dei muscoli;
  • la riparazione dello sfintere mediante la Rigenerazione Tissutale, una metodica derivata dalla medicina rigenerativa, che prevede l'infiltrazione, nel tessuto muscolare sfinterico, di un preparato a base di cellule staminali multipotenti, derivate dal tessuto grassoso, arricchite con fattori di crescita tissutali di derivazione piastrinica. Tale metodica, considerata abbastanza poco invasiva, permette un aumento del volume sfinterico (agendo come bulking agent), ma, in particolare, di rigenerare il tessuto muscolare;
  • il miglioramento del funzionamento sfinterico mediante Neuromodulazione Sacrale a permanenza. Questa tecnica prevede l'impianto di una specie di Pacemaker, a livello dell'emergenza dei nervi sacrali, che attraverso una continua stimolazione elettrica, ottiene l'aumento del tono muscolare e della contrazione del complesso sfinterico;
  • il ripristino di un’anatomia normale, attraverso interventi chirurgici ricostruttivi. In presenza di alterazioni anatomiche, successive a precedenti procedure chirurgiche o traumi, è necessario ricostruire o ricongiungere lo sfintere lesionato (sfinteroplastica) oppure modificare o ripristinare l'anatomia del retto;
  • l'impianto dello sfintere artificiale. In presenza di lesioni nervose o quando non è possibile o conveniente ricostruire l’anatomia, si può impiantare uno sfintere artificiale. Esistono varie tipologie di sfinteri artificiali, ma oggi l’introduzione dello sfintere magnetico ha migliorato i risultati e ha notevolmente semplificato le procedure di impianto, aumentando notevolmente il ricorso a questa tipologia di trattamento.

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