Deterioramento cognitivo

Dr.ssa Anna Cantagallo
A cura della Dr.ssa Anna Cantagallo
Neurologo

Cos'è Cos'è

Il deterioramento cognitivo lieve è una condizione clinica che si presenta nell’età avanzata, caratterizzata da una sfumata difficoltà in uno o più domini cognitivi, come ad esempio la memoria, l’attenzione, l’apprendimento o il linguaggio, tale però da non compromettere gravemente le normali e quotidiane attività della persona; a volte necessitano di tempi lievemente più lunghi, ma nonostante ciò mantengono comunque la loro autonomia, pur rendendosi conto loro stessi di questi cambiamenti.

Queste lievi forme di deficit però, devono essere valutate e trattate precocemente, poiché potrebbero aumentare la probabilità di sviluppare la malattia di Alzheimer negli anni successivi.

Cause Cause

L’origine del deterioramento cognitivo lieve è complessa e si ritiene che possa essere dovuta a fattori tossici per le cellule nervose (come la proteina beta-amiloide, la Tau e i corpi di Lewy), ad una ridotta efficienza del metabolismo neuronale, ad alterazioni della circolazione sanguigna a causa spesso di mini-ictus localizzati e alla riduzione di alcune aree chiave del cervello, come l’ippocampo e la corteccia frontale, adibite appunto alle funzioni cognitive che vengono deteriorate.

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Sintomi Sintomi

I principali sintomi potenzialmente associati al deterioramento cognitivo lieve comprendono lievi cambiamenti nelle principali funzioni quotidiane, elementi di cui se ne rende conto la persona stessa:

  • Difficoltà nel trattenere in memoria nuove informazioni e nel ricordare fatti avvenuti pochi giorni prima.
  • Durante l’esecuzione di semplici attività come vedere un film, leggere un libro si mostrano difficoltà di concentrazione e facile distraibilità, anche durante le conversazioni.
  • Difficoltà nel pianificare attività che prima non creavano problemi, nel prendere decisioni sull’immediato.
  • Occasionali momenti di spaesamento quando si è fuori casa.
  • Maggiore tendenza ad avere reazioni impulsive, irritabilità e ansia diffusa.
  • Perdita di interesse nelle proprie attività abituali, nei propri hobbies, con possibile tendenza depressiva.
  • Comparsa di disturbi del sonno, già tipici nell’anzianità, ma che peggiorano.

Diagnosi Diagnosi

Tutti questi sintomi sopra elencati, per essere indicativi di malattia, devono avere un’intensità tale da compromettere la normale vita quotidiana, nonostante non creino disagi all’autonomia della persona, devono persistere nel tempo e non essere giustificati da cause specifiche come una malattia, l’assunzione di farmaci o uno stato di reale debilitazione psicofisica.

Se un familiare nota qualche cambiamento nella quotidianità dell’anziano nelle capacità di attenzione, memoria, o comportamenti in generale, dovrebbe cercare di sollecitare una visita: quindi, in presenza di tali sintomi, è necessario richiedere una visita neurologica per valutare il grado di compromissione cerebrale e, nel caso, escludere possibili cause organiche di sintomi cognitivi.

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Rischi Rischi

I principali fattori di rischio che riguardano il deterioramento cognitivo lieve riguardano le abitudini di vita, che devono essere controllate. Infatti, è buona norma modificare le abitudini scorrette e correggere e controllare gli stati patologici esistenti. Infatti oltre all'aggravante dell’età superiore ai 60 anni, i principali fattori di rischio per lo sviluppo di questa malattia sono:

  • la predisposizione genetica, a cui non si può porre rimedio, ma possono essere fatte diagnosi precoci sapendo di avere familiari che ne hanno sofferto;
  • il diabete
  • il fumo
  • la depressione
  • l’ipertensione
  • alti livelli di colesterolo nel sangue
  • una vita sedentaria
  • la mancanza durante la propria vita di stimoli intellettivi, sociali, che devono permanere durante tutto l’arco della vita.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Attualmente, non si hanno a disposizione trattamenti medici specifici per contrastare il disturbo cognitivo lieve, ma agendo sui fattori di rischio si può cercare di prevenirne la comparsa e ridurne l’impatto. Attraverso tecniche di palestra cognitiva si può aiutare i pazienti a non peggiorare determinate abilità e spesso anche a migliorarle lievemente: questa tipologia di intervento comprende un training cognitivo che va ad agire nelle principali funzioni in deterioramento, allenando la working memory, l’attenzione, l’orientamento, il multitasking.

Mantenendo queste funzioni esecutive in allenamento, si contrasta il deterioramento cognitivo poiché le funzioni si mantengono attive e in continua esecuzione, sono infatti esercizi giornalieri che possono essere svolti sia in cliniche specializzate che poi singolarmente a casa che migliorano anche la flessibilità mentale.

Altro aspetto fondamentale è curare l'alimentazione e facilitare il sonno rigenerante e l'attiivà fisica di questo paziente.

Dr.ssa Anna Cantagallo
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