Arteriopatia

Dr. Luca Garriboli
A cura del Dr. Luca Garriboli
Chirurgo Vascolare

Cos'è Cos'è

L'Arteriopatia ostruttiva o Arteriopatia Obliterante Cronica Periferica (AOCP) è definita come il processo di invecchiamento e degenerazione della parete vascolare arteriosa.

La formazione di placche aterosclerotiche determina un progressivo restringimento del lume arterioso e diminuzione del flusso sanguigno a valle del segmento malato.

Cause Cause

Il danneggiamento della parete arteriosa può essere causato da fattori esogeni (fumo) o endogeni (iperlipidemia, ipertensione arteriosa).
Esistono inoltre patologie autoimmuni (vasculiti) che provocano un'infiammazione della parete arteriosa con progressivo restringimento del lume vasale ed impoverimento dell'albero arterioso. Tra queste ricordiamo:

  • Morbo di Buerger
  • Malattia di Takayasu
  • Fibrodisplasia Arteriosa
  • Arterite a cellule giganti

Oltre ai numerosi fenomeni vasculitici associati ad altre malattie autoimmuni come LES, M. di Behcet, ecc.

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Sintomi Sintomi

L'Arteriopatia si può presentare a seconda della gravità clinica con differenti sintomi, da più lievi a fortemente invalidanti.

Secondo la classificazione di Leriche-Fontaine possiamo dividere l'arteriopatia in 4 stadi:

  1. Stadio preclinico in cui sono presenti lesioni a carico del circolo arterioso, ma la sintomatologia si limita a sensazioni di ipotonia o ipotrofia dell'arto interessato.
  2. Comparsa della claudicatio intermittens, ovvero il paziente percepisce dolore durante la marcia che lo costringe a fermarsi (malattia delle vetrine). Questo stadio viene ulteriormente suddiviso in IIa e IIb a seconda che l'intervallo libero di marcia sia maggiore o minore di 100m.
  3. Comparsa di dolori a riposo o notturni che costringono il paziente a svegliarsi e ad alzarsi per alleviare il dolore (infatti la posizione eretta migliora la circolazione periferica per l'"aiuto" della forza di gravità).
  4. Comparsa di lesioni trofiche (fa eccezione il paziente diabetico che può presentare lesioni trofiche ad eziologia neuropatica in uno stadio più precoce), ulcerazioni sino alla gangrena, rappresenta lo stadio più grave che se non trattato repentinamente porta alla morte tessutale ed all'amputazione dell'arto.

Diagnosi Diagnosi

L'iniziale diagnosi clinica, eseguita con attenta visita e valutazione manuale dei polsi periferici deve poi essere confermata dalle indagini strumentali, in particolare:

  • EcoColorDoppler: esame di routine, preliminare e/o alternativo all'angiografia nei casi in cui sia ipotizzabile una rivascolarizzazione.
  • AngioTC/AngioRM: esami alternativi all'angiografia.
  • Angiografia: per diagnosi dubbia e non da considerare in un primo approccio alla malattia.

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Rischi Rischi

I rischi legati a questa patologia sono legati alla possibilità di necrosi e morte tissutale con conseguente amputazione dell'arto interessato.

È fondamentale che la valutazione clinica e strumentale sia eseguita da un chirurgo vascolare che possa giudicare la possibile evoluzione irreversibile di una condizione che si può presentare solo con una leggera difficoltà alla deambulazione, infatti lesioni minime possono degenerare anche repentinamente per il sovrapporsi di fenomeni trombociti e/o embolici.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Il trattamento dell'Arteriopatia può essere medico o chirurgico, in quest'ultimo caso utilizzando tecniche di chirurgia standard o endovascolare. 

La terapia medica viene riservata ai pazienti con patologia arteriopatica nelle fasi iniziali o con sintomatologia stabile e non invalidante, oppure in casi così avanzati da essere ormai nulla ogni possibilità di rivascolarizzazione; inoltre integra sempre il trattamento chirurgico. Essa consiste nelle iniziale eliminazione dei fattori di rischio, quale fumo, controllo dei valori glicemici, del colesterolo, della pressione, oltre all'utilizzo di farmaci antiaggreganti (es. Aspirinetta, Clopidogrel...) e vasodilatatori o emoreologici che favoriscono un maggior afflusso di sangue a livello tissutale sfruttando le vie arteriose rimaste.

La terapia chirurgica invece ha l'obiettivo di ristabilire il corretto flusso di sangue a livello degli organi e dei tessuti eliminando le placche ostruenti o creando nuove strade di passaggio attraverso tecniche mininvasive come l'angioplastica e lo stenting oppure tramite il confezionamento di By Pass o la rimozione fisica degli ateromi (endarterectomia).

L'amputazione degli arti rappresenta l'ultimo stadio della patologia arteriosa laddove la scelta di sacrificare tessuti ormai privi di vitalità è conseguente alla necessità di salvare la vita del paziente. 

Dr. Luca Garriboli
A cura del Dr. Luca Garriboli
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