Aneurisma

Dr. Luca Garriboli
A cura del Dr. Luca Garriboli
Chirurgo Vascolare

Cos'è Cos'è

L'aneurisma può considerarsi conseguenza di una progressiva distruzione delle fibrille elastiche e di collagene facenti parte della parete vasale che subisce una progressiva dilatazione per la perdita della resistenza alla pressione generata dal ciclo cardiaco.

Cause Cause

Cause di questo impoverimento possono essere congenite (come in malattie come la sindrome di Ehlers-Danlos o la Marfan); degenerative (aterosclerosi); meccaniche, legate cioè a traumatismi diretti o indiretti (ad esempio lesioni dell'istmo dell'aorta da decelerazioni improvvise in soggetti con cintura di sicurezza) oppure infettive (micotica, sifilitica, tubercolare) o infiammatorie (in malattie autoimmuni come Takayasu, gigantocellulare).

I fattori di rischio più comuni sono il fumo, la predisposizione genetica, l'arteriosclerosi.

I soggetti più a rischio sono pazienti di età superiore a 60 anni per gli aneurismi ad eziologia degenerativa, mentre in caso di difetti congeniti la patologia si può manifestare in età giovanile.

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Sintomi Sintomi

La maggior parte dei pazienti (3/4) è asintomatica al momento della diagnosi che viene fatta durante l’esecuzione di indagini (ecografia/Tac) eseguite per altre patologie.
A volte è possibile riconoscere una massa pulsante addominale o in altri distretti corporei più superficiali. Nei casi di rottura dell’aneurisma si ha ipotensione improvvisa associata o meno a dolore.
A differenza degli aneurismi aortici o viscerali, gli aneurismi periferici hanno minor tendenza alla rottura, ma maggiore alla trombosi o embolizzazione con conseguente ischemia arteriosa periferica con conseguente dolore e ipotermia delle estremità e degli arti.
A volte gli aneurismi comprimono le strutture vicine con disturbi locali o d’organo ( edema da compressione venosa, disfagia, disfonia...).

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi di aneurisma viene normalmente fatta con l'EcoColorDoppler che rappresenta lo strumento di più largo utilizzo, più rapido nell’esecuzione e di alta sensibilità e specificità. Successivamente vengono eseguite indagini più approfondite per meglio programmare il trattamento da effettuare o inquadrare la pericolosità dell'aneurisma. In particolare l'AngioTac è il miglior strumento per definire l'anatomia e le caratteristiche dell'aneurisma oltre che per pianificare la strategia operatoria.

L'AngioRm non sfrutta radiazioni ionizzanti, nè contrasti iodati, ma rispetto alla Tac ha una definizione minore dei dettagli e tempi più lunghi di esecuzione. Infine l'Angiografia risulta particolarmente utile nel caso di studio di pseudoaneurismi, sanguinamenti o endoleak post procedure endovascolari.

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Rischi Rischi

Il rischio di rottura e conseguente emorragia, potenzialmente fatale, aumenta con l’aumentare del diametro dell’aneurisma, anche se si sono riscontrate rotture di aneurismi piccoli; diviene quindi fondamentale che pazienti a cui viene diagnosticata questa patologia eseguano una valutazione da un chirurgo vascolare che ne sappia ponderare il rischio soggettivo.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Il trattamento della patologia arteriosa aneurismatica consiste nell'andare ad eliminare il rischio di rottura e/o embolizzazione del materiale trombotico all'interno della camera aneurismatica.

Per ottenere questi risultati possiamo utilizzare tecniche chirurgiche tradizionali che consistono nella sostituzione del segmento arterioso dilatato con un segmento protesico suturato all’arteria sana a monte e a valle della dilatazione, oppure tecniche chirurgiche endovascolari che mirano all’esclusione della cavità aneurismatica dal flusso di sangue, che viene incanalato in una protesi posizionata all’interno del lume vasale, eliminando il rischio di rottura o di embolizzazione di materiale trombotico proveniente dalla sacca stessa, oppure hanno la finalità di occludere il vaso dilatato con l'utilizzo di "colle" o spirali metalliche.

Oggigiorno si assiste ad una progressiva prevalenza delle tecniche endovascolari per la loro minor invasività e grazie alle continue innovazioni tecniche per la presenza di sempre migliori strumenti e protesi.

Dr. Luca Garriboli
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